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Abusiva Concessione Del Credito

10 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

La condotta di una banca che finanzia un'impresa pur essendo a conoscenza del suo stato di insolvenza, aggravandone il dissesto e danneggiando gli altri creditori.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Abusiva concessione del credito: stop all’ammissione al passivo
Una società cessionaria di crediti bancari chiedeva l'ammissione al passivo fallimentare di una società per oltre quattro milioni di euro con prelazione pignoratizia. La curatela contestava l'ammissione eccependo la nullità dei contratti per abusiva concessione del credito da parte della banca originaria, che aveva finanziato l'impresa nonostante una conclamata insolvenza. Il tribunale ammetteva il debito solo in chirografo, ritenendo impossibile accertare l'illecito bancario senza la presenza in giudizio dell'istituto di credito. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso incidentale del fallimento. I giudici di legittimità hanno chiarito che il tribunale fallimentare ha il pieno dovere di verificare anche in via incidentale, tramite indizi gravi, precisi e concordanti, l'eventuale condotta illecita dell'istituto finanziatore.
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Abusiva concessione del credito: i poteri del curatore
Una società finanziaria cessionaria di crediti bancari si è opposta allo stato passivo del fallimento di un'impresa finanziata. Il curatore fallimentare ha contestato la responsabilità della banca per abusiva concessione del credito, richiedendo il risarcimento del danno subito dall'intero ceto creditorio a causa del prolungamento artificioso dell'attività d'impresa. La banca ha contestato il potere del curatore di agire per conto dei singoli creditori contro un soggetto terzo diverso dagli amministratori sociali. La Suprema Corte di Cassazione, rilevando un potenziale contrasto interpretativo sui limiti della legittimazione del curatore e sulla natura eccezionale delle azioni di massa, ha emesso un'ordinanza interlocutoria. I giudici hanno rimesso la trattazione della controversia alla pubblica udienza per chiarire la reale estensione dei poteri risarcitori del curatore verso gli istituti di credito finanziatori.
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Abusiva concessione del credito: la banca perde il recupero
La Corte di Cassazione ha confermato l'esclusione dallo stato passivo del credito vantato da una banca di leasing nei confronti di una società fallita. La banca aveva rinegoziato il contratto di locazione finanziaria nonostante la palese e grave crisi economica dell'utilizzatrice, il cui canone annuo superava addirittura l'intero fatturato dell'anno precedente. I giudici hanno qualificato tale condotta come abusiva concessione del credito, in quanto la banca ha assunto un rischio irragionevole e ha prolungato artificialmente l'esistenza di un'impresa ormai insolvente, aggravandone il dissesto. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso della banca, condannandola anche al pagamento delle spese di giudizio.
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Abusiva concessione del credito: la banca perde e paga i danni
Una banca proponeva ricorso per l'ammissione al passivo del fallimento di una società per un credito derivante da un contratto di leasing rinegoziato. Il Tribunale respingeva la domanda ravvisando un'ipotesi di abusiva concessione del credito, poiché la banca aveva rifinanziato il debitore già gravemente inadempiente senza verificarne la reale situazione patrimoniale o richiedere un piano di risanamento. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della banca. I giudici hanno chiarito che il dovere di eseguire il contratto secondo buona fede non giustifica la concessione di nuovo credito a un soggetto insolvente, specie dopo la risoluzione del precedente accordo. La banca, avendo omesso qualsiasi indagine sulla solvibilità del debitore, ha agito illegittimamente, prolungando artificiosamente la permanenza sul mercato di un'impresa ormai decotta.
