LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Avente Causa

25 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Il soggetto che acquista un diritto o una posizione giuridica da un altro soggetto (detto 'dante causa'). Nel caso specifico, è chi ottiene la disponibilità del veicolo.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Cessione di cubatura: il terreno inedificabile resta tale, acquisto consapevole
Una Società Acquirente ha contestato la validità di una vecchia cessione di cubatura del 1982, sostenendo che non tutti i comproprietari avevano dato il loro consenso. Il Tribunale aveva inizialmente accolto la domanda, ma la Corte d'Appello ha respinto il ricorso. La Cassazione ha confermato questa decisione. Ha stabilito che la Società Acquirente, al momento dell'acquisto del terreno, aveva esplicitamente accettato il vincolo di inedificabilità già esistente. Pertanto, ha acquistato un lotto già privo di diritti edificatori, rendendo il suo ricorso inammissibile.
Continua »
Demolizione di immobile abusivo: eseguirla non è mai un illecito
I Proprietari di un terreno chiedono il risarcimento dei danni per la demolizione di immobile abusivo (un capannone parzialmente abusivo sul loro fondo) eseguita dalla Società Acquirente del terreno confinante e dal Direttore dei Lavori. I Proprietari sostengono di aver rinunciato alla demolizione, precedentemente ordinata da un giudice, e che l'ingresso nel loro fondo sia stato un accesso abusivo. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso dei Proprietari. I giudici chiariscono che la Società Acquirente, avendo accettato nel contratto di acquisto gli obblighi della precedente sentenza, è subentrata legittimamente nel dovere di demolire. L'esecuzione di un ordine del giudice non costituisce un atto illecito, anche se compiuto senza la collaborazione dei Proprietari, e la demolizione del manufatto non può generare un danno risarcibile poiché rappresenta proprio la soddisfazione del diritto originario dei Proprietari.
Continua »
Opponibilità del comodato: il nuovo titolare vince sul comodatario
La Corte di Cassazione ha confermato che il contratto di comodato non è opponibile all'avente causa del comodante. Nel caso di specie, una società aveva ricevuto in comodato un immobile industriale in attesa del trasferimento di un contratto di leasing. Successivamente, un'altra società è subentrata nella posizione del comodante originario a seguito di scissione e ha richiesto la restituzione del bene. I giudici hanno stabilito che l'opponibilità del comodato non può essere fatta valere nei confronti del nuovo titolare del diritto di godimento sull'immobile, in quanto il comodato, essendo un rapporto personale e gratuito, non vincola i terzi acquirenti o successori a titolo particolare.
Continua »
Trascrizione del pignoramento: l’errore sugli eredi costa caro
Una società di recupero crediti ha impugnato la decisione del Tribunale che dichiarava inefficace l'esecuzione immobiliare a causa della mancata rinnovazione della trascrizione del pignoramento nei confronti degli eredi del debitore. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno rilevato che la società creditrice non ha correttamente identificato e coinvolto nel giudizio tutti gli eredi della società debitrice cancellata. Trattandosi di litisconsorzio necessario, l'omessa indicazione e convocazione di tutti i successori impedisce l'esame del ricorso, confermando la perdita di efficacia del pignoramento originario e la restituzione delle somme all'acquirente dell'immobile.
Continua »
Integrazione del contraddittorio: l’errore che blocca la servitù
Una comproprietaria è ricorsa in Cassazione dopo che la Corte d'Appello ha dichiarato inammissibile l'appello in una causa di servitù. I giudici di secondo grado avevano rilevato la mancata notifica dell'atto a un comproprietario originario, nonostante il preciso ordine del giudice. La ricorrente, subentrata come avente causa, ha contestato la decisione denunciando la violazione delle norme sulla partecipazione al giudizio. La Suprema Corte, ritenendo la questione di particolare rilevanza, non ha deciso in camera di consiglio ma ha rimesso la causa alla pubblica udienza per un esame approfondito. Al centro della controversia vi è l'obbligo di integrazione del contraddittorio nei giudizi che coinvolgono più parti.
Continua »
Legittimazione ad impugnare: ricorso nullo senza prove di fusione
Una società di costruzioni propone ricorso in Cassazione contro una banca, contestando la nullità di un contratto di leasing per tassi usurari. Tuttavia, la ricorrente dichiara di essere succeduta per incorporazione alla società attrice del primo grado, ma non a quella che ha effettivamente proposto l'appello. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile per difetto di legittimazione ad impugnare. I giudici chiariscono che il potere di impugnare una sentenza spetta esclusivamente a chi ha formalmente assunto la qualità di parte nel precedente grado di giudizio, indipendentemente dall'effettiva titolarità del rapporto sostanziale. Inoltre, la ricorrente non ha fornito alcuna prova documentale della fusione societaria che avrebbe giustificato il suo subentro nel processo. Di conseguenza, la società ricorrente perde la causa e viene condannata al pagamento delle spese processuali.
