La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 28343/2025, affronta un caso di estorsione scaturito da una banale controversia stradale. La Corte rigetta il ricorso dell'imputato, che chiedeva una nuova valutazione dei fatti, e ribadisce un principio fondamentale: ai fini del reato, è irrilevante che il male minacciato sia reale o immaginario. Ciò che conta è l'effetto coercitivo sulla vittima, ovvero che la rappresentazione intimidatoria sia percepita come seria ed effettiva. La minaccia immaginaria, quindi, integra il reato quando produce un reale effetto di intimidazione.
Continua »