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Associazione A Delinquere Stupefacenti

16 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Associazione a delinquere stupefacenti: la sentenza
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di due soggetti condannati per associazione a delinquere stupefacenti. Il primo ricorrente contestava la mancata concessione dell'attenuante della lieve entità e delle attenuanti generiche, mentre il secondo negava l'appartenenza organica al sodalizio criminale. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il primo ricorso per genericità e rigettato il secondo, confermando che la stabilità dei rapporti di fornitura e la consapevolezza del piano criminoso trasformano il semplice fornitore in un partecipe dell'associazione.
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Associazione a delinquere stupefacenti: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso contro un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per un soggetto accusato di far parte di un'associazione a delinquere stupefacenti. La Corte ha ritenuto adeguata la motivazione del Tribunale del riesame sulla sussistenza di gravi indizi di colpevolezza, basati su intercettazioni e sul ruolo di finanziatore e garante della 'copertura' criminale del sodalizio, confermando la validità della misura.
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Associazione stupefacenti: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di associazione a delinquere stupefacenti. Ha annullato per prescrizione le condanne per singoli episodi di spaccio, ma ha confermato la condanna di un imputato per il reato associativo, distinguendo il ruolo di partecipe da quello di mero corriere occasionale. Il caso è stato rinviato in appello per ricalcolare la pena.
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Associazione a delinquere stupefacenti: la Cassazione
La Corte di Cassazione si pronuncia su un caso di associazione a delinquere stupefacenti, delineando i criteri per distinguere il reato associativo dal semplice concorso di persone. La sentenza analizza la sufficienza degli indizi, come intercettazioni e dichiarazioni, per provare la stabilità del vincolo. Pur dichiarando inammissibili la maggior parte dei ricorsi, la Corte annulla con rinvio la sentenza per alcuni imputati su punti specifici come la recidiva, l'aumento di pena per la continuazione e la valutazione della collaborazione, sottolineando l'obbligo di motivazione puntuale del giudice.
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Associazione a delinquere stupefacenti: la prova
La Corte di Cassazione ha confermato un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per partecipazione ad un'associazione a delinquere stupefacenti, basata principalmente su due conversazioni telefoniche. La Corte ha stabilito che, per dimostrare la partecipazione, non è necessaria una struttura complessa, ma è sufficiente un ruolo attivo, anche se provato da pochi elementi, come l'incarico di reclutare clienti e altri spacciatori. Il ricorso dell'indagata, che lamentava la carenza di prove, è stato rigettato.
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Associazione a delinquere stupefacenti: la Cassazione
La Corte di Cassazione si pronuncia su un caso di associazione a delinquere stupefacenti. Pur confermando la responsabilità degli imputati, la Corte annulla parzialmente la sentenza d'appello. Ha disposto un nuovo giudizio per riesaminare la misura della riduzione della pena per le attenuanti generiche, ritenendo la motivazione precedente insufficiente, e per valutare la richiesta di continuazione con altre sentenze, erroneamente non considerata. Rigettata la richiesta di derubricare il reato a fatto di lieve entità.
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Associazione a delinquere stupefacenti: il ruolo conta?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un individuo accusato di partecipazione ad un'associazione a delinquere stupefacenti. L'indagato sosteneva di avere un ruolo marginale, ma la Corte ha confermato la misura cautelare, sottolineando che anche compiti di 'basso profilo', se inseriti stabilmente e funzionalmente nella struttura dell'organizzazione, sono sufficienti a configurare la partecipazione al reato associativo.
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Associazione a delinquere stupefacenti: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un individuo per associazione a delinquere stupefacenti, respingendo il ricorso. La sentenza stabilisce che le intercettazioni, se interpretate in modo logico e nel contesto generale delle indagini, costituiscono una prova sufficiente del ruolo stabile di un soggetto all'interno di un'organizzazione criminale, superando la tesi difensiva di un coinvolgimento meramente occasionale. Viene inoltre ribadito che il reato di acquisto di stupefacenti si perfeziona con il solo accordo tra le parti, senza necessità della consegna materiale della sostanza.
