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Accertamento — Anno 2023

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319 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Accertamento

Provvedimenti

Sospensione del giudizio tributario: guida alla tregua
Una società di capitali ha impugnato un avviso di accertamento relativo a imposte dirette e IVA, scaturito da indagini su presunte fatture per operazioni inesistenti. Dopo le sentenze sfavorevoli nei primi due gradi di giudizio, la contribuente ha fatto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, la società ha richiesto la sospensione del giudizio ai sensi della Legge di Bilancio 2023 per accedere alla definizione agevolata delle liti pendenti. La Suprema Corte ha accolto l'istanza, disponendo la sospensione della trattazione.
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Accertamento sintetico: stop al processo per tregua fiscale
Una società di servizi ha impugnato un accertamento sintetico derivante da presunte operazioni inesistenti nel settore pubblicitario. Dopo le sentenze sfavorevoli nei gradi di merito, la contribuente ha presentato ricorso in Cassazione. Durante il giudizio di legittimità, la società ha richiesto la sospensione del processo invocando la tregua fiscale prevista dalla Legge di Bilancio 2023. La Suprema Corte ha accolto l'istanza, disponendo il rinvio della causa per consentire il perfezionamento della definizione agevolata della lite.
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Accertamento sintetico: sospensione del processo
Un contribuente ha impugnato un avviso di accertamento IRPEF basato sulla presunta distribuzione di utili extra-bilancio da una società a ristretta base partecipativa. La contestazione riguardava l'uso dell'accertamento sintetico e la validità delle presunzioni utilizzate dal fisco. Dopo due gradi di giudizio sfavorevoli, il caso è approdato in Cassazione. Il ricorrente ha presentato istanza di sospensione del processo ai sensi della Legge di Bilancio 2023 per accedere alla definizione agevolata. La Suprema Corte ha accolto l'istanza, disponendo il rinvio della causa.
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Accertamento con adesione: tutele per soci e liquidatori
La Corte di Cassazione ha chiarito che l'istituto dell'accertamento con adesione è pienamente applicabile anche agli avvisi notificati ai soci o liquidatori di società di capitali estinte. La controversia nasceva dall'impugnazione di un atto impositivo verso un ex liquidatore, ritenuto responsabile dei debiti tributari della società. La Corte ha stabilito che tale atto ha natura accertativa autonoma, permettendo al contribuente di beneficiare della sospensione di 90 giorni dei termini per il ricorso, indipendentemente dal fatto che l'accertamento originario verso la società fosse già divenuto definitivo.
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Accertamento sintetico: sospensione e tregua fiscale
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un contribuente contro un avviso di accertamento basato sulla presunta distribuzione di utili extra-bilancio da parte di una società a base ristretta. Il contribuente ha contestato la legittimità dell'**accertamento sintetico** e la violazione dell'onere della prova. Tuttavia, prima di entrare nel merito, la Corte ha accolto l'istanza di sospensione del processo presentata dal ricorrente ai sensi della Legge n. 197 del 2022, finalizzata alla definizione agevolata della controversia tributaria. Il giudizio è stato rinviato a nuovo ruolo in attesa degli sviluppi della procedura di tregua fiscale.
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Sospensione del giudizio e tregua fiscale 2023
Una società di capitali ha impugnato diversi avvisi di accertamento relativi a Ires, Irap e Iva, scaturiti da indagini su un presunto sistema di fatturazione per operazioni inesistenti nel settore pubblicitario. Dopo le decisioni sfavorevoli nei gradi di merito, la contribuente ha presentato ricorso in Cassazione denunciando violazioni sull'onere della prova e sul giudicato esterno. Tuttavia, nelle more del giudizio, la società ha richiesto la sospensione del giudizio avvalendosi della tregua fiscale introdotta dalla Legge di Bilancio 2023. La Suprema Corte, verificata la regolarità dell'istanza, ha disposto la sospensione del processo per permettere la definizione agevolata della lite.
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Motivazione apparente: la Cassazione annulla la sentenza
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato una sentenza favorevole a una società contribuente riguardante il reddito minimo per le società di comodo. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso rilevando una motivazione apparente nella sentenza della Commissione Tributaria Regionale. I giudici di appello avevano infatti richiamato genericamente la documentazione prodotta dalla società senza spiegare perché fosse idonea a superare i rilievi del fisco. La sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame che rispetti l'obbligo di motivazione effettiva.
