\n
LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Diritto Tributario

Pagina 881 di 50

Accertamento induttivo: costi deducibili, ok Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12988/2025, ha stabilito un principio fondamentale in materia di accertamento induttivo basato su indagini finanziarie. A seguito di una pronuncia della Corte Costituzionale, è stato confermato che a fronte di maggiori ricavi presunti derivanti da prelevamenti bancari non giustificati, l'amministrazione finanziaria deve riconoscere una deduzione forfettaria dei costi. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio per un nuovo esame del merito che tenga conto di questo principio.
Continua »
Credito imposta Mezzogiorno: la data che conta
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 13009/2025, ha stabilito un principio fondamentale per accedere al credito d'imposta Mezzogiorno. L'agevolazione spetta solo se l'investimento è avviato dopo il 1° gennaio 2016. Nel caso esaminato, una società di carburanti si è vista negare parte del beneficio perché il progetto era iniziato con un contratto di appalto del 2011, quindi prima della data prevista dalla legge. La Corte ha specificato che per 'avvio' si intende qualsiasi atto giuridico vincolante. Ha invece ritenuto ammissibili le spese per arredi e attrezzature funzionali all'attività complessiva.
Continua »
Frode carosello IVA: onere della prova e indizi
Una società operante nel settore automobilistico è stata accusata di aver partecipato a una frode carosello IVA. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'Amministrazione Finanziaria può dimostrare la consapevolezza della frode da parte del contribuente attraverso elementi indiziari, come l'acquisto di beni a prezzi inferiori a quelli di mercato. Una volta presentati tali indizi, spetta al contribuente l'onere di provare la propria buona fede e la massima diligenza, rovesciando la decisione dei giudici di merito che avevano posto l'intero onere probatorio sull'ente impositore.
Continua »
Credito d’imposta Mezzogiorno: sentenza nulla
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza d'appello per 'motivazione apparente' in un caso relativo al credito d'imposta Mezzogiorno. La controversia riguardava l'ammissibilità di alcuni investimenti e la corretta qualificazione del credito utilizzato. La Corte ha chiarito che anche i beni d'arredo possono essere agevolabili se strumentali all'attività e ha confermato la sanzione più lieve per credito 'non spettante' anziché 'inesistente'.
Continua »
Frode IVA: prova della consapevolezza del cessionario
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13012/2025, ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, chiarendo due principi fondamentali. Primo, la rimessione in termini per un ricorso tardivo è concessa solo per cause eccezionali e non imputabili, escludendo situazioni di mera difficoltà organizzativa. Secondo, in materia di Frode IVA, per negare la detrazione dell'imposta non è richiesta la prova della 'piena conoscenza' della frode da parte dell'acquirente; è sufficiente che l'amministrazione finanziaria dimostri, anche tramite indizi, che l'imprenditore 'sapeva o avrebbe dovuto sapere' dell'evasione, usando l'ordinaria diligenza.
Continua »
Accertamento induttivo: quando è legittimo?
Con una recente ordinanza, la Corte di Cassazione ha stabilito che l'Agenzia delle Entrate può legittimamente procedere con un accertamento induttivo se il contribuente non risponde a un questionario. La mancata collaborazione, infatti, costituisce una presunzione grave che giustifica la ricostruzione del reddito, anche se l'indagine è partita da una discrepanza emersa dagli studi di settore. La Corte ha accolto il ricorso dell'amministrazione finanziaria su questo punto, cassando la precedente sentenza di merito.
Continua »
Accertamento induttivo: quando la contabilità è inattendibile
Una recente ordinanza della Cassazione affronta il tema dell'accertamento induttivo. Il caso riguarda un'azienda sottoposta a verifica fiscale dopo la scoperta di un sistema di sottofatturazione presso un suo fornitore. I giudici di merito avevano annullato l'accertamento per mancanza di presunzioni gravi, precise e concordanti. La Suprema Corte ha ribaltato la decisione, affermando che la presenza di una contabilità parallela rende le scritture ufficiali complessivamente inattendibili. Ciò legittima l'uso dell'accertamento induttivo e delle cosiddette 'presunzioni supersemplici', invertendo l'onere della prova a carico del contribuente, che deve dimostrare la veridicità delle proprie dichiarazioni.
Continua »
Scudo fiscale società: non si estende alla S.r.l.
La Corte di Cassazione ha stabilito che i benefici dello scudo fiscale, attivati da una persona fisica in qualità di 'dominus', non possono essere estesi alla società di capitali da lui controllata. La decisione si fonda sull'interpretazione restrittiva della normativa, che elenca tassativamente i soggetti beneficiari, escludendo le società di capitali come le S.r.l. Di conseguenza, la Corte ha annullato la precedente sentenza favorevole alla società, rinviando il caso alla Corte di Giustizia Tributaria per un nuovo esame.
Continua »
Sottofatturazione e prova presuntiva: la Cassazione
Una società costruttrice contesta un accertamento fiscale per sottofatturazione basato su dichiarazioni di terzi. La Cassazione rigetta il ricorso, confermando che tali dichiarazioni, se corroborate da altri indizi come i movimenti bancari, costituiscono una valida prova presuntiva, anche se i fondi non transitano direttamente sul conto societario ma sono versati ai soci.
Continua »
Ricorso tardivo: conseguenze e inammissibilità
L'Amministrazione Finanziaria ha impugnato una sentenza tributaria favorevole a una società. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso tardivo e quindi inammissibile, poiché notificato oltre il termine di sei mesi più la sospensione feriale. La sentenza di merito è diventata definitiva. Questo caso evidenzia l'importanza del rispetto dei termini per l'impugnazione.
