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Appello Penale

27 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Un tipo di impugnazione che permette di riesaminare una decisione da parte di un giudice di grado superiore (es. il Tribunale del Riesame).

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Ricorso penale errato: la Cassazione rinvia al giudice giusto
La Suprema Corte ha affrontato un caso di Qualificazione ricorso penale. Due Ricorrenti avevano presentato un ricorso immediato per Cassazione contro un'ordinanza del GIP che sospendeva i termini della loro custodia cautelare. La Corte ha chiarito che questo tipo di ricorso è ammesso solo contro le ordinanze che dispongono per la prima volta una misura cautelare coercitiva. Altri provvedimenti sulle misure cautelari sono appellabili al Tribunale del Riesame. Pertanto, i ricorsi sono stati riqualificati come appelli e rinviati al Tribunale di Lecce per competenza.
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Appello penale: estensione alle statuizioni civili
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che dichiarava inammissibile l'appello penale proposto da un imputato condannato dal Giudice di Pace. Il Tribunale aveva ritenuto l'impugnazione invalida perché non contestava esplicitamente il risarcimento danni. La Suprema Corte ha invece stabilito che l'impugnazione della responsabilità penale estende automaticamente i suoi effetti alle statuizioni civili. Nonostante l'intervenuta prescrizione del reato, la Corte ha rinviato la causa al giudice civile per decidere sul risarcimento.
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Appello penale e domicilio: errore da evitare
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di inammissibilità di un appello penale. La Corte d'Appello aveva erroneamente ritenuto mancante la dichiarazione di domicilio dell'imputata, un requisito formale obbligatorio. Esaminando direttamente gli atti, la Suprema Corte ha verificato che il documento era stato regolarmente allegato, correggendo l'errore procedurale e rinviando il caso per il giudizio di merito.
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Appello penale e domicilio: le nuove regole
La Corte di Cassazione conferma l'inammissibilità di un appello penale a causa della mancata presentazione di una nuova elezione di domicilio con l'atto di impugnazione. La sentenza sottolinea la validità dei nuovi requisiti procedurali introdotti dalla Riforma Cartabia, specialmente per gli imputati giudicati in assenza, respingendo le questioni di legittimità costituzionale. L'obbligo serve a garantire la reale conoscenza della condanna e la volontà di impugnare.
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Appello penale: requisiti di specificità del ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un appello penale proposto da due imputati contro una sentenza di condanna della Corte d'Appello. La decisione si fonda sulla mancanza di specificità dei motivi di ricorso, i quali si limitavano a riproporre le stesse argomentazioni già respinte in secondo grado e a richiedere una inammissibile rivalutazione dei fatti. L'ordinanza ribadisce che l'impugnazione deve contenere una critica argomentata e puntuale della decisione impugnata, non potendo essere una mera ripetizione di doglianze generiche.
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Appello penale e domicilio: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 30716/2024, ha confermato l'inammissibilità di un appello penale per mancata elezione di domicilio nell'atto di impugnazione. La Corte ha stabilito che tale onere formale, introdotto dalla Riforma Cartabia, si applica anche all'imputato sottoposto a misure coercitive non custodiali, come l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, distinguendo la sua posizione da quella del detenuto agli arresti domiciliari.
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Appello penale: la nuova elezione di domicilio è d’obbligo
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 23575/2024, ha dichiarato inammissibile un appello penale per mancato deposito della nuova dichiarazione o elezione di domicilio contestualmente all'atto di impugnazione, come richiesto dalla Riforma Cartabia (art. 581, c. 1-ter c.p.p.). La Corte ha stabilito che l'elezione di domicilio effettuata nel giudizio di primo grado non è più sufficiente e che la nuova disciplina si applica a tutte le impugnazioni proposte contro sentenze emesse dopo la sua entrata in vigore.
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Appello penale: quando è ammissibile senza domicilio
La Cassazione annulla una declaratoria di inammissibilità di un appello penale. La Corte di Appello aveva errato nell'applicare una nuova norma, ignorando la validità dell'elezione di domicilio presentata secondo la legge vigente al momento del deposito dell'atto. La decisione riafferma il principio *tempus regit actum*.
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Appello penale: mandato e domicilio da depositare insieme
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 20318/2024, ha dichiarato inammissibile un appello penale perché il mandato a impugnare e l'elezione di domicilio non erano stati depositati contestualmente all'atto di appello, come richiesto dalla riforma Cartabia per gli imputati assenti. La Corte ha chiarito che il deposito frazionato di tali documenti, anche se avvenuto entro il termine per impugnare, costituisce un vizio insanabile che porta all'inammissibilità dell'impugnazione.
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Appello penale: quando i motivi sono specifici?