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Associazione a delinquere stupefacenti: la prova
La Cassazione conferma una misura cautelare per un soggetto accusato di far parte di una associazione a delinquere stupefacenti. L'appello è stato dichiarato inammissibile perché mirava a una rilettura dei fatti, non consentita in sede di legittimità. La Corte ha ritenuto sufficienti gli indizi raccolti (videosorveglianza, ruoli definiti) per provare una stabile adesione al sodalizio e non un semplice concorso in singoli reati.
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Associazione a delinquere stupefacenti: i ricorsi
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di diversi imputati condannati per associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti. La Suprema Corte ha ribadito che il suo ruolo non è quello di riesaminare le prove, ma di verificare la corretta applicazione della legge, confermando le decisioni dei giudici di merito che avevano escluso la configurabilità di reati di 'lieve entità' per l'associazione e respinto le questioni di costituzionalità.
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Associazione a delinquere stupefacenti: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con una recente sentenza, ha dichiarato inammissibili i ricorsi contro una condanna per associazione a delinquere stupefacenti. La Corte ha confermato che un rapporto stabile e continuativo tra fornitori e spacciatori, volto a un programma criminoso indeterminato, integra il reato associativo e non un semplice concorso di persone, anche in presenza di due sottogruppi familiari operanti.
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Associazione a delinquere stupefacenti: la Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato accusato di essere a capo di un'associazione a delinquere stupefacenti. La Corte conferma la misura cautelare, ritenendo sufficienti le prove raccolte (intercettazioni, dichiarazioni di coimputati) per dimostrare il ruolo organizzativo del ricorrente, a prescindere dal numero di cessioni di droga contestate.
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Associazione a delinquere stupefacenti: i requisiti
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi di tre imputati condannati per associazione a delinquere stupefacenti. La sentenza conferma che per provare il reato associativo non basta la reiterazione dei reati, ma è necessaria la prova di un vincolo stabile e di una struttura organizzata, anche se rudimentale. Viene inoltre ribadita la legittimità delle intercettazioni basate su 'sufficienti indizi' per i reati di criminalità organizzata, un criterio meno stringente rispetto ai reati comuni.
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Associazione a delinquere stupefacenti: i limiti
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di custodia cautelare, stabilendo che atti di intermediazione sporadici e di breve durata non sono sufficienti a dimostrare la partecipazione stabile di un individuo a un'associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti. Per configurare il reato associativo, è necessaria la prova di un inserimento stabile e consapevole nella struttura criminale, non bastando la semplice agevolazione di singoli episodi delittuosi.
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Associazione a delinquere stupefacenti: la Cassazione
La Corte di Cassazione si è pronunciata sui ricorsi di diversi imputati condannati per associazione a delinquere stupefacenti. La sentenza conferma le decisioni dei giudici di merito, rigettando le eccezioni sulla competenza territoriale e sulla valutazione delle prove. Viene ribadito che per l'associazione a delinquere stupefacenti sono cruciali la stabilità del vincolo, la struttura organizzativa e la programmazione di un numero indefinito di reati, elementi che la Corte ha ritenuto provati al di là di ogni ragionevole dubbio. La Cassazione ha inoltre validato l'applicazione dell'aggravante della transnazionalità, data la collaborazione con gruppi criminali esteri.
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Associazione a delinquere stupefacenti: Cassazione
La Corte di Cassazione conferma la custodia cautelare in carcere per un individuo accusato di far parte di un'associazione a delinquere stupefacenti. La Corte ha ritenuto corretta la valutazione del Tribunale sui gravi indizi di colpevolezza, basata sul ruolo stabile dell'imputato come spacciatore all'interno di un'organizzazione criminale strutturata. Il ricorso è stato respinto in quanto incentrato su questioni di fatto, non riesaminabili in sede di legittimità.
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