La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità 231 di una società unipersonale per reati ambientali, chiarendo che un'autorizzazione è inefficace se non vengono eseguiti i lavori prescritti. Pur confermando la colpevolezza, la Corte ha annullato la sanzione pecuniaria, rideterminando il valore di ogni quota a € 103,00, come previsto dalla legge in assenza di un danno ambientale accertato, correggendo l'errore del giudice di merito che l'aveva fissata a € 300,00.
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