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legge n. 225 del 2016

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99 provvedimenti

Opposizione intimazione pagamento: la rateizzazione vince
Una società ha presentato opposizione a un'intimazione di pagamento, lamentando la mancata notifica degli atti presupposti e l'intervenuta prescrizione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo principi cruciali: l'errata qualificazione del ricorso in primo grado va contestata con ricorso per cassazione e non con l'appello. Inoltre, la richiesta di rateizzazione del debito costituisce un atto ricognitivo che interrompe la prescrizione, rendendo vana la successiva opposizione intimazione pagamento su tale base.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio
Una società di ristorazione impugna un avviso di accertamento fiscale. Durante il giudizio in Cassazione, aderisce alla "Definizione agevolata" pagando le somme dovute. La Corte Suprema dichiara l'estinzione del giudizio, stabilendo che la richiesta di improcedibilità per carenza di interesse, avanzata dalla società, equivale alla rinuncia al ricorso richiesta dalla legge sulla definizione agevolata, rendendo automatica la chiusura del contenzioso.
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Definizione agevolata: stop al processo e spese compensate
Una contribuente, dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio contro un avviso di accertamento fiscale, ricorre in Cassazione. Durante il procedimento, aderisce alla definizione agevolata delle liti pendenti. La Corte Suprema, prendendo atto della scelta, dichiara l'estinzione del giudizio per sopravvenuta carenza di interesse e dispone la compensazione integrale delle spese legali. La decisione si fonda sul principio che imporre il pagamento delle spese disincentiverebbe l'adesione a tali strumenti di pacificazione fiscale.
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Definizione agevolata: stop al processo tributario
Una associazione sportiva, dopo aver impugnato un avviso di accertamento fiscale fino alla Corte di Cassazione, ha aderito a una definizione agevolata, saldando il proprio debito. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, poiché la lite non aveva più ragione di esistere.
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Prescrizione crediti erariali: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 23912/2024, ha stabilito principi fondamentali in materia di riscossione. È stato confermato che la prescrizione crediti erariali per imposte come IRES e IVA è decennale e non quinquennale, poiché non si tratta di prestazioni periodiche. Inoltre, la Corte ha chiarito le modalità di notifica delle cartelle di pagamento alle società, ritenendo valida la consegna presso la sede legale a persona incaricata, senza necessità di ulteriori adempimenti, e ammettendo come prova della notifica la raccomandata con avviso di ricevimento inviata direttamente dal concessionario.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio
Un'impresa si opponeva a una cartella di pagamento dell'ente previdenziale. Dopo una sentenza d'appello parzialmente favorevole, l'impresa ha aderito alla definizione agevolata, pagando il dovuto e rinunciando al giudizio. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato estinto il processo per cessata materia del contendere, confermando che l'adesione a tale procedura implica la rinuncia automatica a qualsiasi contenzioso pendente.
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Definizione agevolata: stop al processo tributario
Una società impugna una cartella esattoriale per imposte e sanzioni. Durante il processo in Cassazione, aderisce alla definizione agevolata e salda il debito in forma ridotta. La Corte Suprema, di conseguenza, dichiara estinto il giudizio per cessazione della materia del contendere, confermando che l'adesione alla sanatoria fiscale chiude definitivamente la lite.
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Impugnazione estratto di ruolo: la Cassazione decide
Un contribuente ha contestato un estratto di ruolo per la mancata notifica delle cartelle di pagamento. La Corte di Cassazione, applicando una nuova normativa, ha dichiarato il ricorso originario inammissibile. La sentenza stabilisce che l'impugnazione estratto di ruolo è consentita solo se il contribuente dimostra un pregiudizio concreto e attuale. Inoltre, chiarisce che una precedente sentenza favorevole contro l'agente di riscossione non vincola l'Agenzia delle Entrate se questa non era parte del giudizio.
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Definizione Agevolata: estinzione del giudizio
Una società aveva impugnato un avviso di accertamento per una detrazione IVA non riconosciuta. Durante il giudizio in Cassazione, ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla legge. La Corte ha dichiarato estinto il procedimento, stabilendo che tale adesione equivale a una rinuncia inequivocabile al ricorso, rendendo superflua una successiva dichiarazione formale.
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Definizione agevolata: ricorso inammissibile
Una società contribuente, dopo aver presentato ricorso in Cassazione, aderisce alla definizione agevolata dei carichi fiscali. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza d'interesse, stabilendo che l'adesione alla sanatoria implica una volontà incompatibile con la prosecuzione del giudizio, anche prima del completo pagamento del debito. Le spese legali vengono compensate.
