LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Aggravante Dell'Ingente Quantità

53 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Una circostanza che aumenta la pena per i reati di droga quando la quantità di sostanza stupefacente è talmente elevata da superare una specifica soglia, indicando un pericolo maggiore per la salute pubblica.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Aggravante Ingente Quantità: Cassazione Chiede Prove Certe sulla Droga
La Corte di Cassazione ha esaminato i ricorsi di diversi imputati condannati per traffico di droga e associazione finalizzata al narcotraffico. La sentenza ha confermato le responsabilità individuali per i reati di droga e la partecipazione all'organizzazione criminale per alcuni. Tuttavia, ha annullato la decisione per alcuni imputati riguardo all'applicazione dell'aggravante ingente quantità e, per uno, anche sulla partecipazione all'associazione e sulla recidiva. La Corte ha stabilito che l'ingente quantità deve essere provata con certezza, non solo da una somma di denaro. Il caso tornerà alla Corte d'Appello per una nuova valutazione su questi aspetti cruciali.
Continua »
Ingente Quantità di Droga: Ricorso Penale Inammissibile in Cassazione
Un Lavoratore è stato condannato per reati legati al traffico di sostanze stupefacenti, con l'aggravante dell'ingente quantità. Ha presentato un ricorso per cassazione contestando proprio l'applicazione di tale aggravante e la mancata concessione di una circostanza attenuante. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso penale. I giudici hanno ritenuto le argomentazioni del Lavoratore generiche e già affrontate nei gradi precedenti. La Corte ha confermato la correttezza del riconoscimento dell'aggravante, data la visibilità del carico, e ha escluso l'attenuante per la genericità delle dichiarazioni. Il ricorso è stato quindi respinto, con condanna del Lavoratore al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Gravi indizi di colpevolezza: Cassazione conferma arresto per droga
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un Soggetto, arrestato con l'accusa di aver ricevuto e detenuto oltre 10 kg di cocaina dalla Colombia, e posto agli arresti domiciliari. Il Soggetto ha contestato la decisione, sostenendo che la valutazione dei gravi indizi di colpevolezza era insufficiente e che l'aggravante dell'ingente quantità non era stata correttamente valutata riguardo alla purezza della droga. La Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha chiarito che per l'applicazione delle misure cautelari sono sufficienti indizi di 'qualificata probabilità' e che il suo ruolo si limita a verificare la logicità della motivazione, senza riesaminare i fatti. La Corte ha confermato la validità dei gravi indizi di colpevolezza e l'applicazione dell'aggravante.
Continua »
Ricorso contro il patteggiamento: accordo blindato
Due imputati concordano con il giudice una pena per detenzione illecita di oltre nove chilogrammi di hashish con l'aggravante dell'ingente quantità. Successivamente, entrambi propongono ricorso per Cassazione contestando la qualificazione giuridica dell'aggravante applicata. La Suprema Corte dichiara inammissibile il ricorso contro il patteggiamento. I giudici evidenziano che il patteggiamento costituisce un accordo vincolante tra le parti. L'impugnazione è consentita soltanto in presenza di errori manifesti ed evidenti, non per contestare valutazioni giuridiche opinabili già accettate. I ricorrenti subiscono la condanna al pagamento delle spese legali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Traffico di droga: Cassazione conferma il pericolo di reiterazione criminosa
Un soggetto, accusato di traffico internazionale di cocaina, aveva ricevuto una misura di custodia cautelare. Il Tribunale del Riesame aveva confermato la gravità indiziaria per un episodio di traffico di ingente quantità di droga, pur escludendo l'associazione criminale. Il Ricorrente ha impugnato la decisione, contestando la prova dell'ingente quantità e l'esistenza di un attuale pericolo di reiterazione criminosa, sostenendo che il tempo trascorso senza nuovi reati avrebbe dovuto escluderlo. La Cassazione ha rigettato il ricorso, affermando che la prova dell'ingente quantità può essere indiretta e che il pericolo di reiterazione criminosa è attuale se basato sulla personalità e sulle modalità professionali della condotta, anche senza una specifica occasione imminente.
