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Atto Endoprocessuale

5 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Un atto compiuto all'interno di un procedimento giudiziario, come ad esempio la presentazione di un'istanza o di un'impugnazione.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Deposito telematico obbligatorio: valido il reclamo cartaceo
I Debitori si oppongono alla prosecuzione di un pignoramento immobiliare, sostenendo che l'istanza di riattivazione dei Creditori fosse invalida perché depositata prima della fine del periodo di sospensione. Sostengono inoltre che il successivo reclamo dei Creditori contro l'estinzione fosse inammissibile perché cartaceo e non telematico. Le Sezioni Unite della Cassazione respingono il ricorso dei Debitori. La Corte stabilisce che il reclamo contro l'estinzione del processo esecutivo introduce una fase autonoma di cognizione e non è un atto interno al processo. Di conseguenza, per questo atto non vige il deposito telematico obbligatorio, rendendo valido il deposito in formato cartaceo. Inoltre, l'istanza di riattivazione può essere presentata legittimamente anche prima della scadenza del termine di sospensione. I Creditori vincono definitivamente la causa.
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Prescrizione del risarcimento danni: il vivaio allagato vince
Il Danneggiato, titolare di un vivaio, ha chiesto il risarcimento dei danni alla Società per i periodici allagamenti dei propri terreni causati dalla costruzione di un centro commerciale. La Corte d'Appello ha rigettato la domanda ritenendo maturata la prescrizione del risarcimento danni, considerando l'alluvione del 1991 come unico evento istantaneo. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del Danneggiato. I giudici hanno chiarito che, trattandosi di allagamenti periodici e ripetuti nel tempo, la prescrizione del risarcimento danni quinquennale non colpisce l'intera pretesa, ma esclude solo i singoli episodi avvenuti oltre cinque anni prima della notifica dell'atto di citazione. La sentenza impugnata è stata quindi cassata con rinvio alla Corte d'Appello per un nuovo esame dei fatti.
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Riassunzione della causa: il deposito cartaceo è valido, perde l’ex AD
Un ex amministratore, citato in giudizio dal fallimento della sua precedente società, ha contestato la validità della **riassunzione della causa** davanti a un nuovo tribunale. Il motivo era che l'atto era stato depositato in formato cartaceo anziché telematico. La Corte di Cassazione ha respinto il suo ricorso, stabilendo un principio fondamentale: la **riassunzione della causa** davanti a un nuovo giudice non è un atto interno al processo, ma equivale a una nuova costituzione in giudizio. Di conseguenza, non è soggetta all'obbligo di deposito esclusivamente telematico previsto per gli atti successivi. La causa del fallimento contro l'ex amministratore può quindi proseguire validamente.
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Prescrizione reato: annullata condanna in Cassazione
Un soggetto, condannato in primo e secondo grado per il reato di sostituzione di persona, ha presentato ricorso in Cassazione lamentando un vizio di notifica. La Suprema Corte, pur riconoscendo la complessità della questione procedurale, ha rilevato d'ufficio il sopraggiungere della prescrizione reato. Il delitto, commesso nel 2014, si è estinto per il decorso di dieci anni, tenuto conto di una sospensione di 60 giorni. Di conseguenza, la sentenza di condanna è stata annullata senza rinvio, poiché la causa estintiva prevale sui motivi di ricorso, a meno che non emerga un'evidente prova di innocenza.
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Cessione Contenzioso Bancario: Limiti e Criteri
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22724/2025, affronta un caso di responsabilità bancaria e chiarisce i criteri per la successione nei debiti in una cessione d'azienda. Nel caso di specie, gli eredi di un correntista avevano citato in giudizio un istituto di credito per operazioni distrattive. Durante il lungo iter processuale, l'istituto è stato posto in liquidazione e un ramo d'azienda è stato ceduto a una grande banca. La Corte ha stabilito che, ai fini del trasferimento di una passività derivante da una lite, non è sufficiente la mera pendenza del giudizio al momento della cessione. È necessario che il rapporto sottostante sia ancora esistente e funzionale all'attività d'impresa dell'acquirente, come specificato nel contratto di cessione. Di conseguenza, la Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva affermato la successione automatica della banca acquirente nel debito, rinviando la causa per un nuovo esame basato sulla corretta interpretazione del contratto di cessione contenzioso bancario.
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