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Carenza di interesse: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di alcuni contribuenti contro un avviso di liquidazione. Sebbene la loro richiesta di estinzione del giudizio, basata sull'adesione alla "rottamazione quater", sia stata respinta per mancanza di prova diretta, la stessa adesione ha causato una sopravvenuta carenza di interesse. Tale comportamento ha dimostrato la volontà di chiudere il contenzioso, rendendo inutile una decisione nel merito. Le spese sono state compensate e non è stato applicato il raddoppio del contributo unificato.
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Difesa Agente Riscossione: quando serve l’Avvocatura
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso dell'Ente di Riscossione. La decisione si fonda sulla nullità della procura conferita a un avvocato privato, in assenza della necessaria delibera motivata che giustifichi la scelta di non avvalersi dell'Avvocatura dello Stato, come richiesto per la difesa Agente Riscossione.
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Rottamazione ter: estinzione del giudizio fiscale
Un contribuente, soggetto a un accertamento fiscale basato sul possesso di auto di lusso, aveva impugnato l'atto fino in Cassazione. Durante il processo, ha aderito alla cosiddetta "rottamazione ter", un condono fiscale che prevedeva la rinuncia alle liti pendenti. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando che l'adesione a tale definizione agevolata comporta l'abbandono del contenzioso.
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Proroga termine impugnazione: come si calcola?
Una società in fallimento si è vista respingere un ricorso contro un avviso di accertamento perché ritenuto tardivo. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, chiarendo un punto fondamentale sulla proroga termine impugnazione. L'ordinanza stabilisce che la proroga di sei mesi concessa in caso di fallimento non sostituisce, ma si aggiunge agli altri termini di sospensione già in corso. La Corte ha affermato che questa interpretazione tutela il diritto di difesa del curatore fallimentare. Pertanto, il ricorso era stato presentato tempestivamente.
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Procura speciale Agente Riscossione: Cassazione 2024
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di una società relativo a un avviso di accertamento per la tassa sui rifiuti (TARSU). La decisione, tuttavia, è di grande interesse perché dichiara inammissibile il controricorso dell'ente di riscossione. Il punto centrale è l'invalidità della procura speciale dell'Agente Riscossione conferita ad avvocati del libero foro per il giudizio in Cassazione, in assenza di una specifica delibera motivata che giustifichi la deroga alla rappresentanza, di regola affidata all'Avvocatura dello Stato. I motivi di ricorso della società sono stati comunque rigettati per difetto di autosufficienza.
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Definizione agevolata: stop al ricorso in Cassazione
Un ente religioso ha impugnato una cartella esattoriale per tributi locali. Durante il giudizio in Cassazione, ha aderito alla definizione agevolata (c.d. "rottamazione Quater"), impegnandosi a rinunciare al contenzioso. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, affermando che l'adesione alla sanatoria fa venir meno la necessità di una pronuncia nel merito, anche se il pagamento è rateizzato.
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Definizione agevolata: inammissibile il ricorso
Un'entità religiosa impugnava una cartella esattoriale per tributi locali. Durante il giudizio in Cassazione, aderiva alla definizione agevolata (c.d. "rottamazione"). La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza d'interesse, poiché la scelta di saldare il debito con la procedura agevolata rende inutile una pronuncia nel merito. Le spese legali sono state compensate tra le parti.
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Dichiarazione integrativa: quando è nulla senza l’originale
Una società in fallimento si vede negare un cospicuo credito IVA. La Cassazione ha stabilito che la dichiarazione integrativa è inefficace se non è stata presentata una dichiarazione originaria. L'omissione della dichiarazione iniziale fa decadere il diritto alla detrazione del credito.
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Cessazione materia del contendere: il caso in Cassazione
Una società commerciale, dopo aver aderito a una definizione agevolata e saldato il debito fiscale, ha richiesto e ottenuto dalla Corte di Cassazione la dichiarazione di cessazione materia del contendere. La Corte ha estinto il giudizio, confermando che il pagamento integrale a seguito di condono fiscale chiude definitivamente la lite pendente con l'Agenzia delle Entrate.
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Patrocinio Agenzia Entrate Riscossione: La Scelta
La Corte di Cassazione ha stabilito che la scelta del patrocinio dell'Agenzia Entrate Riscossione tra Avvocatura dello Stato e avvocati del libero foro è legittima e non necessita di giustificazione in giudizio. La Corte ha annullato la sentenza di merito che aveva dichiarato inammissibile l'appello dell'Agenzia solo perché rappresentata da un difensore privato, ribadendo la piena autonomia difensiva dell'Ente nelle controversie tributarie.
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