La Corte di Cassazione ha confermato il sequestro preventivo aziendale di una cartiera, accusata di inquinamento ambientale e gestione illecita di rifiuti. I giudici hanno dichiarato inammissibili i ricorsi presentati dall'amministratrice e dal comproprietario dell'azienda. La Corte ha chiarito che il singolo socio o comproprietario non ha legittimazione autonoma a impugnare il sequestro se i beni appartengono esclusivamente alla società, configurando una carenza di interesse. Nel merito, i materiali cartacei accumulati sul piazzale senza autorizzazione non potevano considerarsi sottoprodotti, ma veri e propri rifiuti. Inoltre, gli scarichi industriali non autorizzati nel fiume vicino hanno integrato il fumus del reato di inquinamento ambientale. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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