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Legge n. 214 del 2011

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57 provvedimenti

Principio di cassa: onere della prova sul professionista
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32035/2024, ha riaffermato un principio fondamentale per i lavoratori autonomi: l'onere della prova riguardo la data di incasso dei compensi spetta al contribuente. Il caso riguardava un professionista a cui l'Agenzia delle Entrate contestava la mancata dichiarazione di redditi per fatture emesse nel 2012. La Corte ha stabilito che, in base al principio di cassa, spetta al professionista dimostrare che l'incasso è avvenuto in un anno successivo. La sentenza ha anche chiarito che per l'applicazione del regime di IVA ad esigibilità differita è necessario rispettare rigidi requisiti formali sulla fattura, in assenza dei quali si applica il regime ordinario.
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Immobile inagibile: il giudicato si estende all’IMU
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'accertamento definitivo, tramite sentenza passata in giudicato, dello stato di un immobile inagibile per un determinato anno d'imposta si estende anche ad altre annualità. Nel caso specifico, una società si era vista negare la riduzione IMU per il 2013 per mancata dichiarazione. Tuttavia, la Corte ha accolto il ricorso basandosi su altre due sentenze definitive (relative al 2012 e 2014) che avevano già confermato lo stato di degrado ultraventennale dell'immobile, ritenendo tale accertamento di fatto vincolante anche per l'anno intermedio.
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Esenzione IMU alloggi sociali: la prova è decisiva
La Corte di Cassazione ha stabilito che per ottenere l'esenzione IMU per gli alloggi sociali non basta essere un ente pubblico, ma bisogna provare che gli immobili rispettano i requisiti di legge. Sebbene non sia necessaria una dichiarazione IMU specifica per questa esenzione, l'onere della prova ricade sull'ente proprietario. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame che accerti la reale natura degli immobili.
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Residenza anagrafica IMU: la Cassazione decide
La Cassazione ha stabilito che per l'esenzione IMU sulla prima casa è essenziale la residenza anagrafica nel comune dell'immobile. Il caso riguardava una contribuente la cui abitazione si trovava in un comune diverso da quello di residenza, anche se l'accesso era da quest'ultimo. La Corte ha respinto l'interpretazione estensiva, affermando che la residenza anagrafica IMU è un requisito non derogabile.
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Interessi su rimborso fiscale: la decorrenza giusta
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9696/2025, ha stabilito un principio cruciale in materia di interessi su rimborso fiscale. Un istituto di credito aveva richiesto il rimborso di imposte versate in eccesso a causa di una deducibilità introdotta da una legge successiva. La controversia riguardava il momento dal quale calcolare gli interessi dovuti. L'Amministrazione Finanziaria sosteneva che la decorrenza dovesse essere la data di entrata in vigore della nuova legge. La Corte, invece, ha confermato che gli interessi maturano dalla data dell'originario versamento indebito. La decisione si fonda sulla funzione compensativa degli interessi, volta a reintegrare il patrimonio del contribuente per la mancata disponibilità del denaro, come previsto dall'art. 44 del D.P.R. n. 602/1973.
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Decadenza accertamento tributario: la Cassazione decide
Una società contesta un avviso di rettifica IMU, eccependo la decadenza dell'accertamento tributario. La Cassazione rigetta il motivo sulla decadenza, ma accoglie quello sull'omesso esame dell'appello incidentale, cassando la sentenza e rinviando alla Corte di Giustizia Tributaria.
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Esenzione IMU alloggi sociali: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società di riscossione contro un ente di edilizia popolare, confermando un principio chiave sull'esenzione IMU alloggi sociali. La Corte ha stabilito che l'esenzione non è automatica per tutti gli immobili degli Istituti Autonomi Case Popolari (IACP), ma è subordinata al possesso delle specifiche caratteristiche di 'alloggio sociale' definite dalla legge. La decisione ha inoltre ritenuto inammissibile la contestazione sulla valutazione delle prove fornite dall'ente, consolidando l'orientamento giurisprudenziale in materia.
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Esenzione IMU alloggi sociali: la prova spetta all’ente
Un ente per l'edilizia residenziale ha perso il ricorso per l'esenzione IMU alloggi sociali. La Cassazione ha stabilito che l'esenzione non è automatica per tutti gli immobili di proprietà, ma si applica solo a quelli che soddisfano i requisiti di 'alloggio sociale'. L'ente non ha fornito prove sufficienti per dimostrare tale natura, quindi la sua richiesta è stata respinta.
