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Assegnazione Della Casa Coniugale

5 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Il provvedimento con cui il giudice, durante una separazione o un divorzio, decide che uno dei due coniugi (di solito quello con cui vivono i figli) ha il diritto di continuare a vivere nella casa familiare, anche se non ne è il proprietario.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

IMU casa coniugale assegnata: paga la madre o la figlia?
Una madre concede in comodato un immobile alla figlia, che vi stabilisce la casa coniugale. Dopo la separazione, il giudice assegna la casa alla figlia. Madre e figlia chiedono il rimborso dell'IMU, sostenendo che il tributo spetti solo alla figlia come assegnataria con le agevolazioni per l'abitazione principale, escludendo la madre proprietaria. Il Comune nega il rimborso. La Cassazione, rilevando la particolare importanza della questione sulla IMU casa coniugale assegnata in comodato, non decide immediatamente ma rimette la causa alla pubblica udienza della sezione tributaria per chiarire definitivamente chi debba pagare l'imposta tra il genitore proprietario e il figlio assegnatario.
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Soggettività passiva IMU: paga l’ex in casa, non il proprietario
La Corte di Cassazione chiarisce la soggettività passiva IMU casa coniugale. A seguito della separazione, un immobile di proprietà di un coniuge viene assegnato all'altro. Dopo la morte del proprietario, i suoi eredi ricevono un avviso di accertamento IMU. La Corte stabilisce un principio fondamentale: l'assegnazione della casa da parte del giudice crea un diritto di abitazione in capo al coniuge assegnatario. Di conseguenza, è quest'ultimo l'unico soggetto tenuto a pagare l'IMU sull'intero immobile, anche se non ne è proprietario. Il proprietario (e per lui i suoi eredi) è completamente liberato dall'obbligo di pagamento. Gli eredi vincono quindi il ricorso e l'avviso di accertamento viene annullato.
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IMU Casa Coniugale Assegnata: Proprietario Paga per il 2012
La Corte di Cassazione affronta il tema dell'IMU casa coniugale assegnata per l'annualità 2012. Gli eredi del proprietario di un immobile, concesso in uso gratuito e poi assegnato all'ex coniuge in sede di separazione, avevano ricevuto un avviso di accertamento IMU. Sostenevano che a pagare dovesse essere l'ex coniuge assegnatario. La Corte ha respinto il ricorso, chiarendo un principio fondamentale: la legge che trasferisce l'obbligo di pagamento IMU dal proprietario al coniuge assegnatario è entrata in vigore nel 2012 e non ha effetto retroattivo. Di conseguenza, per l'anno 2012, il soggetto tenuto al pagamento resta il proprietario dell'immobile, non chi ci vive in virtù dell'assegnazione. Gli eredi sono stati quindi condannati a pagare l'imposta.
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Indipendenza economica figlio e casa coniugale
La Corte di Cassazione ha confermato la revoca dell'assegnazione della casa coniugale al padre, poiché il figlio maggiorenne convivente è stato ritenuto economicamente indipendente dopo aver avviato una propria attività imprenditoriale. La sentenza sottolinea che l'ingresso nel mondo del lavoro è il fattore decisivo per l'indipendenza economica del figlio, a prescindere dal successo dell'attività, facendo venir meno il presupposto per il mantenimento del diritto all'abitazione.
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Esenzione IMU casa coniugale: serve la residenza
Un comune ha emesso un avviso di accertamento IMU/TASI a una contribuente a cui era stata assegnata la casa coniugale, ma che risiedeva altrove. La Corte di Cassazione, ribaltando la decisione di merito, ha stabilito che per beneficiare dell'esenzione IMU casa coniugale sono indispensabili sia la residenza anagrafica sia la dimora abituale nell'immobile. Il solo provvedimento di assegnazione del giudice non è sufficiente a garantire l'agevolazione fiscale.
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