Continua »
Ricorso contro il patteggiamento: stop ai vizi non manifesti
L'Imputato concordava una pena su richiesta per il trasporto illecito di un massiccio quantitativo di sostanze stupefacenti, comprensivo di oltre due chili di eroina e metanfetamina pura. Successivamente, la difesa proponeva un ricorso contro il patteggiamento contestando l'applicazione dell'aggravante dell'ingente quantità. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che l'impugnazione della sentenza patteggiata è ammessa solo in presenza di un errore manifesto e percepibile ictu oculi (a prima vista) nella qualificazione giuridica. Nel caso di specie, il quantitativo trasportato superava ampiamente ogni soglia tabellare, rendendo corretta l'aggravante. L'Imputato perde il ricorso e subisce la condanna alle spese e a una sanzione di tremila euro.
Continua »
Sospensione Esecuzione Pena: L’Aggravante Blocca il Beneficio
Un cittadino, condannato in Romania per coltivazione di stupefacenti con ingente quantità, ha chiesto in Italia la sospensione esecuzione pena. La Corte d'Appello ha negato il beneficio, ritenendo l'aggravante ostativa. Il condannato ha impugnato, sostenendo che l'aggravante non fosse stata esplicitamente riconosciuta. La Cassazione ha chiarito che, per valutare la sospensione esecuzione pena in caso di condanna estera, si deve fare riferimento alla sentenza italiana di riconoscimento, considerando sia il dispositivo che la motivazione per accertare la presenza di circostanze ostative. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile, confermando l'impossibilità della sospensione.
Continua »
Ricorso Penale Inammissibile: Coltivazione Stupefacenti e Limiti Cassazione
Un Lavoratore è stato condannato in appello per coltivazione di stupefacenti con l'aggravante dell'ingente quantità e recidiva. Ha presentato ricorso in Cassazione contestando la valutazione delle intercettazioni telefoniche, l'accertamento della quantità di droga e l'applicazione della recidiva. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità ricorso penale, ritenendo le motivazioni della sentenza d'appello adeguate e le contestazioni del ricorrente generiche o volte a una nuova valutazione dei fatti, non consentita in Cassazione. Il Lavoratore deve pagare le spese processuali e una sanzione.
Continua »
Aggravante dell’ingente quantità: ricorso tardivo inammissibile
La Corte d'Appello condannava l'imputato a quattro anni e quattro mesi di reclusione per detenzione e trasporto illecito di hashish. La difesa ha proposto ricorso in Cassazione contestando l'applicazione dell'aggravante dell'ingente quantità, sostenendo che il principio attivo sequestrato risultasse inferiore ai due chilogrammi. Inoltre, il ricorrente lamentava il diniego delle attenuanti generiche, evidenziando il ruolo di semplice trasportatore. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno chiarito che l'imputato non può contestare per la prima volta in sede di legittimità gli elementi costitutivi della circostanza aggravante, non avendoli censurati in appello. La Suprema Corte ha confermato la correttezza del diniego delle attenuanti, fondato sull'assenza di collaborazione, sulla condotta reticente e sui precedenti penali.
Continua »
Aggravante ingente quantità droga: l’ammissione blocca il ricorso
Un conducente, sorpreso a trasportare circa sette chili di cocaina e sedici grammi di metanfetamina occultati nell'auto, è stato condannato per spaccio di stupefacenti. La difesa ha proposto ricorso in Cassazione contestando sia norme procedurali emergenziali COVID, sia l'applicazione dell'aggravante ingente quantità droga, sostenendo la mancanza di consapevolezza dell'imputato sul quantitativo e sulla purezza. Ha inoltre richiesto una riduzione della pena. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che l'aggravante ingente quantità droga richiede la colpevolezza del soggetto, ma nel caso specifico l'imputato aveva ammesso di sapere di trasportare ben sette chili di sostanza. La Corte ha confermato la pena di sette anni di reclusione, ricordando che in caso di divergenza tra motivazione e dispositivo della sentenza, prevale sempre la decisione scritta nel dispositivo.
