LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Atto Di Impugnazione

15 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

L'atto con cui una parte processuale contesta una decisione del giudice, come una sentenza, chiedendo a un giudice di grado superiore di riesaminarla e modificarla.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Ricorso per cassazione personale: la condanna resta e costa cara
Un imputato condannato in appello alla pena di un anno e due mesi di reclusione ha presentato un ricorso per cassazione personale per contestare la mancata applicazione di cause di non punibilità. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità dell'impugnazione. La legge impedisce all'imputato di sottoscrivere direttamente l'atto per il giudizio di legittimità. Tale ricorso richiede obbligatoriamente la firma di un difensore iscritto nell'albo speciale dei cassazionisti. Di conseguenza, i giudici hanno condannato il ricorrente alle spese e a 3.000 euro per la Cassa delle ammende.
Continua »
Appello generico sulla pena: Cassazione lo dichiara inammissibile
La Corte di Cassazione ha confermato una decisione che dichiarava un appello inammissibile. L'imputato aveva contestato la sua condanna lamentando una pena troppo severa, ma lo aveva fatto con argomenti generici. La Corte ha stabilito un principio fondamentale: per essere valido, un appello non può limitarsi a una critica vaga. Deve confrontarsi punto per punto con le motivazioni della sentenza originale, spiegando perché sono errate. Questa sentenza ribadisce la regola sulla **inammissibilità dell'appello per genericità dei motivi**. L'imputato ha perso il ricorso ed è stato condannato a pagare le spese processuali e una somma aggiuntiva alla Cassa delle Ammende, vedendo così la sua condanna diventare definitiva.
Continua »
Concordato in appello negato: la forma vince sulla richiesta
L'Imputato, condannato in primo grado per rapina e ricettazione, presenta ricorso. Durante l'udienza di secondo grado, la difesa propone un concordato in appello. L'obiettivo è ottenere uno sconto di pena legando i reati attuali a una vecchia condanna tramite la continuazione dei reati. La Corte d'Appello rifiuta la richiesta. L'Imputato ricorre in Cassazione. La Suprema Corte respinge il ricorso e stabilisce un principio chiaro. Il concordato in appello risulta valido solo se si basa su contestazioni già scritte nel documento iniziale di ricorso. L'Imputato non aveva inserito la richiesta di continuazione nel suo atto di impugnazione. Di conseguenza, la legge vieta di presentare questa nuova richiesta direttamente in udienza. L'Imputato perde la causa, vede confermata la sua condanna al carcere e deve pagare le spese processuali.
Continua »
Deposito telematico obbligatorio: addio alla PEC
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità di un appello presentato via PEC dopo l'entrata in vigore del deposito telematico obbligatorio tramite portale. La riforma Cartabia e i decreti attuativi stabiliscono che, dal 2025, l'unico canale valido per i difensori è il portale dedicato, pena l'invalidità dell'atto.
Continua »
Elezione di domicilio: appello inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso, confermando che per presentare appello è necessaria una formale elezione di domicilio. La Corte ha precisato che la semplice indicazione della residenza nella procura speciale conferita al difensore non è sufficiente a soddisfare questo requisito di legge, in quanto non esprime la chiara volontà dell'imputato di ricevere le notificazioni presso quel luogo.
Continua »
Inammissibilità ricorso penale per motivi generici
La Corte di Cassazione, con ordinanza del 7 maggio 2024, ha dichiarato l'inammissibilità di due ricorsi penali a causa della loro genericità. I motivi presentati dagli appellanti sono stati giudicati privi della specificità richiesta dall'art. 581 c.p.p., in quanto non esponevano chiaramente le ragioni di diritto e i riferimenti alla sentenza impugnata. Questa decisione sottolinea l'importanza di formulare impugnazioni precise per evitare l'inammissibilità del ricorso penale e la condanna al pagamento di spese e sanzioni.