Continua »
Azione di restituzione contro l’avente causa: Banca condannata
Un ospedale cede a una Banca un credito milionario verso l'INPS, derivante da una sentenza favorevole. La Banca incassa la somma. Successivamente, la Corte di Cassazione annulla la sentenza, stabilendo che il credito non era dovuto. L'INPS agisce quindi direttamente contro la Banca per riavere i soldi. La Cassazione conferma la validità dell'azione di restituzione contro l'avente causa: la Banca, avendo beneficiato del pagamento, è obbligata a restituire l'intera somma. Questo perché gli effetti della sentenza definitiva si estendono a chi è subentrato nel diritto controverso. La Banca perde e deve restituire capitale e interessi.
Continua »
Donazione vinta, causa persa: l’efficacia riflessa del giudicato
Dei nuovi proprietari ricevono un immobile in donazione e agiscono in giudizio per rivendicarne la proprietà contro chi lo aveva acquistato a un'asta. La loro richiesta viene però respinta. La Cassazione chiarisce che la precedente sentenza, che aveva già negato il diritto di proprietà alla loro donante, ha un'efficacia vincolante anche nei loro confronti. Questo principio, noto come efficacia riflessa del giudicato, impedisce ai nuovi titolari di riaprire una questione già decisa in modo definitivo, poiché il loro diritto deriva da quello della parte che aveva già perso la causa. La Corte ha quindi confermato la decisione, respingendo il ricorso.
Continua »
Esenzione imposta di successione azienda: il rigore della forma
La Corte di Cassazione ha chiarito i limiti per l'esenzione imposta di successione azienda nel trasferimento di quote societarie. Una contribuente ha impugnato un avviso di liquidazione relativo al passaggio del 100% di una società, sostenendo di aver diritto all'agevolazione nonostante la dichiarazione di impegno a proseguire l'attività fosse stata presentata tardivamente. Mentre i giudici di merito avevano accolto la tesi della contribuente, la Suprema Corte ha ribaltato il verdetto. La decisione stabilisce che la dichiarazione di intenti deve essere presentata contestualmente alla denuncia di successione. Tale adempimento non rappresenta una mera formalità, ma costituisce una condizione essenziale per la nascita stessa del diritto al beneficio fiscale. Senza la dichiarazione tempestiva e personale, l'agevolazione non sorge, rendendo irrilevante il successivo rispetto dell'obbligo di gestione quinquennale dell'impresa.
Continua »
Legittimazione fallito: negata l’impugnazione erede
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso presentato dall'erede di un soggetto fallito contro l'ammissione al passivo di crediti previdenziali. Il punto centrale della controversia riguarda la legittimazione fallito a impugnare lo stato passivo tramite istanza di revocazione. Secondo la normativa fallimentare applicabile, tale facoltà è riservata esclusivamente al curatore o agli altri creditori. La Suprema Corte ha ribadito che l'erede non può vantare una posizione giuridica superiore o diversa rispetto a quella del defunto, restando quindi escluso dai soggetti legittimati ad agire per contestare i crediti ammessi al concorso.
Continua »
Litisconsorzio necessario: appello nullo se manca
Due proprietari ottengono la tutela di una servitù di passaggio. In appello, la nuova proprietaria del fondo servente ottiene l'estinzione della servitù. La Cassazione annulla la sentenza d'appello per un vizio procedurale: mancava il litisconsorzio necessario con la venditrice originaria, non formalmente estromessa dal giudizio. La causa deve essere riesaminata con la corretta composizione delle parti.
Continua »
Cessione Credito INVIM: le regole del Codice Civile
Una società, cessionaria finale di un credito per rimborso INVIM riconosciuto da una sentenza del 1999, si è vista negare l'esecuzione del giudicato. La Corte di Cassazione ha chiarito che la cessione credito INVIM non è soggetta alle rigide norme fiscali, ma alle regole generali del Codice Civile. Pertanto, ha annullato la decisione e rinviato il caso al giudice di merito per una nuova valutazione, anche sulla prescrizione del credito.
