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Accertamento Plusvalenza Immobiliare

10 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Accertamento Plusvalenza Immobiliare: La Cassazione sul valore dell’immobile
L'Agenzia delle Entrate ha contestato la dichiarazione fiscale di un'Azienda per il 2004, emettendo un avviso di accertamento per IRES, IRAP e IVA. La controversia principale riguardava l'accertamento plusvalenza immobiliare derivante dalla vendita di un complesso industriale. L'Agenzia sosteneva che il prezzo di vendita fosse troppo basso, portando a un guadagno sottostimato. La Commissione Tributaria Regionale ha annullato parzialmente l'accertamento, in particolare per la plusvalenza. La Corte di Cassazione ha rigettato sia il ricorso principale dell'Agenzia sia quello incidentale dell'Azienda. La Corte ha stabilito che la valutazione del valore dell'immobile, su cui si basava la plusvalenza, era un accertamento di fatto insindacabile in Cassazione.
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Plusvalenza immobiliare: il valore di registro non basta per l’accertamento
Due Contribuenti avevano venduto terreni edificabili. L'Agenzia delle Entrate aveva calcolato una maggiore plusvalenza ai fini IRPEF basandosi unicamente sul valore dichiarato per l'imposta di registro. Dopo un primo rinvio della Cassazione, il giudice tributario aveva respinto il ricorso dei Contribuenti. La Suprema Corte, con questa ordinanza, ha accolto il ricorso dei Contribuenti. Ha ribadito che l'accertamento plusvalenza immobiliare non può fondarsi solo sul valore dell'imposta di registro. L'Amministrazione finanziaria deve usare elementi certi e concreti. La Corte ha rinviato il caso per un nuovo esame, stabilendo che il valore di registro non è sufficiente da solo per determinare la plusvalenza.
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Accertamento Plusvalenza Immobiliare: Valore di Registro non basta
Una Contribuente ha venduto un terreno edificabile. L'Agenzia delle Entrate ha rettificato il valore dichiarato, aumentando l'accertamento della plusvalenza immobiliare tassabile. La Contribuente ha impugnato l'atto. La Commissione Tributaria Regionale ha dato ragione all'Agenzia, basando la decisione sul solo valore di mercato del bene. La Corte di Cassazione ha annullato questa sentenza. Ha stabilito che l'accertamento della plusvalenza immobiliare non può fondarsi unicamente sul valore accertato ai fini dell'imposta di registro, ma richiede che l'Ufficio individui ulteriori indizi precisi, gravi e concordanti per supportare un valore di cessione diverso da quello dichiarato. La Contribuente ha vinto.
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Accertamento plusvalenza immobiliare: il Fisco non basta a sé stesso
Una cittadina ha venduto dei terreni dopo averli ricevuti in donazione e aver stipulato una convenzione di lottizzazione. Ha pagato l'imposta sostitutiva sulla plusvalenza immobiliare. L'Agenzia delle Entrate ha poi rettificato il valore dei terreni ai fini dell'imposta di registro e, basandosi su questo, ha ricalcolato una maggiore plusvalenza per l'IRPEF. La Corte di Cassazione ha rigettato le contestazioni della cittadina su contraddittorio e qualifica del funzionario, ma ha accolto il ricorso sull'Accertamento plusvalenza immobiliare. Ha stabilito che il Fisco non può determinare la plusvalenza solo sul valore di registro, ma deve cercare ulteriori indizi gravi e precisi. La sentenza è stata cassata con rinvio per una nuova valutazione.
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Plusvalenza Immobiliare: Fisco non può basarsi solo sul valore di registro
Un Contribuente ha venduto un terreno edificabile. L'Agenzia delle Entrate ha accertato una plusvalenza immobiliare maggiore, basandosi solo sul valore dichiarato per l'imposta di registro. Il Contribuente ha contestato, sostenendo che tale metodo non fosse sufficiente. Dopo vari gradi di giudizio, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Contribuente. Ha stabilito che, a seguito di una nuova legge interpretativa (D.Lgs. n. 147/2015), l'Agenzia non può più presumere l'esistenza di un maggior corrispettivo per la plusvalenza basandosi esclusivamente sul valore di registro. La sentenza annulla l'accertamento e condanna l'Agenzia alle spese.
