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Azione Aquiliana

9 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Termine giuridico che indica l'azione legale basata sulla responsabilità extracontrattuale, volta a ottenere il risarcimento per un danno ingiusto causato da un fatto illecito.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Abusi edilizi: vale l’affidamento incolpevole dell’acquirente
Un acquirente acquista un immobile appena costruito confidando nella sua regolarità urbanistica. Successivamente scopre gravi abusi edilizi non sanabili derivanti da permessi illegittimi rilasciati dal Comune. L'acquirente cita in giudizio sia la società costruttrice per la risoluzione del contratto sia l'ente locale per il risarcimento del danno patrimoniale causato dalla mancata vigilanza. Il Comune contesta la competenza del tribunale civile, sostenendo la giurisdizione del giudice amministrativo. Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione accolgono la tesi del compratore. La Suprema Corte stabilisce che la tutela riguarda il diritto all'integrità patrimoniale e l'affidamento incolpevole dell'acquirente, radicando la causa davanti al giudice ordinario.
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Clausola compromissoria e danni: vince il giudice ordinario
Una committente ha stipulato un contratto di appalto per ristrutturare un fabbricato rurale. L'impresa esecutrice ha attivato un collegio arbitrale per ottenere il pagamento dei compensi. Gli arbitri hanno condannato la proprietaria, la quale ha impugnato il lodo contestando la competenza arbitrale. La lite comprendeva infatti anche la richiesta di risarcimento per gravi difetti dell'immobile, un'azione extracontrattuale. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della proprietaria. I giudici hanno chiarito che una clausola compromissoria limitata a interpretazione ed esecuzione del contratto non copre la responsabilità extracontrattuale. Di conseguenza, la presenza di domande connesse attrae l'intera causa davanti al giudice ordinario.
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Responsabilità del fornitore: l’importatore è salvo se collabora
Un automobilista acquista un'auto il cui cambio automatico si rompe per difetti costruttivi. L'acquirente chiede il risarcimento dei danni all'importatore italiano del veicolo, ritenendolo responsabile del difetto. I giudici di merito rigettano la domanda, escludendo che l'importatore possa essere considerato il produttore. La Corte di Cassazione conferma la decisione, chiarendo le regole sulla responsabilità del fornitore. Secondo la Corte, il distributore risponde dei danni da prodotto difettoso solo se non collabora all'identificazione del reale fabbricante. Nel caso specifico, l'importatore ha fornito gli elementi per individuare il costruttore effettivo, liberandosi da ogni accusa. L'automobilista perde il ricorso, ma le spese del giudizio vengono compensate tra le parti.
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Risarcimento danni da allagamento fognario: decide il giudice
Alcuni agricoltori hanno subito gravi danni ai propri terreni a causa della fuoriuscita di liquami e acque nere da collettori fognari pubblici, innescata da forti piogge. Gli interessati hanno citato in giudizio gli enti locali per ottenere il risarcimento danni da allagamento fognario. La Corte d'Appello aveva dichiarato la competenza del Tribunale delle Acque Pubbliche. La Corte di Cassazione ha invece ribaltato la decisione, stabilendo che la competenza spetta al giudice ordinario. La Suprema Corte ha chiarito che le controversie relative ai danni da tracimazione fognaria non toccano la gestione delle acque pubbliche o le concessioni, ma costituiscono una comune azione di risarcimento extracontrattuale. Di conseguenza, la Cassazione ha dichiarato la competenza del giudice ordinario e ha rinviato la causa alla Corte d'Appello per la decisione sul merito.
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Occupazione senza titolo: il fallimento paga anche in buona fede
Una società proprietaria ha chiesto l'ammissione al passivo fallimentare di un credito per l'occupazione senza titolo di un immobile da parte della curatela, dopo la dichiarazione di nullità del contratto di locazione. Il Tribunale ha riconosciuto l'indennizzo solo a partire dalla data in cui il curatore ha acquisito consapevolezza della nullità. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società proprietaria, stabilendo che la detenzione di un bene priva di titolo giuridico costituisce fonte di responsabilità extracontrattuale. Di conseguenza, l'obbligo di corrispondere l'indennità per occupazione senza titolo prescinde totalmente dallo stato soggettivo di dolo o colpa del curatore fallimentare, rilevando unicamente la mancanza di un valido titolo contrattuale fin dall'inizio della procedura.
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Azione contro il vicino: Cassazione nega la legittimazione ad agire
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale sulla legittimazione ad agire del detentore. Due persone, che vivevano in un immobile per ragioni di parentela senza esserne proprietari, hanno citato in giudizio un vicino per opere edilizie lesive dei loro presunti diritti. La Corte ha dichiarato il loro ricorso inammissibile, chiarendo che solo il proprietario o il titolare di un diritto reale (come l'usufrutto) può agire in tribunale per difendere l'immobile da violazioni delle distanze legali o da nuove servitù. Il semplice fatto di abitare nell'immobile non è sufficiente per esercitare tali azioni, che sono riservate a chi detiene un titolo giuridico specifico sul bene.
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Proroga della giurisdizione: accordi e foro competente
La Cassazione affronta un caso di proroga della giurisdizione in un contratto internazionale. Una compagnia aerea italiana citava un costruttore di aerei per danni, ma la Corte ha dichiarato il difetto di giurisdizione del giudice italiano a favore di quello inglese, in base a una clausola di scelta del foro competente sottoscritta dalle parti, valida anche per le azioni extracontrattuali collegate al contratto.
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Responsabilità extracontrattuale appalto: quando agire
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32935/2024, si è pronunciata sul tema della responsabilità extracontrattuale nell'appalto. Il caso riguardava il proprietario di un'imbarcazione che aveva citato in giudizio il cantiere navale per lavori non eseguiti a regola d'arte, commissionati tramite una società di gestione. La Corte ha stabilito che la pretesa del proprietario, volta a ottenere i costi per il corretto completamento delle opere, ha natura contrattuale e non può essere fatta valere contro l'appaltatore, con cui non esiste un rapporto diretto. L'azione corretta sarebbe stata quella contrattuale nei confronti della società di gestione. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto, chiarendo i confini tra azione contrattuale e azione aquiliana in catene di contratti.
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Legittimazione passiva: firma incerta, contratto nullo
La Corte di Cassazione conferma la decisione di merito che rigetta la domanda di un'acquirente volta a ottenere il trasferimento di un immobile. Il caso verteva su un preliminare di vendita la cui firma era contestata: l'acquirente sosteneva fosse stata apposta dal fratello gemello del legale rappresentante della società venditrice. In assenza di prove certe sulla sottoscrizione, la Corte ha confermato il difetto di legittimazione passiva del convenuto, rendendo inefficaci sia la richiesta di esecuzione del contratto sia quella di risarcimento del danno.
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