La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità della richiesta di riparazione per ingiusta detenzione avanzata da un commerciante assolto in sede penale. Nonostante l'assoluzione nel merito, i giudici hanno ravvisato una colpa grave nella condotta del ricorrente, il quale aveva sollecitato analisi urgenti a un laboratorio privato pur sapendo che non era attrezzato per rilevare correttamente le tossine cancerogene nel grano. Tale comportamento, unito a dichiarazioni mendaci rese durante l'interrogatorio di garanzia, ha indotto l'autorità giudiziaria in errore, creando una falsa apparenza di colpevolezza che ha giustificato la misura cautelare.
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