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Somministrazione lavoro solidarietà: chi paga i debiti?

La Corte d’Appello di Milano ha confermato la condanna in solido tra un’agenzia di somministrazione e un’impresa utilizzatrice per il pagamento di straordinari, indennità di mensa e trasporto a un operaio edile. Il caso evidenzia come la somministrazione lavoro solidarietà operi indipendentemente dalle mancanze comunicative tra i co-obbligati.

Riferimento:
SENTENZA CORTE DI APPELLO DI MILANO N. 398 2026 - N. R.G. 00000013 2026 DEPOSITO MINUTA 23 04 2026 PUBBLICAZIONE 23 04 2026
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Responsabilità nella somministrazione lavoro solidarietà

Nel mercato occupazionale odierno, la disciplina della somministrazione lavoro solidarietà rappresenta una garanzia fondamentale per i lavoratori, assicurando che le retribuzioni e i contributi siano sempre protetti. Una recente sentenza della Corte d’Appello di Milano ha fatto luce su come tale principio operi concretamente, specialmente quando sorgono controversie tra l’agenzia fornitrice e l’impresa che utilizza la prestazione lavorativa.

Il caso: crediti di lavoro e contestazioni tra società

Un lavoratore, impiegato come operaio nel settore edile attraverso un contratto di somministrazione, ha convenuto in giudizio sia l’agenzia di somministrazione che l’impresa utilizzatrice. Oggetto della richiesta erano differenze retributive per lavoro straordinario, indennità di trasporto e indennità di mensa previste dalla contrattazione collettiva.

Il Tribunale di primo grado aveva accolto le domande del lavoratore, condannando entrambe le società in solido. L’agenzia di somministrazione ha proposto appello, sostenendo di non essere responsabile degli straordinari poiché l’utilizzatrice non glieli aveva mai comunicati. Dal canto suo, l’impresa utilizzatrice contestava l’effettivo svolgimento delle ore extra, ritenendo le prove testimoniali inattendibili.

L’applicazione della somministrazione lavoro solidarietà

La Corte d’Appello ha rigettato entrambi i gravami, confermando integralmente la decisione di primo grado. Il punto centrale della decisione riguarda l’inderogabilità della somministrazione lavoro solidarietà prevista dall’art. 35 del D.Lgs. 81/2015. Secondo i giudici, il lavoratore ha il diritto di richiedere il pagamento indifferentemente a entrambi i soggetti, i quali restano obbligati verso di lui a prescindere dai loro accordi interni o da eventuali errori di comunicazione sui dati delle presenze.

Le testimonianze raccolte dai capi-cantiere sono state ritenute decisive per provare lo straordinario, in quanto soggetti non interessati direttamente alla causa. Inoltre, è stato confermato il diritto dell’agenzia di essere manlevata dall’utilizzatrice per le indennità che, per contratto, erano a carico di quest’ultima.

Implicazioni pratiche per imprese e lavoratori

Questa sentenza chiarisce che la mancanza di coordinamento tra agenzia e utilizzatore non può pregiudicare il diritto del dipendente a ricevere quanto dovuto. Per le aziende, ciò significa che è essenziale monitorare con estrema precisione i flussi comunicativi e i rapportini di lavoro, poiché l’obbligo solidale non viene meno anche in caso di omissioni o contestazioni successive sulla quantità di lavoro prestato.

Le motivazioni

La Corte ha motivato la decisione sottolineando che l’obbligo solidale tra somministratore e utilizzatore è sancito dalla legge per garantire la parità di trattamento e la tutela del credito retributivo. Il fatto che l’utilizzatrice non abbia comunicato correttamente le ore di straordinario all’agenzia è un fatto interno al rapporto tra le due società che non può essere opposto al lavoratore. Inoltre, la Corte ha rilevato che le contestazioni sui conteggi erano generiche e non supportate da prove contrarie idonee a superare le risultanze delle testimonianze e dei conteggi analitici presentati dal ricorrente.

Le conclusioni

In conclusione, la sentenza conferma la solidità dell’impianto protettivo della somministrazione di lavoro. Entrambe le società sono state condannate al pagamento in solido delle differenze per straordinari e indennità, oltre alla rifusione delle spese legali. Resta fermo il diritto di manleva dell’agenzia nei confronti dell’utilizzatrice per le somme che, secondo gli accordi commerciali, dovevano gravare su quest’ultima, inclusi gli accessori di legge come rivalutazione e interessi.

Cosa succede se l’impresa utilizzatrice non comunica gli straordinari all’agenzia?
L’agenzia rimane comunque obbligata in solido verso il lavoratore per il pagamento delle ore svolte, ferma restando la possibilità di rivalersi successivamente sull’impresa utilizzatrice.

È possibile essere pagati per gli straordinari basandosi solo sulle testimonianze?
Sì, se le testimonianze sono ritenute attendibili e precise, specialmente se provenienti da soggetti terzi come capi-cantiere non coinvolti in cause analoghe.

Chi deve pagare le indennità di mensa e trasporto nella somministrazione?
Entrambi i soggetti sono responsabili in solido verso il lavoratore, ma l’agenzia può ottenere la manleva dall’impresa utilizzatrice se il contratto commerciale le pone a carico di quest’ultima.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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