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Legge n. 724 del 1994, art. 39

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Condono edilizio e finto frazionamento: la demolizione resta
I comproprietari di un immobile abusivo hanno impugnato l'ordine di demolizione, sostenendo di aver ottenuto un permesso in sanatoria dal Comune. Per superare i limiti volumetrici imposti dalla legge, i soggetti avevano presentato diverse domande separate per singole porzioni dello stesso edificio. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando che il limite volumetrico di 750 metri cubi previsto per il condono edilizio non può essere aggirato attraverso il frazionamento fittizio di un unico fabbricato riconducibile a un solo proprietario. Di conseguenza, i ricorsi sono stati respinti, con la condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria, lasciando l'ordine di demolizione pienamente efficace.
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Frazionamento Illecito Condono: No alla Sanatoria Furbetta
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale in materia di abusi edilizi. È illegittimo il cosiddetto 'frazionamento illecito per il condono edilizio', ovvero la pratica di dividere un unico grande immobile abusivo in più unità piccole per rientrare nei limiti di volume previsti dalla legge per la sanatoria. Nel caso specifico, i proprietari di sei unità immobiliari, derivanti da un unico edificio, avevano ottenuto il condono. La Corte ha annullato la decisione che revocava l'ordine di demolizione, affermando che la valutazione sulla legittimità del condono deve considerare il volume totale dell'edificio originario, non quello delle singole porzioni create artificiosamente. La questione torna al Tribunale per una nuova valutazione.
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Nullità compravendita immobiliare: la guida completa
Un acquirente ha comprato un immobile con un mutuo bancario, scoprendo solo dopo che era frutto di un abuso edilizio e che i permessi citati nell'atto erano basati su documenti falsi. Le corti di merito hanno dichiarato la nullità della compravendita immobiliare e, di conseguenza, anche del collegato contratto di mutuo. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, specificando che una dichiarazione falsa sui titoli edilizi equivale a un'omessa dichiarazione, causando la nullità del contratto per proteggere la regolarità del traffico giuridico immobiliare.
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Condono edilizio: il rustico non basta senza muri
La Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso contro un ordine di demolizione, ribadendo che per il condono edilizio un immobile deve essere completato "al rustico", inclusi i muri perimetrali, entro la data di legge. Lavori successivi che creano nuovo volume, anche dopo un sequestro, non sono sanabili.
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Ordine di demolizione: quando è inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 14123/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un ordine di demolizione per una costruzione abusiva in area vincolata. La Corte ha stabilito che il permesso di costruire in sanatoria rilasciato dal Comune non poteva fermare la demolizione, in quanto illegittimo. La normativa nazionale, infatti, non consente il condono per abusi edilizi di tale rilevanza in zone soggette a tutela ambientale. I motivi del ricorso, inclusa la violazione del diritto all'abitazione, sono stati ritenuti generici e infondati.
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Condono Edilizio: Limiti e Frazionamento Abusivo
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di demolizione, stabilendo che il frazionamento artificioso di un unico immobile in più domande di condono edilizio per aggirare i limiti volumetrici è illegittimo. I permessi di condono, ottenuti da soggetti non proprietari e senza titolo, sono stati ritenuti inefficaci dal giudice penale, il quale ha confermato l'ordine di demolizione per l'edificio abusivo che superava ampiamente la cubatura massima consentita.
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Concessione in sanatoria: perché è illegittima?
La Cassazione conferma la demolizione di un immobile abusivo, dichiarando illegittima la concessione in sanatoria ottenuta. La Corte ha stabilito che il permesso è nullo per tardiva presentazione della documentazione, difformità tra l'opera sanata e quella realizzata, e assenza del fondamentale nulla osta paesistico in area vincolata.
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Ordine di demolizione: l’acquirente in buona fede paga
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che revocava un ordine di demolizione per un grande edificio abusivo, successivamente frazionato e venduto a terzi. La Corte ha stabilito che l'ordine di demolizione ha natura "reale", cioè segue l'immobile e non la persona, ed è quindi esecutivo anche nei confronti dell'acquirente in buona fede. Inoltre, ha ritenuto illegittimo il condono edilizio ottenuto tramite un artificioso frazionamento dell'immobile, sottolineando il dovere del giudice dell'esecuzione di verificare la legittimità sostanziale del titolo sanante.
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