Continua »
Pena sostitutiva: quando va richiesta in appello?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata per truffa, la quale si doleva della mancata applicazione di una pena sostitutiva. La decisione si fonda sul principio che la richiesta per tale beneficio deve essere espressamente formulata nell'atto di impugnazione, non potendo il giudice provvedervi d'ufficio. L'omessa richiesta preclude la possibilità di sollevare la questione in sede di legittimità.
Continua »
Elezione di domicilio: quando l’appello è inammissibile
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 17331/2024, ha rigettato il ricorso di due imputati il cui appello era stato dichiarato inammissibile per la mancata elezione di domicilio. La Suprema Corte ha confermato che la semplice indicazione della residenza nell'intestazione del mandato al difensore non costituisce una valida elezione di domicilio ai sensi dell'art. 581, comma 1-ter, cod. proc. pen., poiché è necessaria una manifestazione di volontà consapevole e specifica, secondo le forme di legge.
Continua »
Elezione di domicilio appello: quando va fatta?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 8607/2024, ha chiarito un punto cruciale sulla procedura penale: l'elezione di domicilio per l'appello deve essere effettuata dopo la pronuncia della sentenza di primo grado. La Corte ha dichiarato inammissibile un ricorso poiché l'elezione era avvenuta prima della delibera del Tribunale, stabilendo che tale adempimento serve a garantire la piena consapevolezza dell'imputato riguardo all'impugnazione. Questa decisione sottolinea l'importanza del requisito temporale per l'elezione di domicilio appello.
Continua »
Azione revocatoria: vendita immobile per frode creditore
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società che aveva acquistato l'unico immobile di un'altra azienda debitrice. La Corte ha confermato la decisione di merito che, tramite un'azione revocatoria, aveva dichiarato la vendita inefficace nei confronti del creditore. Sono stati ritenuti sussistenti sia il pregiudizio per il creditore (eventus damni), dato che la vendita rendeva più difficile il recupero del credito, sia la consapevolezza del danno (consilium fraudis) da parte dell'acquirente, provata tramite presunzioni quali le particolari modalità di pagamento e la menzione del debito nell'atto di compravendita.
Continua »
Ricorso inammissibile: i motivi secondo la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile poiché privo di specifiche ragioni di diritto e di fatto a sostegno dell'impugnazione. La ricorrente non aveva adeguatamente contestato le argomentazioni della sentenza della Corte d'Appello. Di conseguenza, è stata condannata al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.
Continua »
Inammissibilità ricorso Cassazione: forma e sostanza
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità di un ricorso contro una sentenza della Corte d'Appello di Venezia. La decisione si fonda sulla violazione dei requisiti formali dell'atto di impugnazione, resi più stringenti dalle recenti riforme legislative. Tale declaratoria di inammissibilità ricorso Cassazione ha comportato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Pena sostitutiva appello: quando richiederla
La Corte di Cassazione ha stabilito che la richiesta di pena sostitutiva in appello deve essere formulata come specifico motivo di impugnazione e non può essere presentata per la prima volta nelle conclusioni scritte. La sentenza analizza un caso di furto aggravato, chiarendo l'impatto della Riforma Cartabia e delle successive modifiche legislative sui termini procedurali. Si tratta di una decisione cruciale per comprendere le modalità corrette per accedere a sanzioni alternative alla detenzione nel secondo grado di giudizio.
Continua »
Elezione di domicilio: valida se allegata all’appello
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'elezione di domicilio effettuata prima della presentazione dell'appello è valida, purché venga allegata all'atto di impugnazione. La sentenza annulla la decisione della Corte d'Appello che aveva dichiarato inammissibile un ricorso perché la dichiarazione non era stata fatta contestualmente all'appello, conformandosi all'orientamento delle Sezioni Unite.
Continua »
Elezione domicilio: appello nullo senza indicazione
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità di un appello a causa della mancata indicazione dell'elezione di domicilio nell'atto di impugnazione. La sentenza chiarisce che, ai sensi dell'art. 581-ter c.p.p., è insufficiente un mero rinvio a mandati allegati se questi non contengono una chiara e valida elezione di domicilio, sottolineando il rigore formale richiesto per le impugnazioni penali.
Continua »