Continua »
Confisca e diritti dei terzi: la Cassazione attende
Un cittadino acquista un immobile che, a sua insaputa, era stato oggetto di una confisca divenuta irrevocabile prima del suo acquisto. Dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, ricorre in Cassazione. La Suprema Corte, riconoscendo la complessità della questione sulla tutela del terzo acquirente, ha sospeso il procedimento. La decisione è stata rinviata in attesa di una pronuncia della Corte Costituzionale su un tema affine, sollevato dalle Sezioni Unite, riguardante la tematica della confisca e diritti dei terzi.
Continua »
Accessione del possesso: titolo idoneo e usucapione
La Corte di Cassazione chiarisce i requisiti per l'accessione del possesso ai fini dell'usucapione. In una disputa su una terrazza, la Corte ha stabilito che un contratto di compravendita, pur non trasferendo formalmente la proprietà del bene conteso, costituisce 'titolo astrattamente idoneo' a trasferire il possesso. Questo permette all'acquirente di sommare il proprio periodo di possesso a quello del venditore per raggiungere il termine ventennale necessario per l'usucapione, confermando così la decisione della Corte d'Appello.
Continua »
Disconoscimento sottoscrizione: la firma non basta
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20182/2024, ha stabilito che se il nuovo proprietario di un immobile (avente causa) effettua il disconoscimento della sottoscrizione del suo dante causa su un contratto di locazione, e la controparte non avvia un'istanza di verificazione, il documento perde ogni efficacia probatoria. Di conseguenza, il contratto di locazione, che richiede la forma scritta, deve considerarsi nullo, con obbligo di rilascio dell'immobile da parte del conduttore.
Continua »
Obbligo comunicazione noleggio: la Cassazione decide
Una società di noleggio veicoli, dopo aver preso in locazione un'auto per un periodo superiore a 30 giorni e averla subito sublocata a terzi, è stata sanzionata per non aver comunicato la variazione di disponibilità del mezzo. La società ha sostenuto di non essere tenuta a tale adempimento, non avendo mai avuto la disponibilità materiale del veicolo per il tempo previsto dalla legge. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'obbligo di comunicazione noleggio sorge dalla disponibilità giuridica del veicolo, acquisita con il contratto di locazione superiore a 30 giorni, a prescindere dall'immediata sublocazione. Lo scopo della norma è garantire la facile identificazione dei responsabili delle infrazioni stradali.
Continua »
Giudizio di rinvio e nuove prove: il caso esaminato
Una nuova proprietaria si oppone a un ordine di demolizione emesso contro i precedenti proprietari. Il caso si concentra sulla possibilità di presentare la prova della definitività della sentenza (giudicato) per la prima volta durante il giudizio di rinvio. La Corte di Cassazione stabilisce che nel giudizio di rinvio sono ammissibili nuove prove se la loro acquisizione risponde a un'esigenza istruttoria indicata dalla stessa Corte nell'ordinanza di annullamento, rigettando così il ricorso.
Continua »
Integrazione del contraddittorio: l’ordine della Corte
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha disposto l'integrazione del contraddittorio nei confronti di una società originariamente parte di una causa per risarcimento danni contro un Comune. La Corte ha rilevato che, nonostante l'intervento nel processo di una nuova società quale suo successore, la società originaria non era mai stata formalmente estromessa dal giudizio. Pertanto, per garantire la corretta composizione del processo, è stato ordinato di notificare il ricorso anche a quest'ultima, fissando un termine per l'adempimento.
Continua »
Opposizione di terzo: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione chiarisce l'inammissibilità dell'opposizione di terzo per chi acquista un immobile durante una causa. Il caso riguarda una cooperativa e gli acquirenti di appartamenti che si sono opposti a una sentenza definitiva di demolizione. La Corte ha stabilito che gli acquirenti non sono 'terzi', ma successori nel diritto e quindi vincolati dalla sentenza originale, confermando la loro condanna per lite temeraria.
Continua »
Servitù irregolare: cosa succede se cambia il proprietario
La Corte di Cassazione chiarisce la natura della cosiddetta 'servitù irregolare'. Confermando la decisione della Corte d'Appello, ha stabilito che tale diritto, essendo di natura personale e non reale, non si trasferisce al nuovo proprietario in caso di vendita dell'immobile, anche se avvenuta tramite esecuzione forzata. Di conseguenza, il nuovo proprietario è stato condannato a chiudere le luci e le vedute che si affacciavano sulla proprietà vicina, poiché il diritto di mantenerle era legato alla persona del precedente titolare e si è estinto con il trasferimento del bene.
Continua »