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Diritto di Famiglia

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Permesso di soggiorno per minori: la Cassazione decide
Una coppia di cittadini stranieri si è vista negare il permesso di soggiorno temporaneo richiesto per tutelare il figlio minore nato in Italia. La Corte di Appello aveva motivato il diniego sulla base della tenera età del bambino, ritenuta insufficiente a dimostrare un radicamento sul territorio. La Corte di Cassazione ha annullato questa decisione, stabilendo che per un minore presente in Italia, e a maggior ragione se nato qui, il radicamento si presume. I giudici di merito hanno il dovere di condurre un'indagine concreta e non basarsi su valutazioni astratte, considerando tutti gli sforzi di integrazione della famiglia e il potenziale danno derivante da un eventuale sradicamento.
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Spese straordinarie figli: quando serve l’accordo?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19532/2023, ha stabilito che le spese per l'alloggio universitario dei figli rientrano tra le spese straordinarie. Se il provvedimento di divorzio le subordina a un accordo preventivo tra i genitori, la semplice conoscenza della scelta universitaria da parte di un genitore non è sufficiente a far sorgere l'obbligo di rimborso in assenza di un consenso esplicito sulle spese.
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Addebito separazione: la Cassazione chiarisce i limiti
Una donna ricorre in Cassazione dopo il rigetto della sua richiesta di addebito separazione e di mantenimento. Adduce l'esistenza di procedimenti penali contro il marito e vari vizi procedurali. La Corte Suprema respinge il ricorso, ribadendo che il giudice civile deve valutare autonomamente la causa della crisi coniugale. È stato accertato che i comportamenti del marito erano una conseguenza, e non la causa, di una crisi già in atto, escludendo così l'addebito.
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Sospensione feriale mantenimento: la Cassazione decide
Un padre ricorre in Cassazione per modificare il collocamento e l'assegno per il figlio. La Corte dichiara il ricorso inammissibile per tardività, stabilendo un principio chiave sulla sospensione feriale mantenimento: le cause relative a obbligazioni alimentari, incluse quelle per i figli, sono urgenti e non soggette alla sospensione dei termini processuali, neanche se connesse ad altre questioni familiari.
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Assegno di mantenimento: la motivazione è obbligatoria
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione della Corte d'Appello relativa alla modifica delle condizioni di divorzio. Il caso riguardava la determinazione dell'assegno di mantenimento per il figlio. La Suprema Corte ha stabilito che la quantificazione del contributo economico non può basarsi su un generico richiamo agli atti, ma richiede una motivazione esplicita e dettagliata che analizzi comparativamente le condizioni economiche di entrambi i genitori. Inoltre, ha ribadito che l'invito del giudice a intraprendere un percorso psicoterapeutico, anche se non obbligatorio, costituisce un'indebita ingerenza nella libertà di autodeterminazione della persona.
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Assegno di mantenimento: quando è negato?
La Corte di Cassazione ha negato il diritto all'assegno di mantenimento a una ex moglie, considerata giovane e in grado di lavorare, che aveva rifiutato un percorso di inserimento lavorativo. La Corte ha stabilito che l'aiuto economico fornito dai genitori al coniuge obbligato non costituisce reddito e ha ritenuto inammissibile la richiesta di rivalutare in Cassazione le prove sul reddito (buste paga) dell'ex marito.
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Tutore straniero: quando la nomina consolare è valida
La Corte di Cassazione ha stabilito che un minore ucraino, giunto in Italia a causa del conflitto e assistito da una persona nominata tutore dal Consolato ucraino, non può essere considerato un Minore Straniero Non Accompagnato (MSNA). La sentenza chiarisce che la nomina effettuata da un'autorità consolare è un atto di diritto pubblico che deve essere riconosciuto, prevalendo sulle procedure nazionali di tutela per i MSNA. Di conseguenza, il provvedimento di nomina di un tutore straniero da parte del Consolato è stato dichiarato efficace in Italia, annullando la precedente nomina di un tutore italiano da parte del Tribunale per i Minorenni.
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Assegno di mantenimento: il nuovo nucleo familiare
Un padre ricorre in Cassazione per la riduzione dell'assegno di mantenimento per il figlio, adducendo come motivazione la formazione di un nuovo nucleo familiare e l'accensione di un mutuo. La Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che la nascita di un nuovo figlio è solo uno dei tanti elementi da considerare nella valutazione comparativa delle condizioni economiche dei genitori, e non è un fattore che determina automaticamente una riduzione dell'assegno.
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Assegno divorzile: la prova del sacrificio è cruciale
Con l'ordinanza n. 17144/2023, la Corte di Cassazione ha cassato una sentenza che riconosceva un assegno divorzile con funzione compensativa all'ex moglie, nonostante questa non avesse provato di aver sacrificato opportunità professionali per la famiglia. La Corte ha chiarito che il solo divario reddituale e la durata del matrimonio non sono sufficienti. È onere del coniuge richiedente dimostrare concretamente le rinunce lavorative subite per aver diritto a un assegno con finalità perequativa, correttivo di uno spostamento patrimoniale ingiustificato. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Comunione de residuo: i crediti non riscossi
Una donna citava in giudizio l'ex coniuge per ottenere la sua quota del 50% su somme prelevate da conti comuni, sul TFR percepito dal marito e su compensi professionali maturati da quest'ultimo. La Corte d'Appello respingeva tutte le domande, ritenendo prescritti i crediti relativi ai prelievi e al TFR, e infondata la pretesa sui compensi professionali poiché non ancora riscossi al momento dello scioglimento della comunione. La Corte di Cassazione, intervenendo sulla questione, ha accolto parzialmente il ricorso della donna. Ha stabilito un principio fondamentale sulla comunione de residuo: i proventi dell'attività separata di un coniuge, come i crediti professionali, rientrano nella comunione al momento del suo scioglimento, anche se non sono stati ancora materialmente percepiti e non sono ancora esigibili. Pertanto, ha cassato la sentenza d'appello su questo punto, rinviando la causa per un nuovo esame.
