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Apparenza Di Motivazione

5 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Un vizio della sentenza che si verifica quando la motivazione, pur essendo presente, è talmente generica, illogica o incompleta da non spiegare le ragioni reali della decisione.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Danno da usura psicofisica: riposo negato o semplice paga?
Il Lavoratore ha chiesto il risarcimento del danno da usura psicofisica per il mancato e ridotto godimento dei riposi settimanali contro L'Azienda. La Corte d'Appello ha respinto la domanda, ritenendo i crediti prescritti in cinque anni e non configurabile il danno. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Lavoratore, dichiarando nulla la sentenza per apparenza di motivazione. I giudici di secondo grado non hanno spiegato perché il "minor riposo" avesse natura puramente retributiva (soggetta a prescrizione quinquennale) né perché fosse da escludere in radice il danno da usura psicofisica per le ore di riposo ridotte. La sentenza è stata cassata con rinvio ad altra sezione della Corte d'Appello.
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Proroga del regime 41-bis: annullata per errore sulle stragi
Il Tribunale di Sorveglianza aveva confermato la proroga del regime 41-bis per un detenuto, ritenuto esponente di spicco di un'associazione mafiosa e falsamente indicato come condannato per le stragi di Capaci e via D'Amelio. Il detenuto ha proposto ricorso in Cassazione, dimostrando di essere stato in realtà assolto per tali stragi e denunciando un'apparenza di motivazione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, stabilendo che la decisione sulla proroga del regime 41-bis richiede un esame rigoroso e aggiornato degli elementi di fatto, comprese le assoluzioni definitive. Di conseguenza, la Cassazione ha annullato il provvedimento impugnato, rinviando il caso al Tribunale di Sorveglianza per un nuovo e corretto esame della situazione del detenuto.
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Una tantum CCNL: quando spetta al lavoratore
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di un lavoratore a percepire l'indennità una tantum prevista dal rinnovo del CCNL Mobilità, calcolata pro quota per il periodo di vacanza contrattuale. Nonostante l'azienda ricorrente sostenesse che il beneficio spettasse solo a chi era in servizio al momento del rinnovo, i giudici hanno valorizzato accordi sindacali successivi che chiarivano la volontà di indennizzare tutti i dipendenti per il mancato adeguamento salariale pregresso, indipendentemente dalla vigenza del rapporto al momento della firma.
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Una tantum: quando spetta il pagamento pro quota
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di un lavoratore a percepire l'importo una tantum previsto dal rinnovo del CCNL Mobilità/Attività Ferroviarie, calcolato pro quota per il periodo di servizio prestato. La società datrice di lavoro si era opposta al pagamento, sostenendo che l'indennità spettasse solo a chi era in forza al momento del rinnovo. Tuttavia, i giudici hanno stabilito che gli accordi sindacali successivi e la condotta delle parti dimostravano la volontà di garantire l'indennità a tutti i dipendenti del settore per l'intero periodo di vacanza contrattuale, indipendentemente dalla permanenza in servizio presso lo stesso datore al momento della firma.
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Circuito differenziato: la Cassazione sul percorso
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza che confermava il mantenimento di un detenuto nel circuito differenziato di Alta Sicurezza. La Suprema Corte ha stabilito che la decisione non può basarsi unicamente sulla gravità del reato originario, ma deve obbligatoriamente considerare l'intero percorso evolutivo e trattamentale del detenuto durante la pena. Omettere tale valutazione rende la motivazione meramente apparente e, quindi, illegittima.
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