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Legge n. 197 del 2022

66 provvedimenti

Sospensione del processo tributario: stop alla lite sull’IVA
L'Amministrazione Finanziaria ha emesso un avviso di accertamento nei confronti di un'azienda di vendita auto, contestando l'evasione dell'IVA tramite operazioni soggettivamente inesistenti con un finto esportatore abituale. Dopo i primi due gradi di giudizio, la società ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, l'azienda ha presentato istanza di sospensione avvalendosi della tregua fiscale prevista dalla Legge n. 197 del 2022. La Suprema Corte, non ravvisando motivi ostativi, ha accolto la richiesta e ha disposto la sospensione del processo tributario, rinviando la causa a nuovo ruolo in attesa della definizione agevolata della controversia.
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Sospensione del processo tributario: stop alla lite sull’IVA
L'Azienda, attiva nel settore della vendita di autoveicoli, ha ricevuto un avviso di accertamento per il recupero dell'IVA su presunte operazioni soggettivamente inesistenti con un fittizio esportatore abituale. Dopo i primi gradi di giudizio, l'Azienda ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, la società ha depositato un'istanza di sospensione ai sensi della Legge n. 197 del 2022 per aderire alla definizione agevolata delle liti pendenti. La Suprema Corte, non ravvisando ostacoli, ha accolto la richiesta disponendo la sospensione del processo tributario e rinviando la causa a nuovo ruolo, consentendo così alla contribuente di perfezionare la tregua fiscale.
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Sospensione del processo tributario: tregua fiscale per l’Iva
L'Agenzia delle Entrate ha emesso un avviso di accertamento contro una società di vendita auto per presunte operazioni soggettivamente inesistenti con un finto esportatore abituale. Dopo i primi gradi di giudizio, la società ha presentato ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, la contribuente ha richiesto la sospensione del processo tributario ai sensi della Legge n. 197 del 2022 per aderire alla definizione agevolata delle liti pendenti. La Suprema Corte, non ravvisando motivi ostativi, ha accolto la richiesta, disponendo la sospensione del giudizio e il rinvio della causa a nuovo ruolo.
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Definizione agevolata delle controversie tributarie: stop alla causa
Un contribuente ha impugnato un avviso di accertamento TARSU per gli anni dal 2009 al 2012, sostenendo il mancato utilizzo degli immobili e la prescrizione per l'anno 2009. Dopo che i giudici di merito hanno accolto il ricorso del contribuente, la società di riscossione ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, il contribuente ha richiesto la sospensione del processo per avvalersi della definizione agevolata delle controversie tributarie prevista dalla legge di bilancio. La Corte di Cassazione ha disposto il rinvio a nuovo ruolo della causa per verificare il perfezionamento della sanatoria fiscale.
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Definizione agevolata: stop alla lite ICI sui terreni
Una società ha impugnato un avviso di accertamento ICI emesso dal Comune per il recupero d'imposta su terreni edificabili. La CTR ha dato ragione al Comune, ritenendo legittima la stima del valore delle aree. La società ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, la società ha richiesto la sospensione del processo per avvalersi della definizione agevolata delle controversie tributarie, introdotta dalla Legge di Bilancio 2023, recepita anche dal Comune con apposito regolamento. La Corte di Cassazione ha accolto l'istanza e ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo per verificare l'effettivo perfezionamento della sanatoria fiscale.
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Definizione agevolata: stop alla causa ICI in Cassazione
Il Contribuente ha impugnato un avviso di accertamento per il pagamento dell'ICI emesso dal Concessionario del servizio di riscossione per conto dell'Ente Locale. Dopo alterne vicende nei gradi di merito riguardanti la legittimità dell'affidamento del servizio al Concessionario, la causa è giunta in Cassazione. Nelle more del giudizio, Il Contribuente ha chiesto la sospensione del processo per avvalersi della definizione agevolata prevista dalla Legge n. 197 del 2022, recepita dall'Ente Locale con apposito regolamento. La Corte di Cassazione ha quindi disposto il rinvio a nuovo ruolo della causa per verificare l'effettivo perfezionamento della definizione agevolata, sospendendo temporaneamente la decisione sul merito della controversia.
