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Apprezzamento

7 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Valutazione discrezionale compiuta dal giudice riguardo alla rilevanza e all'attendibilità delle prove raccolte.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Subordinazione: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso presentato da un lavoratore che chiedeva il riconoscimento della subordinazione per mansioni superiori in un centro cinofilo. La decisione si fonda sulla presenza della cosiddetta doppia conforme, che impedisce di contestare in sede di legittimità la ricostruzione dei fatti operata dai giudici di merito. La Corte ha chiarito che il prudente apprezzamento delle prove testimoniali non può essere sindacato se non nei ristretti limiti dei vizi di motivazione, confermando che le attività di socio e istruttore tecnico non presentavano i tratti tipici del lavoro dipendente.
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Calunnia: inammissibile il ricorso sul merito
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati da due soggetti condannati per il reato di calunnia. Gli imputati avevano tentato di sollecitare una nuova valutazione delle prove già esaminate nei gradi di merito. La Suprema Corte ha ribadito che il giudizio di legittimità non può trasformarsi in un terzo grado di merito, confermando la solidità dell'apparato argomentativo della Corte d'Appello. Di conseguenza, i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle Ammende.
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Estorsione e risarcimento: i limiti del ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un soggetto condannato per il reato di estorsione. Il ricorrente contestava la mancata riduzione della pena nonostante l'avvenuto risarcimento del danno in favore della vittima. La Suprema Corte ha stabilito che la valutazione sull'irrilevanza del risarcimento ai fini della determinazione della sanzione appartiene esclusivamente al merito. Poiché i giudici di appello avevano già fornito una motivazione logica e completa su tale punto, la questione non può essere oggetto di un nuovo esame in sede di legittimità.
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Servitù di passaggio: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto da una società contro il riconoscimento di una servitù di passaggio con mezzi meccanici a favore di un fondo confinante. La decisione conferma che, in presenza di una doppia conforme (ovvero quando primo e secondo grado concordano sui fatti), non è possibile denunciare l'omesso esame di fatti decisivi. Inoltre, la Corte ha ribadito che la valutazione delle prove rientra nel prudente apprezzamento del giudice di merito e non può essere contestata in sede di legittimità se non per vizi specifici e limitati.
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Articolo 335 c.p.: inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato contro una condanna per il reato previsto dall'Articolo 335 c.p., relativo all'agevolazione colposa della sottrazione di cose sottoposte a sequestro. La ricorrente ha tentato di sollecitare una nuova valutazione degli elementi probatori, operazione non consentita in sede di legittimità. La Suprema Corte ha confermato la validità della sentenza d'appello, evidenziando la coerenza logica della ricostruzione dei fatti e condannando la parte al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Resistenza a pubblico ufficiale: limiti del ricorso
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso presentato contro una condanna per resistenza a pubblico ufficiale. La ricorrente aveva tentato di sollecitare una nuova valutazione delle prove, operazione preclusa in sede di legittimità. La Suprema Corte ha stabilito che, in presenza di una motivazione logica e completa fornita dalla Corte d'Appello, non è possibile richiedere una diversa ricostruzione dei fatti. La decisione ha comportato anche la condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Travisamento della prova: i limiti in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per minaccia aggravata. Il ricorrente lamentava un presunto travisamento della prova relativo alla presenza di cartucce in una pistola, ma la doglianza è stata ritenuta non deducibile. La Corte ha chiarito che tale contestazione riguarda un apprezzamento di fatto e non può essere sollevata per la prima volta in sede di legittimità, confermando la condanna e infliggendo una sanzione pecuniaria.
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