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Diritto Bancario

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Interessi convenzionali bancari: la prova scritta
La Corte d'Appello di Napoli ha stabilito che gli interessi convenzionali bancari sono applicabili solo se supportati da prova scritta. In assenza di specifica accettazione del cliente, le modifiche unilaterali peggiorative delle condizioni economiche sono nulle. La decisione ha portato al ricalcolo del debito di una società basato sui tassi pattuiti originariamente.
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Contratto bancario nullo: assenza di forma scritta
La Corte d'Appello ha confermato la dichiarazione di contratto bancario nullo relativamente a un conto anticipi privo di sottoscrizione autonoma o di rinvio specifico nel contratto quadro. La sentenza affronta anche il rigetto della rimessione in termini per deposito telematico incompleto, ribadendo la necessità delle quattro ricevute PEC per provare il contenuto dell'invio.
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Estinzione del processo: cosa accade se le parti mancano
La Corte d'Appello di Napoli ha dichiarato l'estinzione del processo in una causa bancaria a seguito della mancata comparizione delle parti a due udienze consecutive. Dopo una composizione bonaria stragiudiziale, l'inattività processuale ha portato alla cancellazione della causa dal ruolo, applicando gli articoli 181 e 309 c.p.c.
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Recupero credito Fondo Garanzia: la riscossione
La Corte d'Appello di Napoli ha confermato la validità del recupero credito Fondo Garanzia tramite procedura esattoriale. Un garante aveva impugnato il pignoramento, contestando la prova del pagamento del Fondo alla banca e l'uso della cartella esattoriale. I giudici hanno stabilito che il Fondo, subentrando nel credito in via privilegiata, può legittimamente utilizzare l'iscrizione a ruolo per il recupero delle somme.
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Istanza di verificazione: la guida alla validità
La Corte d'Appello ha confermato la validità di alcune fideiussioni bancarie nonostante il tentativo dei garanti di disconoscere le proprie firme. Il cuore della sentenza riguarda l'istanza di verificazione, che i giudici hanno ritenuto tempestiva e valida anche se presentata nella comparsa di costituzione, chiarendo che non occorrono formule predefinite per manifestare la volontà di avvalersi di un documento contestato.
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Cessazione della materia del contendere in appello
La Corte di Appello ha dichiarato la cessazione della materia del contendere in una complessa controversia bancaria. Dopo una sentenza di primo grado che aveva rideterminato il debito per usura e anatocismo, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo dinanzi al consulente tecnico d'ufficio. Il verbale di conciliazione è diventato titolo esecutivo, risolvendo definitivamente la lite e annullando gli effetti della pronuncia precedente.
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Cessione del credito: prova della condizione sospensiva
La Corte d'Appello ha confermato l'inammissibilità del ricorso di una società finanziaria riguardante una cessione del credito. Il primo giudice aveva revocato un decreto ingiuntivo poiché la società non aveva provato l'avveramento della condizione sospensiva relativa al pagamento del prezzo di acquisto del credito. La Corte ha ribadito che l'onere della prova ricade sul cessionario.
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Polizza perdita impiego: quando spetta l’indennizzo
La Corte d'Appello di Napoli ha negato l'indennizzo di una polizza perdita impiego a un lavoratore il cui contratto era giunto a scadenza naturale. Il tribunale ha stabilito che l'evento assicurato deve essere incerto, mentre il termine di un contratto è un evento prevedibile che esclude l'aleatorietà tipica del contratto di assicurazione.
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Anatocismo bancario: nullità della capitalizzazione
La Corte d'Appello ha parzialmente riformato una decisione di primo grado, rilevando la nullità delle clausole di anatocismo bancario in diversi contratti di conto corrente. Sebbene la Corte abbia rigettato le eccezioni di usura e di nullità delle fideiussioni per motivi probatori, ha accolto il ricalcolo dei saldi eliminando la capitalizzazione degli interessi passivi non correttamente pattuita, riducendo sensibilmente l'esposizione debitoria dei correntisti.
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Fideiussione leasing: calcolo penale e validità
La Corte d'Appello ha esaminato un caso di fideiussione leasing in cui un garante contestava la validità della garanzia per presunte violazioni antitrust (schema ABI) e l'importo del debito richiesto. La Corte ha confermato la validità della garanzia, ma ha drasticamente ridotto l'importo della penale per la risoluzione del contratto, applicando per analogia l'art. 1526 c.c. anziché la legge del 2017, non ritenuta retroattiva.