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Obbligazione naturale coppia: quando non c’è rimborso
Un uomo ha chiesto alla sua ex partner la restituzione di ingenti somme versate durante la convivenza per la casa familiare. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che tali versamenti rientrano nell'ambito dell'obbligazione naturale, un dovere morale di solidarietà che non genera un diritto al rimborso, a patto che sia proporzionato alle capacità economiche e ai bisogni della famiglia.
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Accertamento età minore straniero: documento vince
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio cruciale per l'accertamento età minore straniero non accompagnato. Un documento anagrafico, anche se suscita dubbi, ha la priorità sull'esame medico. Quest'ultimo è considerato 'extrema ratio'. Se il dubbio sull'età persiste, deve prevalere la presunzione di minore età. La Corte ha annullato la decisione di merito che aveva privilegiato l'esito di un accertamento socio-sanitario rispetto a un documento di nascita presentato dal ragazzo, rinviando il caso per un nuovo esame.
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Delibazione sentenza ecclesiastica: No se l’altro ignora
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15142/2023, ha negato la delibazione di una sentenza ecclesiastica di nullità matrimoniale. La decisione si fonda sulla violazione dell'ordine pubblico, in quanto la moglie non era a conoscenza della condizione apposta dal marito alla validità del matrimonio (un futuro cambiamento del suo comportamento). La Corte ha ribadito che la tutela della buona fede e dell'affidamento incolpevole dell'altro coniuge è un principio fondamentale che osta al riconoscimento della sentenza canonica, se la riserva mentale non è stata manifestata o resa conoscibile.
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Dichiarazione di adottabilità: contraddittorio essenziale
Un padre, detenuto, si oppone alla dichiarazione di adottabilità dei suoi figli. La madre è assente. La Corte di Cassazione annulla la decisione per vizi procedurali: la madre, parte necessaria del processo, non è stata coinvolta nel giudizio di appello (mancata integrazione del contraddittorio). Inoltre, la Corte ha ritenuto invalide le ragioni per cui era stata respinta la richiesta del padre di riconoscere la paternità di uno dei figli e ha giudicato la motivazione sullo stato di abbandono troppo generica.
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Obbligo mantenimento ascendenti: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione conferma l'obbligo di mantenimento degli ascendenti (nonni) nei confronti della nipote, a fronte del persistente e volontario inadempimento del padre, resosi irreperibile, e delle insufficienti capacità economiche della madre. L'ordinanza chiarisce che tale obbligo non è una surroga di quello paterno, ma una responsabilità sussidiaria che scatta quando entrambi i genitori non sono in grado di provvedere pienamente alle esigenze del minore. Pertanto, l'obbligo mantenimento ascendenti è stato ritenuto operante.
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Addebito separazione malattia: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che la malattia psichiatrica di un coniuge non esclude automaticamente l'addebito della separazione. Con l'ordinanza 10711/2023, ha cassato la decisione di merito che negava l'addebito a una moglie affetta da disturbo bipolare, ritenendo che il giudice debba sempre valutare concretamente la sua capacità di intendere e di volere al momento dei fatti. La mera diagnosi non basta a giustificare comportamenti contrari ai doveri coniugali, specialmente se violenti. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Indennità di accompagnamento e assegno di mantenimento
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10423/2023, ha stabilito che l'erogazione dell'indennità di accompagnamento in favore del figlio disabile non costituisce una circostanza idonea a giustificare la riduzione dell'assegno di mantenimento a carico del genitore. Tale prestazione ha natura assistenziale e non reddituale, essendo finalizzata a coprire le spese straordinarie legate alla disabilità e non a sollevare i genitori dai loro obblighi di mantenimento ordinario.
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Donazione modale: quando esclude l’obbligo alimentare
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una sorella contro il fratello, confermando che quest'ultimo non era tenuto a versare gli alimenti alla vedova del padre. La decisione si basa sul principio della donazione modale: poiché i beni ricevuti in donazione erano gravati da debiti di valore superiore, il valore netto della liberalità era negativo, annullando così l'obbligo alimentare previsto dalla legge.
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Assegno divorzile: contano anche i patrimoni nascosti
La Cassazione ha stabilito che per il calcolo dell'assegno divorzile si deve considerare l'intero patrimonio dell'ex coniuge, incluse partecipazioni societarie e immobili, non solo il reddito dichiarato. La Corte ha accolto il ricorso di una ex moglie, che lamentava la mancata valutazione della reale capacità economica del marito, annullando la decisione della Corte d'Appello e rinviando per una nuova valutazione.
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Assegno divorzile compensativo: quando non è dovuto
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9512/2023, ha stabilito un principio fondamentale in materia di assegno divorzile compensativo. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva concesso l'assegno a una ex coniuge, senza prima verificare se il suo cospicuo patrimonio personale, accumulato durante il matrimonio, fosse stato formato con i redditi dell'altro coniuge. In tal caso, il suo contributo alla vita familiare sarebbe già stato compensato, escludendo il diritto all'assegno.
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