LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

An Della Responsabilità

5 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Espressione latina che indica l'esistenza stessa della colpevolezza o della responsabilità di un soggetto, in contrapposizione alla quantificazione della pena o del risarcimento.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Ricorso per cassazione inammissibile: colpa non contestata
I giudici hanno condannato l'imputato per detenzione di stupefacenti e resistenza a pubblico ufficiale. Durante il processo di secondo grado, la difesa ha contestato solo la quantificazione della pena e la mancata concessione delle attenuanti. Successivamente, l'imputato ha promosso un ricorso per cassazione per contestare l'accertamento della propria colpevolezza e la pena inflitta. I giudici supremi hanno dichiarato inammissibile l'impugnazione. La legge vieta di sollevare questioni sulla colpevolezza per la prima volta davanti alla Corte di legittimità se tali questioni non sono state discusse in appello. La Suprema Corte ha confermato la condanna e ha imposto al ricorrente le spese legali e tremila euro da versare alla Cassa delle ammende.
Continua »
Concordato in appello: vietato il ricorso dopo l’accordo
L'Imputato ha concordato in secondo grado la rideterminazione della pena tramite la procedura del concordato in appello, rinunciando formalmente a contestare la propria colpevolezza. Successivamente, la difesa ha comunque presentato ricorso per Cassazione per rimettere in discussione la sentenza. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che l'accordo sulla pena rende definitiva la responsabilità penale e impedisce qualsiasi ulteriore riesame. Chi rinuncia ai motivi di merito non può riaprire la discussione nei gradi successivi del giudizio. Di conseguenza, l'Imputato ha perso la causa e ha subito la condanna alle spese processuali oltre al pagamento di una somma pari a tremila euro in favore della Cassa delle Ammende.
Continua »
Ricettazione di un motorino: ricorso generico e condanna confermata
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto da un soggetto condannato per i reati di resistenza a pubblico ufficiale e ricettazione di un motorino. I giudici di legittimità hanno rilevato la genericità dei motivi di ricorso, in quanto l'imputato non ha contestato in modo specifico le argomentazioni della Corte d'Appello. La sentenza di secondo grado aveva infatti ritenuto inverosimili le giustificazioni fornite dall'uomo e pienamente configurabili i reati contestati. Di conseguenza, la Cassazione ha confermato la condanna, obbligando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende.
Continua »
Ricorso in Cassazione: i motivi devono essere specifici
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso avverso una condanna per violazione della legge sugli stupefacenti. Il ricorso in Cassazione è stato ritenuto manifestamente infondato poiché i motivi presentati erano vaghi e non specifici, limitandosi a una generica doglianza senza articolare una critica argomentata alla sentenza impugnata. La Corte ha sottolineato che l'appello precedente aveva contestato solo l'entità della pena, non la colpevolezza. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Risarcimento danni: la prova è sempre necessaria
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 30822/2023, ha rigettato la richiesta di un cittadino volta a ottenere un risarcimento danni per aver confidato nell'efficacia di una scrittura privata, poi rivelatasi nulla per difetto di rappresentanza della controparte. La Corte ha stabilito un principio fondamentale: per il risarcimento danni, non è sufficiente lamentare un pregiudizio, ma è indispensabile allegarlo e provarlo concretamente in giudizio. La decisione sottolinea che l'impugnazione sull'ammontare del danno (quantum) devolve al giudice anche la valutazione sulla sua esistenza (an), impedendo la formazione di un giudicato parziale.
Continua »