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Responsabilità del liquidatore per debiti tributari
La Corte di Cassazione ha stabilito che la responsabilità del liquidatore per i debiti tributari di una società estinta non costituisce una forma di successione nel debito fiscale, né una coobbligazione solidale in senso stretto. Si tratta invece di un'obbligazione civile propria, derivante dalla legge, che sorge quando il liquidatore non assolve ai propri doveri di gestione delle attività sociali per soddisfare i crediti del fisco. Tale responsabilità del liquidatore prescinde dalla definitività dell'accertamento verso la società, fondandosi su un fatto proprio del professionista incaricato della liquidazione.
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Condono fiscale: estensione effetti ai soci di società
La controversia riguarda un socio di una società di persone che ha impugnato un avviso di accertamento IRPEF. La pretesa tributaria derivava dal disconoscimento delle agevolazioni fiscali della società partecipata. Mentre la società ha definito la propria posizione tramite condono fiscale, il socio ha richiesto che gli effetti favorevoli di tale definizione fossero estesi anche alla sua posizione individuale. La Corte di Cassazione, rilevando la pendenza di un altro giudizio connesso sulla natura della società, ha disposto il rinvio della causa per una trattazione congiunta, ribadendo l'importanza del principio di unitarietà dell'accertamento tra società e soci.
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Raddoppio dei termini: la Cassazione sulla retroattività
La Corte di Cassazione ha chiarito la portata applicativa del raddoppio dei termini per l'accertamento di redditi non dichiarati detenuti in Stati a regime fiscale privilegiato. La controversia riguardava un contribuente che aveva omesso di dichiarare somme depositate in Svizzera, contestando la decadenza del potere impositivo dell'Agenzia delle Entrate. La Suprema Corte ha stabilito che, mentre la presunzione di evasione ha natura sostanziale e non è retroattiva, le norme che prevedono il raddoppio dei termini hanno natura procedimentale. Pertanto, tali termini estesi si applicano anche a violazioni commesse prima del 2009, purché l'avviso di accertamento sia notificato dopo l'entrata in vigore della norma, seguendo il principio del tempo in cui l'atto viene compiuto.
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Condono fiscale: estensione effetti ai soci
La Corte di Cassazione ha analizzato la possibilità per un socio di estendere a proprio vantaggio gli effetti di un condono fiscale perfezionato dalla società di persone. Il caso nasce da un accertamento per maggiori redditi derivanti dal disconoscimento dello scopo mutualistico di una cooperativa partecipata. Il contribuente sostiene che, in virtù del principio di unitarietà dell'accertamento, la definizione agevolata della lite da parte della società debba comportare una riduzione proporzionale del debito fiscale del socio. La Suprema Corte, rilevata la pendenza di un giudizio di revocazione connesso, ha disposto il rinvio della causa per una trattazione congiunta.
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Condono fiscale: estensione degli effetti ai soci
La Corte di Cassazione affronta il tema dell'estensione del **condono fiscale** sottoscritto da una società di persone ai propri soci. Il caso nasce da un accertamento per maggiori redditi derivanti dal disconoscimento dello scopo mutualistico di una cooperativa, che ha colpito a cascata una società di persone socia e, infine, il contribuente persona fisica. Mentre la società ha definito la lite tramite condono, il socio ha proseguito il giudizio chiedendo che gli effetti favorevoli della definizione societaria fossero estesi anche alla sua posizione individuale, in virtù del principio di unitarietà dell'accertamento. La Suprema Corte, rilevata la pendenza di un giudizio di revocazione connesso riguardante la natura della società partecipata, ha disposto il rinvio della causa per una trattazione congiunta.
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Definizione agevolata: sospensione in Cassazione
Una contribuente ha impugnato un avviso di accertamento relativo all'anno 2009, con il quale l'Ufficio contestava la deduzione di costi ritenuti non inerenti. Dopo una decisione sfavorevole in primo grado, la Commissione Tributaria Regionale ha dichiarato la cessata materia del contendere. L'Agenzia delle Entrate ha quindi proposto ricorso in Cassazione. Durante il giudizio di legittimità, la contribuente ha presentato istanza di sospensione del processo per avvalersi della definizione agevolata prevista dalla Legge n. 130/2022. La Suprema Corte ha accolto l'istanza, disponendo la sospensione del procedimento per consentire il perfezionamento della chiusura della lite fiscale.
