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Anticipi Provvigionali

5 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Somme di denaro che l'azienda versa all'agente come acconto su provvigioni che matureranno solo in futuro, al verificarsi di determinate condizioni.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Agente vs. Azienda: la Cassazione sugli Anticipi Provvigionali
Una società ha citato in giudizio un agente per la restituzione di somme, inclusi `anticipi provvigionali`. La Corte d'Appello ha confermato l'obbligo dell'agente di restituire gli `anticipi provvigionali`, chiarendo che non erano un minimo garantito. Ha anche riconosciuto all'agente un'indennità per mancato preavviso, poiché la società aveva risolto il contratto senza rispettare i termini. La società ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo la `risoluzione per giusta causa` del rapporto di agenzia. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, ritenendo le argomentazioni della società inammissibili, in quanto miravano a una nuova valutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità.
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Anticipi provvigionali: l’azienda perde senza prove
Una società preponente ha citato in giudizio un ex agente commerciale per ottenere la restituzione di somme versate come anticipi provvigionali al termine del rapporto. L'azienda sosteneva che tali importi superassero i compensi effettivamente maturati in base agli affari conclusi. Sia il Tribunale sia la Corte di Appello hanno respinto la domanda aziendale per carenza di prove. La Corte di Cassazione ha confermato il verdetto e ha rigettato il ricorso della società. I giudici hanno stabilito che l'azienda preponente ha l'onere di provare la mancata conclusione delle vendite per giustificare la restituzione delle somme anticipate. Senza l'indicazione precisa degli affari andati a monte, la pretesa restitutoria dell'azienda non può trovare accoglimento.
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Restituzione anticipi provvigionali: benefit o debito per l’agente?
La Corte di Cassazione ha stabilito la legittimità della richiesta di restituzione anticipi provvigionali da parte di un'azienda nei confronti di un'agente dimissionaria. L'agente aveva interrotto il rapporto prima del termine minimo di quattro anni previsto da una clausola contrattuale per poter trattenere le somme ricevute. I giudici hanno chiarito che tali somme non erano provvigioni già maturate, ma acconti condizionati alla permanenza. La loro restituzione non costituisce una penale illecita, ma l'applicazione del principio di ripetizione dell'indebito (art. 2033 c.c.), poiché la condizione per trattenerli non si è verificata. L'azienda ha quindi vinto la causa, ottenendo la restituzione delle somme.
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Onere della prova: chi deve dimostrare il diritto?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 21523/2024, ha rigettato il ricorso di un agente contro una banca, chiarendo l'onere della prova nella restituzione degli anticipi provvigionali. La Corte ha stabilito che spetta alla società preponente dimostrare i fatti che giustificano la restituzione. Inoltre, ha confermato che l'indennità per mancato preavviso si prescrive in dieci anni, avendo natura risarcitoria.
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Anticipi provvigionali: onere della prova del preponente
Una società preponente ha citato in giudizio un ex agente per ottenere la restituzione di cospicui anticipi provvigionali, sostenendo che non fossero coperti dalle provvigioni maturate. La Corte d'Appello di Ancona ha rigettato l'appello della società, confermando la decisione di primo grado. La motivazione si fonda sull'inadempimento dell'onere della prova da parte della preponente: non è riuscita a dimostrare in modo inequivocabile l'effettivo pagamento degli anticipi richiesti in restituzione. Documenti unilaterali come conteggi interni e certificazioni fiscali sono stati ritenuti privi di valore probatorio sufficiente.
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