Continua »
Patteggiamento e ricorso in Cassazione: i limiti dopo l’accordo
Due imputati hanno concordato l'applicazione della pena tramite patteggiamento per reati di droga con l'aggravante dell'ingente quantità. Successivamente, la difesa ha presentato ricorso in Cassazione contestando la presenza di questa aggravante e chiedendo una diversa qualificazione del fatto. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi. I giudici hanno chiarito la disciplina del Patteggiamento e ricorso in Cassazione: l'impugnazione per errore di qualificazione giuridica è consentita soltanto se l'errore appare immediato ed evidente dalla semplice lettura dell'imputazione. Non si possono riesaminare prove o giudici valutativi sulla quantità della droga. Di conseguenza, gli imputati hanno perso il ricorso e devono pagare le spese di giudizio oltre a tremila euro ciascuno alla Cassa delle Ammende.
Continua »
Ingente quantità di hashish: confermata la condanna
La Corte d'appello confermava la condanna dell'imputato per la detenzione a fini di spaccio di oltre ventuno chilogrammi di hashish, corrispondenti a quasi centottantamila dosi singole. I giudici applicavano l'aggravante dell'ingente quantità, considerando il volume eccezionale della sostanza e le modalità professionali di occultamento. L'imputato proponeva ricorso per cassazione contestando l'applicazione di tale aumento di pena. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici di legittimità hanno ribadito la validità dei parametri fissati dalle Sezioni Unite basati sul rapporto tra principio attivo e limiti tabellari. L'imputato perde la causa e deve pagare le spese del giudizio insieme a tremila euro alla Cassa delle Ammende.
Continua »
Aggravante dell’ingente quantita: cinque panetti e un solo test
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a sette anni di reclusione per Il Trasportatore, fermato alla guida di un furgone con oltre cinque chili e mezzo di cocaina suddivisi in cinque panetti identici. La difesa contestava l'applicazione della contestata aggravante dell'ingente quantita, sostenendo che le autorità avevano analizzato chimicamente solo uno dei cinque panetti sequestrati. Secondo i giudici supremi, il campionamento a campione è pienamente valido quando tutti i panetti presentano peso e confezionamento identici, escludendo spiegazioni fantasiose su ipotetiche truffe tra bande criminali. La scelta del rito abbreviato preclude inoltre richieste peritali tardive.
Continua »
Coltivazione di stupefacenti tra uso personale e maxi condanna
Un imputato è stato condannato per il reato di coltivazione di stupefacenti dopo il sequestro di oltre duemila piante di cannabis, per un totale di 86 chili e più di due chili di principio attivo puro. L'uomo ha proposto ricorso in Cassazione invocando l'uso personale, la carenza di offensività e l'insussistenza dell'aggravante dell'ingente quantità, oltre a censurare il diniego delle attenuanti generiche. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso interamente inammissibile. Il reato si configura a prescindere dal principio attivo presente al momento del controllo, purché la pianta appartenga alla specie botanica vietata e sia idonea a maturare. La Corte ha confermato la condanna, l'aggravante e ha sanzionato il ricorrente con tremila euro da versare alla Cassa delle Ammende.
Continua »
Aggravante dell’ingente quantità: fedina penale e sconti di pena
L'Imputato è stato condannato per reati in materia di stupefacenti. La Corte d'Appello ha confermato la condanna, ritenendo le attenuanti generiche equivalenti rispetto all'aggravante dell'ingente quantità. L'Imputato ha proposto ricorso per Cassazione, lamentando vizi di motivazione e chiedendo che le attenuanti prevalessero sull'aggravante. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che i motivi di ricorso riproducevano mere contestazioni di fatto già ampiamente superate nei precedenti gradi di giudizio. Inoltre, la scelta di bilanciare le attenuanti con l'aggravante dell'ingente quantità è stata correttamente motivata considerando la gravità dei fatti e i precedenti penali del soggetto, tra cui lesioni personali e detenzione di armi. Di conseguenza, la condanna è definitiva e l'Imputato deve pagare le spese e la sanzione pecuniaria.
