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Abrogazione

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92 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Reddito di cittadinanza: reato anche dopo l’abrogazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino condannato per l'indebita percezione del reddito di cittadinanza. La Suprema Corte ha stabilito che l'abrogazione della norma incriminatrice, efficace dal 1° gennaio 2024, non estingue il reato per le condotte precedenti, poiché il legislatore ha previsto una deroga legittima al principio della legge più favorevole (lex mitior).
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Abuso d’ufficio: Cassazione annulla condanna
La Corte di Cassazione annulla una condanna per il reato di abuso d'ufficio. La Corte ha prima ritenuto tempestivo il ricorso, poiché l'avviso di deposito della sentenza non era stato notificato al difensore. Successivamente, ha annullato la condanna perché il reato di abuso d'ufficio è stato abrogato dalla legge, revocando anche le statuizioni civili.
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Reddito di cittadinanza: il reato non è abolito
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'abrogazione del reddito di cittadinanza non estingue il reato per chi lo ha percepito indebitamente in passato. La legge che ha soppresso il beneficio ha espressamente mantenuto in vigore le sanzioni penali per i fatti pregressi, derogando al principio della legge più favorevole. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto che aveva omesso di dichiarare cospicue movimentazioni su conti gioco, confermando la sua condanna.
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Abrogazione reato abuso d’ufficio: caso annullato
La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio una sentenza di assoluzione per alcuni amministratori pubblici, originariamente accusati di abuso d'ufficio. La decisione non entra nel merito del ricorso della Procura, ma si basa sulla recente abrogazione reato abuso d'ufficio (L. 114/2024), che ha reso la condotta non più penalmente rilevante.
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Reddito di cittadinanza: reato anche dopo l’abrogazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per aver indebitamente percepito il reddito di cittadinanza, omettendo di dichiarare la presenza di un figlio detenuto nel nucleo familiare. La Corte ha stabilito che l'abrogazione della norma non cancella i reati commessi in precedenza, poiché la legge stessa ha previsto una deroga al principio della retroattività della legge più favorevole. Inoltre, è stato confermato il diniego delle attenuanti generiche, poiché non erano presenti elementi positivi a favore dell'imputato.
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Abrogazione reddito di cittadinanza: reati passati
Un soggetto condannato per omessa comunicazione di redditi da gioco mentre percepiva il reddito di cittadinanza ha impugnato la sentenza, sostenendo l'intervenuta abrogazione del reddito di cittadinanza e della relativa norma incriminatrice. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, spiegando che la legge di abrogazione ha escluso l'applicazione retroattiva della norma più favorevole per i fatti commessi fino all'esaurimento del beneficio, per garantire continuità nella tutela penale.
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Abrogazione reato e sequestro: la Cassazione annulla
Un cittadino ricorre in Cassazione contro il sequestro del suo cellulare, avvenuto nell'ambito di un'indagine per abuso d'ufficio. Durante il procedimento, interviene l'abrogazione del reato contestato. La Suprema Corte, accogliendo il ricorso, stabilisce che l'abrogazione del reato fa venire meno la base legale del sequestro. Di conseguenza, annulla senza rinvio sia l'ordinanza impugnata che il decreto di sequestro, ordinando l'immediata restituzione del bene.
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Dichiarazione domicilio appello: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità di un appello penale a causa della mancata allegazione della dichiarazione di domicilio appello, come richiesto dall'art. 581, comma 1-ter, c.p.p. (ora abrogato). La sentenza chiarisce che la norma, sebbene abrogata, si applica agli atti depositati prima del 25 agosto 2024 e che un eventuale richiamo a una precedente elezione di domicilio doveva essere espresso e specifico, indicandone la collocazione nel fascicolo processuale.
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Abrogazione reato: Cassazione annulla sentenza
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna per un reato previsto dall'art. 323 c.p., che era già stato dichiarato estinto per prescrizione. La decisione si basa sulla sopravvenuta abrogazione del reato, una formula più favorevole per l'imputato. Questo principio di abrogazione reato prevale su altre cause di estinzione, portando a un proscioglimento pieno perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato.
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Abrogazione abuso d’ufficio: condanna annullata
Un dirigente comunale, condannato in appello per tentato abuso d'ufficio relativo a una sanatoria edilizia su un immobile di sua proprietà, ha visto la sua condanna annullata dalla Corte di Cassazione. La decisione non entra nel merito dei fatti, ma si basa esclusivamente sulla recente abrogazione dell'abuso d'ufficio (L. 9 agosto 2024, n.114), che ha reso l'atto non più previsto dalla legge come reato, portando all'annullamento senza rinvio della sentenza.
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Dichiarazione integrativa a favore: quando è ammessa?
La Corte di Cassazione ha stabilito che un contribuente può correggere la propria dichiarazione dei redditi, anche a distanza di anni, per usufruire di un'agevolazione fiscale a cui aveva diritto. Il caso riguardava una società che, a causa di incertezza normativa, aveva presentato una dichiarazione integrativa per un investimento ambientale del 2010 solo nel 2013. La Corte ha chiarito che il diritto all'agevolazione sorge al momento dell'investimento e non è pregiudicato dalla successiva abrogazione della norma. Inoltre, ha ribadito che la dichiarazione dei redditi è sempre emendabile per correggere errori, e tale diritto può essere fatto valere anche in sede di contenzioso contro la pretesa del Fisco.
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Nullità convenzione urbanistica: la Cassazione decide
Un Comune ha richiesto la nullità di una vendita immobiliare per violazione di una convenzione urbanistica. La Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che l'abrogazione della legge che sanciva la nullità rende inefficace la clausola contrattuale che la richiamava. Le altre sanzioni per inadempimento non invalidano l'atto di vendita a terzi. Questo caso definisce i limiti della nullità convenzione urbanistica a seguito di modifiche legislative.
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