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Contributo di solidarietà: Cassazione lo boccia
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una cassa previdenziale contro la sentenza che aveva giudicato illegittimo il prelievo di un contributo di solidarietà sulla pensione di un professionista. La Corte ha ribadito il suo orientamento consolidato, secondo cui tali prelievi, in assenza di una specifica base legale, sono indebiti. Di conseguenza, ha confermato il diritto del pensionato a ottenere la restituzione delle somme trattenute, con interessi decorrenti da ogni singolo prelievo.
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Interessi su rimborso fiscale: la decorrenza corretta
Una società contribuente ha richiesto il rimborso di imposte versate in eccesso. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha risolto la controversia sulla data di decorrenza degli interessi, stabilendo un principio fondamentale: gli interessi su rimborso fiscale maturano dalla data del versamento indebito e non dalla data della successiva richiesta di rimborso. La Corte ha accolto il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria, cassando la sentenza precedente e affermando che la funzione degli interessi è quella di reintegrare il patrimonio del contribuente per il mancato godimento delle somme versate in eccesso.
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Accertamento IMU: Dati catastali vs realtà dei fatti
Una società ha ricevuto un accertamento IMU per l'anno 2013 relativo a immobili che sosteneva fossero già stati demoliti. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che, ai fini fiscali, i dati risultanti in catasto sono determinanti. La Corte ha sottolineato che è onere del contribuente denunciare tempestivamente le variazioni, come la demolizione, agli uffici competenti. In assenza di tale comunicazione, l'accertamento basato sulla rendita catastale è legittimo, anche se la realtà fattuale è diversa.
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Contributo di solidarietà: quando è illegittimo?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una Cassa di previdenza professionale contro la sentenza che aveva giudicato illegittimo il contributo di solidarietà applicato sulla pensione di un iscritto. La Corte ha ribadito che qualsiasi prelievo patrimoniale, inclusi i contributi di questo tipo, deve avere un fondamento univoco nella legge e non può essere introdotto autonomamente dalla Cassa. Inoltre, è stato confermato che il diritto alla restituzione delle somme trattenute si prescrive in dieci anni e non in cinque.
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Decadenza rateizzazione: basta un solo giorno di ritardo?
Una società ha perso il beneficio della rateizzazione di un debito fiscale per aver pagato una rata con un solo giorno di ritardo. La Corte di Cassazione ha confermato la decadenza rateizzazione, chiarendo che la normativa applicabile all'epoca dei fatti (anteriore al 2011) non ammetteva alcuna tolleranza. Le successive modifiche legislative, più favorevoli al contribuente, non hanno efficacia retroattiva su decadenze già dichiarate.
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Contributo di solidarietà: illegittimo se senza legge
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Ente Previdenziale, confermando l'illegittimità del prelievo a titolo di contributo di solidarietà sulla pensione di un professionista. Il prelievo è illegittimo perché imposto senza una specifica base legale, violando la riserva di legge stabilita dalla Costituzione. La Corte ha anche confermato la prescrizione decennale per la richiesta di restituzione delle somme.
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Accertamento con adesione: sospende i termini?
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, affronta il contrasto giurisprudenziale sulla sospensione dei termini per impugnare un atto sanzionatorio a seguito della presentazione di un'istanza di accertamento con adesione. A seguito di una contestazione per omessa dichiarazione di capitali esteri (Quadro RW), alcuni contribuenti avevano impugnato le sanzioni. L'Agenzia delle Entrate eccepiva la tardività del ricorso, ma la corte d'appello lo riteneva ammissibile, considerando la sospensione dei termini dovuta all'istanza di adesione. Data la divergenza di opinioni all'interno della stessa Corte, la questione è stata rinviata a una pubblica udienza per una decisione definitiva che possa dirimere il conflitto.
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Sanzione condono fiscale: quando si applica?
Una società, dopo aver aderito a un condono fiscale, non paga le somme dovute. L'Agenzia delle Entrate applica una sanzione. La Cassazione stabilisce che la sanzione condono fiscale è legittima anche se l'ente di riscossione non ha inviato un sollecito di pagamento entro la scadenza prevista. Le due obbligazioni, quella del contribuente di pagare e quella dell'ente di agire, sono autonome.
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Compenso doppio incarico: il limite del 25% è valido
La Corte di Cassazione ha stabilito che il limite al compenso per un doppio incarico pubblico, fissato al 25% del trattamento economico previsto, si applica anche alla carica di Presidente di un ente di ricerca. Secondo la Corte, questa posizione rientra nella nozione ampia di "funzioni direttive o equiparate", in linea con l'obiettivo della norma di contenere la spesa pubblica. La sentenza respinge il ricorso di un professore universitario che, nominato Presidente, si era visto decurtare il compenso e ne chiedeva il pagamento integrale.
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