Continua »
Cocaina e difesa: confermata l’aggravante dell’ingente quantità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per detenzione e trasporto di oltre due chilogrammi di cocaina pura. La difesa contestava la regolarità della consulenza tecnica sulle sostanze e l'applicazione dell'aggravante dell'ingente quantità. I giudici hanno chiarito che l'analisi dei campioni è un'attività ripetibile che non richiede il preventivo avviso alla difesa e che il conferimento dell'incarico al consulente del Pubblico Ministero può avvenire anche verbalmente. Inoltre, l'aggravante dell'ingente quantità è stata legittimamente applicata poiché il quantitativo superava ampiamente la soglia di riferimento, senza che la difesa avesse fornito elementi contrari concreti. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e della sanzione pecuniaria.
Continua »
Trasporto illecito di sostanze stupefacenti: prove e sospetti
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso del trasporto illecito di sostanze stupefacenti (oltre due tonnellate di marijuana) nascoste in un carico di cartongesso. Due imputate, che avevano scortato il TIR e richiesto con insistenza il pagamento, sono state condannate in via definitiva, poiché la loro consapevolezza del carico illecito e dell'ingente quantità era evidente. Al contrario, la posizione di un terzo imputato, accusato di aver fatto da intermediario iniziale, è stata annullata con rinvio. La Cassazione ha stabilito che i giudici d'appello avevano basato la sua condanna su semplici congetture, come il fatto di aver chiuso la partita IVA e di essersi trasferito per lavorare come badante, interpretando queste scelte come una strategia di fuga senza prove concrete. L'uomo otterrà un nuovo processo.
Continua »
Corriere o complice? L’aggravante dell’ingente quantità
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a cinque anni e quattro mesi di reclusione per un autista, ritenuto colpevole di trasporto di droga. L'imputato sosteneva di essere un semplice corriere e di non conoscere l'esatto quantitativo di stupefacente trasportato, contestando l'applicazione dell'aggravante dell'ingente quantità. I giudici hanno respinto la tesi difensiva: l'elevato compenso pattuito (ventimila euro per il trasporto e centomila euro di garanzia) e l'accurata organizzazione dimostrano che il corriere conosceva, o avrebbe dovuto conoscere con la normale diligenza, la portata del carico illecito. La Suprema Corte ha confermato anche la confisca del denaro contante trovato in possesso dell'uomo, considerandolo parte del compenso per l'attività illecita. Il ricorso è stato rigettato con condanna alle spese.
Continua »
Aggravante dell’ingente quantità: ricorso respinto in Cassazione
Il caso riguarda un uomo condannato per reati in materia di stupefacenti. L'imputato ha proposto ricorso in Cassazione contestando l'applicazione dell'aggravante dell'ingente quantità per violazione di legge e difetto di motivazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno evidenziato che i motivi di ricorso riproducevano genericamente le stesse censure già esaminate e correttamente respinte dalla Corte d'appello. I giudici di merito avevano infatti applicato fedelmente i principi stabiliti dalle Sezioni Unite in materia di sostanze stupefacenti. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende.
Continua »
Aggravante dell’ingente quantità: la fuga non cancella la pena
Un uomo è stato condannato per aver coltivato una vasta piantagione di marijuana (1.375 piante) e per aver violato gli obblighi della sorveglianza speciale fuggendo all'arrivo della polizia. La difesa ha contestato l'applicazione dell'aggravante dell'ingente quantità, sostenendo che il principio attivo non superasse le soglie di legge e che la coltivazione fosse rudimentale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la condanna. I giudici hanno stabilito che l'aggravante dell'ingente quantità è pienamente configurabile data l'enorme quantità di dosi ricavabili (oltre 50.000) e la struttura professionale della coltivazione, dotata di impianto di irrigazione e locale per l'essiccazione. Inoltre, la fuga dell'imputato esclude la concessione delle attenuanti generiche e il vincolo della continuazione tra i reati.
Continua »