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Accertamento plusvalenza immobiliare: il valore di registro non basta
Un Contribuente ha venduto un terreno dichiarando un prezzo. L'Amministrazione finanziaria ha poi accertato un valore superiore per l'imposta di registro, concordando con l'acquirente. Successivamente, ha usato questo valore più alto per calcolare una maggiore plusvalenza immobiliare a carico del Contribuente ai fini IRPEF. Il Contribuente ha contestato l'accertamento. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Amministrazione finanziaria. Ha stabilito che il valore di registro non basta da solo per l'accertamento plusvalenza immobiliare. Servono altri indizi gravi, precisi e concordanti per dimostrare che il Contribuente ha incassato di più.
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Accertamento Plusvalenza Immobiliare: Il Valore di Registro Non Basta
Un contribuente, erede di un venditore, ha impugnato un accertamento IRPEF per una plusvalenza immobiliare non dichiarata. L'Ufficio aveva calcolato la plusvalenza basandosi solo sul valore dichiarato per l'imposta di registro. La Corte di Cassazione ha stabilito che per l'accertamento plusvalenza immobiliare, il valore di registro non è sufficiente da solo. L'Amministrazione finanziaria deve fornire ulteriori prove gravi, precise e concordanti. La Corte ha accolto il ricorso del contribuente, annullando l'accertamento e compensando le spese.
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Accertamento plusvalenza immobiliare: stop ai calcoli automatici
L'Amministrazione Finanziaria ha rettificato il reddito di una Contribuente, contestando un'omessa plusvalenza sulla vendita di un terreno edificabile. L'ufficio ha basato l'accertamento esclusivamente sul valore del bene determinato ai fini dell'imposta di registro. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del fisco, confermando che l'accertamento plusvalenza immobiliare non può fondarsi solo sul valore di registro. La legge di interpretazione autentica (Art. 5, d.lgs. 147/2015) vieta infatti questo automatismo. Per legittimare la pretesa fiscale, l'ufficio deve individuare ulteriori indizi gravi, precisi e concordanti che dimostrino l'effettivo incasso di un prezzo superiore rispetto a quello dichiarato. Di conseguenza, la Contribuente ha vinto definitivamente la causa e l'Agenzia delle Entrate è stata condannata al pagamento delle spese processuali.
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Accertamento plusvalenza immobiliare: il valore di registro non basta
Il Contribuente ha impugnato un avviso di accertamento con cui l'Amministrazione Finanziaria richiedeva maggiori imposte IRPEF. L'ufficio aveva calcolato l'accertamento plusvalenza immobiliare derivante dalla vendita di due terreni edificabili basandosi esclusivamente sul valore accertato ai fini dell'imposta di registro. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Contribuente, stabilendo che il fisco non può determinare una plusvalenza basandosi solo sul valore di registro. Per legittimare la pretesa, l'Amministrazione Finanziaria deve individuare ulteriori indizi gravi, precisi e concordanti, non potendo scaricare sul cittadino l'onere della prova contraria. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio.
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Accertamento plusvalenza immobiliare: la Cassazione
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di accertamento plusvalenza immobiliare. Un contribuente aveva omesso di dichiarare la plusvalenza derivante dalla vendita di un terreno. L'Agenzia delle Entrate aveva emesso un avviso basando la quantificazione su un precedente accertamento di valore ai fini dell'imposta di registro. I giudici di merito avevano annullato l'atto. La Cassazione ha stabilito che, sebbene la quantificazione fosse discutibile, l'atto era valido riguardo all'esistenza della plusvalenza non dichiarata. Pertanto, il giudice di merito non avrebbe dovuto annullare l'avviso, ma rideterminare il corretto importo dovuto, cassando la sentenza con rinvio.
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