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Abusiva concessione del credito: danno incerto contro debito certo
Una banca proponeva opposizione all'esclusione del proprio credito dal passivo di una società fallita. Il Tribunale respingeva l'opposizione, accogliendo l'eccezione di compensazione sollevata dalla curatela. Secondo il Tribunale, la banca aveva compiuto un'istruttoria superficiale, integrando un'abusiva concessione del credito che aveva aggravato il dissesto della società. Di conseguenza, il presunto danno risarcitorio veniva compensato con il credito della banca. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della banca. I giudici hanno chiarito che la compensazione, legale o giudiziale, non può operare se il controcredito opposto è contestato nell'esistenza e nell'ammontare. Poiché il credito risarcitorio da abusiva concessione del credito non era né certo né di pronta liquidazione, il Tribunale non poteva dichiarare la compensazione. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Validità della fideiussione: soci condannati a pagare i debiti
Tre soci di un'azienda firmano una garanzia a favore di una banca per coprire i debiti societari, inclusi gli impegni verso un fornitore terzo. Quando il fornitore chiede il pagamento, la banca versa la somma e ne chiede la restituzione ai garanti tramite decreto ingiuntivo. I soci si oppongono contestando la validità della fideiussione, lamentando la violazione della buona fede e il superamento dei limiti di spesa del conto corrente. La Corte di Cassazione respinge il ricorso dei garanti. I giudici confermano che la banca ha agito correttamente per recuperare la somma pagata al terzo, coperta da una specifica linea di credito garantita. La volontà di prestare la garanzia era chiara e i soci erano consapevoli della crisi aziendale, escludendo ogni scorrettezza della banca.
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Abusiva Concessione Credito: Banca Assolta, Impresa Paga il Conto
Un'impresa edile ha citato in giudizio due banche, accusandole di aver causato il proprio danno tramite l'abusiva concessione del credito a una sua società committente, già insolvente. Secondo l'impresa, i finanziamenti avrebbero mantenuto in vita artificialmente la committente, ingannandola sulla sua solidità. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta. Ha stabilito che, sebbene l'abusiva concessione del credito sia un illecito, in questo caso l'impresa edile non è riuscita a provare né che le banche fossero a conoscenza dello stato di crisi della società finanziata, né il legame diretto tra i finanziamenti e il danno subito. La mancanza di prove è stata decisiva per la sconfitta dell'impresa.
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Abusiva concessione del credito: banca senza rimborso
La Corte di Cassazione ha confermato l'esclusione dal passivo fallimentare di un credito bancario derivante da un'operazione di abusiva concessione del credito. Un istituto di credito aveva erogato finanziamenti garantiti dallo Stato a una società già palesemente insolvente, utilizzando tali somme per ripianare propri crediti chirografari pregressi. La Corte ha stabilito che tale condotta, integrando un concorso nel reato di bancarotta semplice per aver ritardato il fallimento e aggravato il dissesto, rende il contratto nullo per violazione di norme imperative. Inoltre, l'operazione è stata giudicata contraria al buon costume economico, rendendo le somme erogate irripetibili ai sensi dell'art. 2035 c.c.
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Abusiva concessione del credito e danni
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di una curatela fallimentare contro un istituto bancario per l'abusiva concessione del credito. Nonostante un precedente accertamento sulla responsabilità della banca (an debeatur), i giudici di merito avevano negato il risarcimento (quantum), attribuendo il dissesto esclusivamente alla cattiva gestione aziendale. La Suprema Corte ha cassato la decisione, stabilendo che l'incapacità dell'impresa di produrre utili non esclude il danno derivante dal peggioramento della situazione patrimoniale causato dal credito improprio. La responsabilità della banca può infatti concorrere con quella degli amministratori in regime di solidarietà passiva.
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Cessione leasing e nullità: la Cassazione decide
La pretesa di un istituto di credito in un fallimento è stata respinta in primo grado, considerando nulla la cessione leasing a una società finanziariamente instabile. La Corte di Cassazione ha annullato questa decisione, stabilendo che la cessione di un contratto non equivale a un'abusiva concessione di credito, poiché non comporta l'erogazione di nuove finanze. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame, chiarendo i confini della nullità contrattuale in ambito bancario.
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