Continua »
Valore in dogana: la responsabilità dello spedizioniere
La Corte di Cassazione chiarisce la responsabilità dello spedizioniere doganale, che agisce come rappresentante indiretto, nel calcolo del valore in dogana. L'ordinanza stabilisce che lo spedizioniere è solidalmente responsabile per i maggiori dazi derivanti dall'omessa inclusione delle royalties nel valore delle merci importate. La Corte sottolinea che la professionalità dello spedizioniere impone un dovere di diligenza nel verificare la documentazione e che le royalties costituiscono 'condizione di vendita', e quindi parte del valore in dogana, quando il titolare del marchio esercita un controllo effettivo sulla produzione e vendita dei beni.
Continua »
Rinuncia al ricorso: come estinguere il giudizio
Una società contribuente, dopo aver visto respinta la sua domanda di definizione agevolata, ha impugnato il diniego in Cassazione. Successivamente, perfezionata la sanatoria per la cartella di pagamento relativa, ha presentato una formale rinuncia al ricorso. L'Agenzia delle entrate ha accettato la rinuncia, portando la Corte di Cassazione a dichiarare l'estinzione del giudizio con compensazione delle spese.
Continua »
Principio di competenza: Cassazione annulla accertamento
La Corte di Cassazione ha annullato un avviso di accertamento fiscale emesso nei confronti di una società e dei suoi soci. La Corte ha stabilito che il giudice di merito ha errato nell'applicare il principio di cassa anziché il principio di competenza, che è inderogabile per la determinazione del reddito d'impresa. Secondo la Suprema Corte, i ricavi devono essere imputati all'esercizio in cui sono economicamente maturati, e non a quello in cui sono stati materialmente incassati.
Continua »
Accertamento induttivo: perdite e gestione antieconomica
Una società di gestione parcheggi, in perdita per anni, subisce un accertamento induttivo. La Cassazione respinge il ricorso, confermando che la gestione palesemente antieconomica, a fronte di costi fissi elevati, costituisce una presunzione grave, precisa e concordante di maggiori ricavi non dichiarati, legittimando l'azione del Fisco.
Continua »
Esenzione IMU immobili merce: Cassazione sospende
Una società costruttrice ha richiesto il rimborso dell'IMU versata nel 2012 per i propri immobili invenduti, sostenendo l'incostituzionalità della norma che non prevedeva l'esenzione IMU immobili merce per quell'anno. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha sospeso il giudizio in attesa della decisione della Corte Costituzionale, chiamata a pronunciarsi sulla medesima questione sollevata da un altro tribunale. La decisione finale sul diritto al rimborso è quindi posticipata.
Continua »
Definizione Agevolata Controversie e rinvio della causa
In un caso riguardante un avviso di accertamento IMU e la successiva ingiunzione di pagamento, una società contribuente ha aderito alla Definizione Agevolata Controversie. La Corte di Cassazione, prima di dichiarare estinto il giudizio, ha emesso un'ordinanza interlocutoria per accertare se l'adesione coprisse entrambe le pretese tributarie oggetto dei distinti ricorsi. Ha quindi rinviato la causa, chiedendo chiarimenti alle parti.
Continua »
Esenzione IMU immobili merce: il caso in Cassazione
Una società immobiliare ha impugnato un avviso di accertamento IMU per immobili invenduti. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha sospeso il giudizio. La decisione finale è rinviata in attesa della pronuncia della Corte Costituzionale sulla legittimità della norma che negava l'esenzione IMU immobili merce per gli anni 2012-2013. La Corte ha inoltre confermato la validità della procura speciale allegata telematicamente al ricorso.
Continua »
Esenzione IMU beni merce: la dichiarazione è d’obbligo
Una società di costruzioni si è vista negare l'esenzione IMU beni merce per alcuni immobili invenduti, poiché non aveva presentato la specifica dichiarazione annuale. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che la presentazione della dichiarazione è un requisito formale indispensabile, a pena di decadenza, per poter usufruire dell'agevolazione fiscale, anche se l'ente comunale è a conoscenza dello stato degli immobili.
Continua »
Termine dilatorio: Cassazione chiarisce le regole
La Corte di Cassazione interviene sul tema del termine dilatorio di 60 giorni previsto dallo Statuto del Contribuente. Con l'ordinanza n. 8361/2025, la Suprema Corte ha cassato una sentenza di merito che aveva annullato un avviso di accertamento per violazione di tale termine. La Corte ha chiarito che anche un semplice accesso per acquisire documenti fa scattare il termine dal momento del rilascio del verbale, e che il giudice deve sempre verificare se l'accertamento si basi sui dati dell'accesso o sia un 'accertamento a tavolino'.
Continua »
Prova contraria redditometro: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4731/2025, ha accolto il ricorso di una contribuente contro un accertamento basato sul "redditometro". La Corte ha chiarito che, per fornire la prova contraria, è sufficiente dimostrare la disponibilità di ulteriori redditi (esenti o già tassati) attraverso idonea documentazione, come gli estratti conto, senza dover provare la specifica destinazione di tali somme a coprire le spese contestate. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio per non aver analizzato la documentazione prodotta e per aver applicato un principio errato, richiedendo una prova di correlazione diretta non prevista dalla legge.
Continua »