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Definizione agevolata: stop alle liti in Cassazione
Una contribuente ha impugnato un avviso di accertamento IRPEF basato su una ricostruzione induttiva dei ricavi tramite percentuali di ricarico. Dopo aver ottenuto ragione nei primi due gradi di giudizio, la causa è giunta in Cassazione. Durante la pendenza del ricorso, la parte ha richiesto l'accesso alla definizione agevolata prevista dalla Legge 130/2022. La Suprema Corte, riscontrando la sussistenza dei requisiti legali, ha disposto la sospensione del giudizio per consentire il perfezionamento della sanatoria fiscale.
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Definizione agevolata: sospensione liti in Cassazione
Un contribuente ha impugnato un avviso di accertamento relativo alla tassa rifiuti (TARSU) contestando la tardività della notifica. Dopo una decisione favorevole in primo grado e una riforma in appello, la causa è giunta in Cassazione. Il ricorrente ha richiesto di avvalersi della definizione agevolata prevista dalla Legge n. 130 del 2022 per chiudere la lite fiscale. La Suprema Corte, riscontrando la sussistenza dei requisiti di valore e pendenza della lite, ha disposto la sospensione del giudizio per consentire il perfezionamento della procedura conciliativa.
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Definizione agevolata: stop ai processi in Cassazione
Un contribuente ha impugnato un avviso di accertamento relativo alla tassa rifiuti emesso da un ente locale per presunta infedele denuncia delle metrature. Dopo una sentenza d'appello favorevole al Comune, il caso è giunto in Cassazione. Il ricorrente ha richiesto l'applicazione della definizione agevolata prevista dalla normativa vigente per chiudere la lite pendente. La Suprema Corte ha verificato i requisiti di ammissibilità, tra cui il valore della causa inferiore a 50.000 euro e la soccombenza dell'ente impositore in un grado di giudizio, disponendo la sospensione del processo per consentire il perfezionamento della sanatoria.
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Litisconsorzio necessario: guida al processo
La Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza interlocutoria riguardante un avviso di accertamento notificato a una società di persone e ai suoi soci. La CTR aveva precedentemente annullato l'atto per mancata valutazione delle memorie difensive. Tuttavia, la Suprema Corte ha rilevato la necessità di verificare il rispetto del Litisconsorzio necessario, poiché un socio non aveva partecipato ai precedenti gradi di giudizio nonostante la pendenza di un ricorso parallelo sulla sua posizione fiscale personale. La Corte ha quindi disposto l'acquisizione dei fascicoli di merito e la trattazione congiunta dei procedimenti.
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Termine per impugnare: la Cassazione verifica i tempi
Un contribuente, in qualità di liquidatore di una società, ha impugnato un avviso di accertamento relativo a una presunta evasione IVA. Dopo una vittoria in primo grado, la Commissione Tributaria Regionale ha ribaltato il verdetto accogliendo l'appello dell'Ufficio. Il contribuente ha quindi presentato ricorso in Cassazione, eccependo la violazione del termine per impugnare da parte dell'Amministrazione. La Suprema Corte, ravvisando la necessità di verificare la regolarità dei tempi processuali, ha disposto l'acquisizione dei fascicoli dei gradi di merito e ha rinviato la causa a nuovo ruolo.
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Cartella di pagamento: validità e termini di notifica
La Corte di Cassazione ha confermato la validità di una cartella di pagamento emessa a seguito di accertamenti per omessi ricavi. Il contribuente aveva contestato la tardività del diniego di accertamento con adesione e la nullità della cartella per mancata indicazione del responsabile del procedimento. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il primo motivo per difetto di autosufficienza, non avendo il ricorrente provato le date di ricezione della notifica. Il secondo motivo è stato rigettato poiché, per i ruoli consegnati prima del giugno 2008, l'omessa indicazione del responsabile non determina la nullità della cartella di pagamento.
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Società a ristretta base e accertamento fiscale
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità dell'accertamento fiscale nei confronti di una socia di una società a ristretta base. Poiché la società non aveva impugnato l'avviso di accertamento principale, rendendolo definitivo, la socia non ha potuto contestare nel merito i redditi societari senza fornire prove specifiche sulla mancata percezione degli utili. La decisione ribadisce che la definitività dell'atto verso la società si riflette sul socio, salvo casi eccezionali di lesione dei diritti di difesa non riscontrati nel caso di specie.
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