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Unanimità per Modifica Contratto Sociale: Cassazione conferma nullità nomina

Un socio ha impugnato la nomina di un altro socio come amministratore unico di una società di fatto. Egli sosteneva che tale decisione rappresentava una modifica del contratto sociale e richiedeva l’unanimità dei consensi, non la semplice maggioranza. La Corte d’Appello ha accolto il suo ricorso, dichiarando nulla la nomina. La Corte di Cassazione ha confermato questa impostazione, dichiarando inammissibile il ricorso degli altri soci. La sentenza ribadisce che le modifiche al contratto sociale di una società di fatto, specialmente quelle che riguardano la nomina di un amministratore designato nell’atto costitutivo, necessitano del consenso di tutti i soci.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 1 Num. 20156 Anno 2022
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Pubblicato il 4 settembre 2026 in Diritto Societario, Giurisprudenza Civile

L’importanza dell’unanimità per la Modifica del contratto sociale nelle società di fatto

Le società di fatto rappresentano una realtà diffusa nel panorama imprenditoriale italiano. Spesso nascono da accordi informali tra soci. Tuttavia, anche in queste forme societarie, le decisioni importanti richiedono regole precise. Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha chiarito un aspetto fondamentale: la necessità dell’unanimità dei consensi per la modifica del contratto sociale, soprattutto quando si tratta della nomina di un amministratore. Questo principio tutela tutti i soci e garantisce la stabilità degli accordi originari.

Il caso: la nomina dell’amministratore e la Modifica del contratto sociale

La vicenda ha avuto origine dall’impugnazione di una decisione assembleare. Un socio aveva contestato la nomina di un suo fratello come amministratore unico di una società di fatto. Secondo il socio, questa nomina non era valida. Egli sosteneva che la decisione modificava il contratto sociale della società. Per una modifica così importante, era necessario il consenso di tutti i soci, non solo della maggioranza.

La società di fatto era stata costituita con scritture private. Queste scritture definivano le regole e gli accordi tra i soci. La nomina di un amministratore, soprattutto se designato nell’atto costitutivo, è una questione centrale. Essa incide profondamente sulla gestione e sulla rappresentanza della società.

La decisione della Corte d’Appello

Il Tribunale di primo grado aveva inizialmente dichiarato inammissibile la domanda del socio. Aveva invece accolto la richiesta degli altri soci. Questi ultimi chiedevano di accertare la validità della nomina. Ordinavano anche al socio contestatore di consegnare le scritture contabili e di immettere il nuovo amministratore nel possesso dell’azienda.

Il socio ha proposto appello contro questa decisione. La Corte d’Appello ha ribaltato la sentenza di primo grado. Ha accolto il ricorso del socio e ha dichiarato la nullità della deliberazione assembleare. In particolare, ha annullato la nomina dell’amministratore. La Corte d’Appello ha ritenuto che la società di fatto esistesse. Essa era stata istituita con scritture private. Ha anche stabilito che per le decisioni ordinarie si usava il metodo assembleare e il principio maggioritario. Tuttavia, per una modifica del contratto sociale, come la nomina di un amministratore, era necessario il consenso unanime di tutti i soci. Uno dei soci si era opposto a questa nomina. Per questo motivo, la deliberazione era nulla.

Il ricorso in Cassazione e la questione della Modifica del contratto sociale

Gli altri soci, non soddisfatti della decisione della Corte d’Appello, hanno presentato ricorso in Cassazione. Essi contestavano l’interpretazione della Corte d’Appello. Sostenevano che il principio maggioritario dovesse valere anche per la nomina dell’amministratore. Affermavano che la Corte d’Appello avesse violato o applicato male l’articolo 2252 del Codice Civile. Questo articolo riguarda le modifiche del contratto sociale.

I ricorrenti cercavano di dimostrare che la nomina di un nuovo amministratore non richiedesse l’unanimità. Essi ritenevano che la decisione rientrasse nell’ordinaria gestione. La Cassazione ha esaminato attentamente tutti i motivi di ricorso presentati.

Le motivazioni: l’unanimità per la Modifica del contratto sociale

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha confermato pienamente la decisione della Corte d’Appello. La Cassazione ha ribadito un principio fondamentale. L’articolo 2252 del Codice Civile stabilisce che il contratto sociale può essere modificato solo con il consenso di tutti i soci. Questo vale a meno che non sia stato pattuito diversamente.

Nel caso specifico, la nomina dell’amministratore era avvenuta con l’atto costitutivo della società. La sua sostituzione, quindi, rappresentava una vera e propria modifica del contratto sociale. Per questo tipo di decisione, non bastava la maggioranza. Era indispensabile l’unanimità dei consensi di tutti i soci. La Corte ha precisato che il principio maggioritario si applica solo alle decisioni ordinarie di gestione. Non si estende alle modifiche statutarie o del contratto sociale. La Corte d’Appello aveva correttamente interpretato le scritture private. Aveva distinto tra decisioni di gestione e modifiche sostanziali.

Le conclusioni: la tutela degli accordi originari e la Modifica del contratto sociale

La Corte di Cassazione ha quindi respinto il ricorso degli altri soci. Ha confermato la nullità della nomina dell’amministratore. La decisione sottolinea l’importanza degli accordi originari tra i soci. Questi accordi, anche in una società di fatto, hanno un valore vincolante. Ogni modifica sostanziale richiede il consenso di tutti. Questo principio protegge i soci da decisioni che potrebbero alterare l’equilibrio iniziale della società. La sentenza chiarisce che la nomina di un amministratore, se prevista nell’atto costitutivo, non è una semplice decisione gestionale. È una modifica profonda che necessita di un accordo unanime. I ricorrenti sono stati condannati a pagare le spese legali.

Cos’è una società di fatto?
Una società di fatto è un’attività economica svolta in comune da più persone, anche senza un atto formale di costituzione, ma con un accordo implicito o esplicito tra i soci.

Quando è necessaria l’unanimità dei soci per le decisioni in una società di fatto?
L’unanimità dei soci è necessaria per le modifiche del contratto sociale, come la nomina o la revoca di un amministratore designato nell’atto costitutivo, a meno che non sia stato pattuito diversamente.

Qual è la differenza tra decisioni ordinarie e modifiche del contratto sociale?
Le decisioni ordinarie di gestione possono essere prese a maggioranza, mentre le modifiche del contratto sociale, che alterano gli accordi fondamentali della società, richiedono il consenso di tutti i soci.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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