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A Forfait

5 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Espressione che indica un metodo di calcolo basato su una somma fissa, predeterminata, e non su una valutazione analitica dei singoli elementi. In questo caso, un taglio salariale applicato in misura uguale per tutti.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Disconoscimento di copia fotostatica: no a formule generiche
Un professionista ha chiesto a una compagnia di assicurazioni il pagamento di un saldo per prestazioni peritali. La compagnia ha dimostrato, tramite copie di documenti, l'esistenza di un accordo per compensi a forfait già saldati. Il professionista ha contestato tali copie in modo generico. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso del professionista, confermando che il disconoscimento di copia fotostatica non può avvenire con formule generiche o di stile. Chi contesta la conformità all'originale deve indicare specificamente quali parti differiscono e per quali motivi. Di conseguenza, i documenti prodotti sono pienamente utilizzabili e il professionista non ha diritto ad alcun compenso aggiuntivo, dovendo anche pagare le spese processuali.
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Responsabilità dell’appaltatore: paga chi rifiuta la sicurezza
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso degli eredi di una committente, confermando l'assenza di responsabilità dell'appaltatore per i danni da infiltrazioni d'acqua avvenuti durante il rifacimento di un tetto. La committente aveva infatti rifiutato la posa di una guaina protettiva proposta dall'impresa, preferendo l'uso di semplici teli di nylon rivelatisi inefficaci. La Corte ha inoltre stabilito che l'appaltatore ha diritto al pagamento dei lavori extra ordinati direttamente dalla committente, in base all'articolo 1661 del codice civile, anche se il contratto originario era stato stipulato a forfait. Gli eredi sono stati condannati a pagare le spese di giudizio.
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Tempo tuta: quando va pagato? La Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20787/2024, ha stabilito che il 'tempo tuta', ovvero il tempo necessario per indossare e togliere la divisa sul luogo di lavoro, costituisce orario di lavoro e deve essere retribuito. La Corte ha chiarito che questo diritto sussiste anche per i dipendenti non turnisti, se l'obbligo di indossare la divisa è imposto da ragioni di igiene e sicurezza. Sebbene un pagamento forfettario che includa anche il tempo per il passaggio di consegne sia ritenuto legittimo, la Corte ha cassato la decisione di merito che negava il compenso ad alcuni lavoratori, rinviando la causa per una nuova valutazione.
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Tempo tuta: quando va pagato? La Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20784/2024, ha ribadito che il cosiddetto 'tempo tuta' e il tempo per il passaggio di consegne costituiscono orario di lavoro da retribuire. La Corte ha ritenuto legittima la valutazione forfettaria del tempo per gli infermieri, unificando le due attività. Tuttavia, ha cassato la decisione della Corte d'Appello che negava tale diritto ad altro personale (tecnici, autisti) solo perché non effettuavano passaggi di consegne. Secondo la Suprema Corte, il solo obbligo di indossare la divisa sul luogo di lavoro è sufficiente a far sorgere il diritto alla retribuzione per il tempo necessario, indipendentemente da altre mansioni.
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Riduzione trattamento accessorio: illegittimo il taglio
La Corte di Cassazione ha dichiarato illegittima la riduzione del trattamento accessorio operata da un'azienda sanitaria tramite un taglio forfettario del 30%. La sentenza stabilisce che le norme sul contenimento della spesa pubblica impongono di "cristallizzare" i fondi al livello del 2010 e di ridurli solo in misura proporzionale alla diminuzione del personale, non attraverso tagli lineari e indifferenziati. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione basata su questi principi.
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