La Corte di Appello aveva dichiarato inammissibile un appello penale per genericità dei motivi. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, precisando che il requisito della specificità, per gli atti depositati prima della Riforma Orlando, deve essere interpretato in modo meno rigoroso in ossequio al principio del "favor impugnationis". Sebbene abbia ritenuto fondato il motivo sull'ammissibilità, la Suprema Corte ha ricalcolato i termini di prescrizione del reato, escludendone il compimento, e ha rinviato il caso alla Corte d'Appello solo per la rideterminazione della pena.
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Appello penale: inammissibile se manca specificità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso a causa della manifesta mancanza di specificità dei motivi. La decisione sottolinea che un appello penale non può limitarsi a riproporre le stesse argomentazioni del grado precedente, ma deve contenere un'analisi critica e puntuale della sentenza impugnata. L'assenza di tale specificità comporta la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Appello penale e Riforma Cartabia: le nuove regole
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità di un appello penale perché privo del mandato specifico e della dichiarazione di domicilio, requisiti introdotti dalla Riforma Cartabia. La sentenza chiarisce che queste nuove regole si applicano a tutte le impugnazioni contro sentenze emesse dopo il 30 dicembre 2022, a prescindere da quando sia stato dichiarato lo stato di assenza dell'imputato. Lo scopo è garantire la consapevole partecipazione dell'imputato al processo di impugnazione.
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Appello penale: mandato e domicilio post-Cartabia
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità di un appello penale poiché l'imputato assente non aveva depositato il mandato specifico a impugnare né una nuova elezione di domicilio successiva alla sentenza di primo grado, come richiesto dalla riforma Cartabia (art. 581 c.p.p.). La Corte ha ritenuto tali requisiti conformi alla Costituzione, in quanto mirano a garantire la consapevole partecipazione dell'imputato al processo e a rispettare i principi del giusto processo.
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Appello penale: no elezione di domicilio se in arresto
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 36036/2024, ha stabilito che l'obbligo di elezione di domicilio per l'appello penale, previsto dall'art. 581, co. 1-ter c.p.p., non si applica all'imputato che si trovi in detenzione domiciliare, anche per altra causa. La Corte ha annullato l'ordinanza di inammissibilità dell'appello, ritenendo l'obbligo un formalismo eccessivo e contrario al diritto di accesso alla giustizia.
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Appello penale: motivi non proposti e inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato contro la confisca di una somma di denaro. La decisione si fonda su un principio procedurale cruciale: l'imputato non aveva sollevato la questione della confisca nel suo precedente appello penale. La sentenza sottolinea che i motivi di ricorso devono essere specificamente proposti in appello per poter essere esaminati nei gradi successivi, confermando la rigidità dell'effetto devolutivo del gravame.
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Appello penale: l’elezione di domicilio è decisiva
La Corte di Cassazione conferma l'inammissibilità di un appello penale a causa della mancata dichiarazione o elezione di domicilio nell'atto di impugnazione. La sentenza sottolinea l'importanza del principio "tempus regit actum", per cui si applicano le norme procedurali in vigore al momento del deposito dell'atto, anche se successivamente abrogate. Viene chiarito che un semplice riferimento a un'elezione di domicilio preesistente nel fascicolo non è sufficiente se non viene esplicitamente richiamato nell'atto di appello stesso, come richiesto dalla normativa all'epoca vigente.
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Appello penale inammissibile: la Cassazione decide
La Cassazione dichiara inammissibile un appello penale per un vizio formale, applicando il principio 'tempus regit actum'. Confermata anche una condanna per tentata estorsione, distinguendola dall'esercizio arbitrario delle proprie ragioni a causa della sproporzione della somma richiesta. Il caso evidenzia l'importanza del corretto deposito dell'atto di appello penale e dei limiti della pretesa creditoria.
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Appello penale: l’obbligo di elezione di domicilio
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso, confermando che l'atto di appello penale deve contenere l'elezione di domicilio o un riferimento specifico a una precedente dichiarazione. La Corte ha chiarito che tale onere formale sussiste anche se l'impugnazione è proposta unicamente dal difensore, in quanto l'obbligo si riferisce alla parte processuale (l'imputato). La recente abrogazione della norma non ha efficacia retroattiva.
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Appello penale: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso a causa della violazione della 'catena devolutiva'. La sentenza chiarisce che i motivi di un appello penale devono essere stati presentati nel precedente grado di giudizio per essere validi. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Appello penale: elezione di domicilio e nuove norme
La Corte di Cassazione ha annullato una dichiarazione di inammissibilità di un appello penale. La Corte ha chiarito che, per gli appelli presentati prima del 25 agosto 2024, si applica la vecchia normativa sull'elezione di domicilio (art. 581 c.p.p.), anche se abrogata. È sufficiente un chiaro richiamo nell'atto di appello a una precedente elezione di domicilio già agli atti, senza necessità di ulteriori autenticazioni da parte del difensore.
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