Il Tribunale aveva dichiarato estinto per prescrizione del reato il processo contro un'imputata accusata di furto aggravato di energia elettrica tramite allaccio abusivo. Il Procuratore Generale ha impugnato la decisione, sostenendo un errore nel calcolo dei tempi. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, evidenziando che, a causa delle aggravanti, la pena massima edittale determina un termine di prescrizione più lungo (dodici anni e sei mesi), non ancora scaduto. Inoltre, applicando il principio del "tempus regit actum" dopo le riforme del 2024, la Cassazione ha confermato la correttezza del ricorso diretto. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato la sentenza di proscioglimento e ha disposto il rinvio al Tribunale per un nuovo giudizio.
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