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Sospensione del processo tributario: stop alla lite con il fisco
L'Amministrazione Doganale ha proposto ricorso contro una Società Importatrice e una Società di Spedizioni per una controversia in materia di tributi. Durante il giudizio di Cassazione, è stata richiesta l'applicazione della definizione agevolata delle controversie tributarie introdotta dalla Legge di Bilancio per il 2023. La Suprema Corte, preso atto della richiesta di avvalersi della tregua fiscale, ha disposto la sospensione del processo tributario. Questa decisione consente alle parti di perfezionare la regolarizzazione della propria posizione debitoria con il fisco, rimandando la trattazione della causa a una data successiva per verificare l'effettivo pagamento e l'estinzione della lite.
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Rottamazione quater: la Cassazione frena per verifiche
Il Contribuente ha impugnato gli avvisi di accertamento per operazioni inesistenti emessi dall'Agenzia delle Entrate. Dopo il rigetto nei primi gradi, il Contribuente ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, lo stesso ha chiesto l'estinzione del processo dichiarando di aver aderito alla Rottamazione quater. La Corte di Cassazione ha disposto il rinvio a nuovo ruolo della causa, concedendo all'Agenzia delle Entrate sessanta giorni per presentare deduzioni e verificare la corrispondenza tra i debiti inseriti nella sanatoria e la pretesa tributaria oggetto della causa.
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Sospensione del processo tributario: la tregua ferma il fisco
Una associazione sportiva ha presentato ricorso contro l'Agenzia delle Entrate. Successivamente, la contribuente ha depositato un'istanza chiedendo la sospensione del giudizio in base alla Legge numero 197 del 2022 sulla tregua fiscale. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta, disponendo la sospensione del processo tributario e rinviando la causa a nuovo ruolo in attesa della definizione della controversia.
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Rottamazione quater: l’adesione estingue il ricorso sui contributi
Un professionista ha impugnato la richiesta dell'INPS per il pagamento di contributi previdenziali alla gestione separata per l'anno 2009, eccependo la prescrizione del credito. Durante il giudizio di Cassazione, il ricorrente ha aderito alla Rottamazione quater per estinguere il debito in via agevolata. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, compensando le spese di lite tra le parti.
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Definizione agevolata: stop alla lite ICI senza doppie tasse
Una società di estrazione mineraria ha impugnato un avviso di accertamento per il pagamento dell'imposta comunale sugli immobili (ICI) emesso dal Comune. Dopo alterne vicende nei primi gradi di giudizio, la controversia è giunta in Cassazione. Nel frattempo, la società ha presentato domanda di definizione agevolata ai sensi della Legge di Bilancio 2023, pagando la rata prevista. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per via del perfezionamento della sanatoria. I giudici hanno stabilito che le spese del processo restano a carico di chi le ha anticipate e che non si applica il raddoppio del contributo unificato, poiché la definizione agevolata non equivale a un rigetto del ricorso.
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Definizione agevolata: si estingue la lite tra Comune e impresa
Una società contribuente ha impugnato gli avvisi di accertamento emessi da un Comune per omessa dichiarazione e versamento dell'imposta sugli immobili (ICI) relativa ad alcuni terreni. Dopo che i giudici di merito hanno dato ragione alla contribuente, il Comune ha proposto ricorso in Cassazione. Durante il giudizio di legittimità, la società ha presentato domanda di definizione agevolata ai sensi della Legge di Bilancio 2023, pagando la somma dovuta. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere. Le spese del processo sono rimaste a carico di chi le ha anticipate, escludendo inoltre il pagamento del doppio contributo unificato, poiché la definizione agevolata non equivale a un rigetto del ricorso.
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Definizione agevolata: stop alle liti senza doppie tasse
Una società contribuente ha impugnato un avviso di accertamento IMU emesso da un Comune per alcuni terreni destinati all'estrazione di travertino. Durante il giudizio di Cassazione, la società ha presentato domanda di definizione agevolata ai sensi della Legge n. 197 del 2022, provvedendo al pagamento della prima rata. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere. I giudici hanno stabilito che le spese del processo restano a carico di chi le ha anticipate e che non si applica il raddoppio del contributo unificato, poiché la definizione agevolata non equivale a un rigetto del ricorso.
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Definizione agevolata: stop alla lite IMU tra Comune e società
Una società contribuente impugna un avviso di accertamento IMU emesso da un Comune per terreni estrattivi. Dopo i primi due gradi di giudizio, il concessionario della riscossione propone ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, la società contribuente presenta istanza di definizione agevolata ai sensi della Legge n. 197 del 2022, pagando l'importo dovuto. La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio per intervenuta definizione agevolata. Le spese del processo restano a carico di chi le ha anticipate, come previsto dalla legge sul condono. Inoltre, i giudici escludono il pagamento del doppio contributo unificato, poiché l'estinzione per sanatoria non equivale a un rigetto o a una dichiarazione di inammissibilità del ricorso.