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Interessi moratori 231: prova e costi di recupero
La Corte d'Appello conferma che gli interessi moratori 231 si applicano automaticamente ai ritardi della Pubblica Amministrazione. Il creditore deve provare il rapporto contrattuale, ma il pagamento della sorte capitale da parte dell'ente costituisce ammissione del debito. Confermata l'indennità forfettaria di 40 euro per ogni singola fattura.
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Fideiussione coobbligato: i limiti della decadenza
La Corte d'Appello ha stabilito che un soggetto definito come coobbligato in un contratto di finanziamento, se privo di interesse diretto nel prestito, deve essere qualificato come garante. In presenza di una fideiussione coobbligato, il creditore deve agire giudizialmente contro il debitore principale entro sei mesi dalla scadenza dell'obbligazione, pena la decadenza del diritto verso il garante.
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Frode informatica bancaria: la banca deve rimborsare
La Corte d'Appello ha confermato la condanna di un istituto di credito al rimborso di 50.000 euro sottratti a un cliente tramite malware. Il caso riguarda una frode informatica bancaria di tipo man in the browser, in cui un bonifico è stato deviato su un IBAN differente. I giudici hanno stabilito che la banca non ha fornito prove sufficienti della colpa grave del correntista né della sicurezza dei propri sistemi interni.
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Revocatoria fallimentare contributi statali e immunità
La Corte d'Appello ha respinto la richiesta di revocatoria fallimentare contributi statali promossa da una società in amministrazione straordinaria. Il caso riguardava pagamenti effettuati da un ente pubblico direttamente a un istituto bancario per forniture nazionali. La decisione conferma che tali somme sono protette da un vincolo legislativo di impignorabilità e irrevocabilità, garantendo la stabilità dei finanziamenti legati a opere di interesse pubblico.
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Surrogazione per pagamento: guida al risarcimento
Il Tribunale analizza un caso in cui una società finanziaria, dopo aver risarcito una cliente per la distrazione di somme da parte di un promotore infedele, agisce tramite surrogazione per pagamento per recuperare l'importo. Il giudice accerta la responsabilità del consulente basandosi su prove documentali e sull'esito dell'interrogatorio formale, condannandolo al pagamento di 90.000 euro.
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Fideiussione consumatore: quando la garanzia è nulla
Il Tribunale ha annullato un decreto ingiuntivo basato su una fideiussione consumatore. I garanti sono stati qualificati come consumatori poiché privi di legami professionali attivi con la società debitrice. La sentenza dichiara nulle le clausole vessatorie che derogavano ai termini di legge per l'escussione della garanzia, portando alla decadenza del diritto del creditore per inattività prolungata.
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Surrogazione per pagamento: responsabilità consulente
Il caso analizza una complessa vicenda di intermediazione finanziaria in cui una società, dopo aver risarcito gli investitori per gli illeciti di un consulente, agisce tramite surrogazione per pagamento. Il tribunale ha accertato la responsabilità del professionista per l'indebita appropriazione di assegni, confermando il diritto del soggetto subentrante al rimborso integrale delle somme corrisposte a titolo risarcitorio.
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Cessione crediti in blocco: prova e servicer
Il Tribunale di Ancona ha rigettato l'opposizione di un garante riguardante una cessione crediti in blocco. Anche se la procedura esecutiva era stata estinta per vizi formali, la corte ha confermato che la titolarità del credito è validamente provata tramite l'avviso in Gazzetta Ufficiale e codici identificativi. Inoltre, la mancata iscrizione del servicer all'albo ex art. 106 TUB non inficia l'azione esecutiva civile.
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Fideiussione omnibus: validità e termini di decadenza
La Corte d'Appello ha confermato la validità di una fideiussione omnibus, rigettando l'eccezione di decadenza sollevata dal garante. I giudici hanno stabilito che l'istituto di credito ha agito tempestivamente entro i sei mesi previsti, utilizzando correttamente la clausola di pagamento a semplice richiesta. La sentenza chiarisce inoltre che la qualità di consumatore del garante deve essere provata autonomamente e non deriva automaticamente da quella del debitore principale.
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Legittimazione attiva cessione crediti: prova e onere
Il Tribunale ha accolto l'opposizione a un decreto ingiuntivo rilevando il difetto di legittimazione attiva cessione crediti. La società cessionaria non ha fornito prova sufficiente dell'inclusione dello specifico credito nel contratto di cessione in blocco, rendendo inefficace l'azione monitoria contro il garante.
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