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Definizione agevolata delle liti pendenti: stop alla lite
Il Contribuente ha proposto ricorso in Cassazione contro l'Amministrazione Finanziaria. Prima dell'udienza, il Contribuente ha depositato una formale richiesta per avvalersi della definizione agevolata delle liti pendenti, prevista dalla Legge di Bilancio n. 197/2022. Questa procedura consente di estinguere le controversie tributarie pendenti a fronte del pagamento di somme ridotte. La Suprema Corte, preso atto dell'istanza, ha disposto la sospensione del giudizio e ha rinviato la trattazione della causa a una data successiva al 10 ottobre 2023, consentendo così il perfezionamento della procedura di sanatoria.
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Abuso del diritto: l’Azienda vince contro il Fisco in Cassazione
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a un'Azienda un presunto abuso del diritto in relazione al conferimento di un ramo d'azienda, ritenendo che l'operazione mirasse solo a ottenere vantaggi fiscali tramite l'ammortamento dell'avviamento. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso del Fisco, confermando le decisioni dei giudici di merito. La Suprema Corte ha stabilito che l'operazione era giustificata da reali e valide ragioni economiche e organizzative, come il rafforzamento patrimoniale e l'efficienza commerciale. Inoltre, i giudici hanno ribadito che il contribuente è libero di scegliere il regime fiscale più vantaggioso tra quelli offerti dalla legge, escludendo così qualsiasi intento elusivo. Di conseguenza, l'Azienda ha vinto la causa e l'Agenzia delle Entrate è stata condannata al pagamento delle spese legali.
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Sospensione Processo Tributario: Fisco vs Scommesse, Giudizio in Pausa
Una società di scommesse e un imprenditore individuale hanno impugnato un avviso di accertamento relativo all'imposta unica sui giochi. Dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, hanno presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, la Suprema Corte non ha deciso la controversia nel merito. Accogliendo una specifica richiesta dei ricorrenti basata su una nuova legge, ha ordinato la sospensione del processo tributario. La causa è stata quindi rinviata a data da destinarsi, in attesa della definizione di una procedura agevolata. La decisione finale sul pagamento delle imposte è, di conseguenza, posticipata.
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Classamento catastale: ICI dovuta, ma la Cassazione congela tutto
Una società contesta un avviso di accertamento ICI basato su un specifico classamento catastale immobile industriale. L'azienda, operante nel settore dell'arredo navale, sosteneva che il proprio fabbricato dovesse rientrare in una categoria esente da imposte. Il Comune, forte di un'ispezione che provava l'effettiva attività di falegnameria industriale, ha invece confermato la classificazione D/7, soggetta a tassazione. La Corte di Cassazione, tuttavia, non ha deciso nel merito la questione. Ha sospeso il giudizio perché l'azienda ha fatto richiesta di aderire alla 'definizione agevolata' (pace fiscale), rinviando la decisione finale all'esito di tale procedura.
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Definizione agevolata: la Cassazione ammette anche le cartelle
Un contribuente ha ottenuto la revocazione di un'ordinanza della Cassazione che aveva erroneamente ignorato il perfezionamento di una definizione agevolata. La Corte non si era avveduta che il debito residuo era nullo grazie a versamenti precedenti, ritenendo erroneamente necessario il pagamento di una prima rata. Successivamente, l'Agenzia delle Entrate ha negato la sanatoria sostenendo che riguardasse solo atti impositivi e non cartelle di pagamento. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, stabilendo che la definizione agevolata prevista dalla Legge 197/2022 si applica a tutte le controversie tributarie, inclusi gli atti di riscossione. L'ordinanza precedente è stata revocata, il diniego annullato e il giudizio dichiarato estinto per cessata materia del contendere.
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Rottamazione cartelle: prova dell’adesione necessaria
Una società ha contestato una cartella IVA, sostenendo che il ritardo fosse dovuto ai mancati incassi dalla PA. La Corte di Giustizia Tributaria ha annullato sanzioni per mancanza di colpevolezza. In Cassazione, la società ha chiesto l'estinzione per adesione alla rottamazione cartelle. La Corte ha però rilevato che la cartella specifica non risultava nei documenti e ha ordinato chiarimenti.
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