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Legge n. 134 del 2012 — Anno 2024

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195 provvedimenti

Altri anni per Legge n. 134 del 2012

Onere della prova appalto: la fattura non basta
In un contratto di appalto, l'impresa edile che chiede il pagamento del saldo deve fornire la prova completa dei lavori eseguiti. La Cassazione ha stabilito che l'onere della prova appalto non può essere soddisfatto con la sola emissione di fatture. L'ammissione di pagamenti parziali da parte del committente non inverte tale onere né prova l'importo totale del credito. La sentenza d'appello è stata annullata per motivazione carente.
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Responsabilità autorità di vigilanza: il caso CONSOB
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'erede di un risparmiatore che chiedeva il risarcimento dei danni alla Commissione Nazionale per le Società e la Borsa (CONSOB). Il caso riguardava la presunta responsabilità dell'autorità di vigilanza per aver autorizzato una società di intermediazione mobiliare (SIM), poi fallita. La Corte ha confermato la decisione d'appello, sottolineando che la parte ricorrente non ha fornito la prova del nesso di causalità, ovvero non ha dimostrato che gli investimenti fossero stati effettuati dopo e a causa dell'autorizzazione concessa dall'autorità. Senza tale prova, la responsabilità dell'autorità di vigilanza non può essere affermata.
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Contratto autonomo di garanzia: no eccezioni
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di alcuni garanti, confermando la distinzione tra fideiussione e contratto autonomo di garanzia. Quest'ultimo, caratterizzato dalla clausola di pagamento 'a prima richiesta', non consente al garante di opporre eccezioni relative al rapporto sottostante tra creditore e debitore principale. La Corte ha rigettato il ricorso per gravi carenze procedurali, tra cui la mancanza di chiarezza e di autosufficienza, ribadendo che il giudice di merito ha il potere di qualificare giuridicamente il contratto indipendentemente dal nome datogli dalle parti.
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Avviso accertamento per relationem: quando è valido?
Una società ha impugnato un avviso di accertamento per recupero IVA, basato su un PVC che a sua volta richiamava altri atti non allegati. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la validità di un avviso di accertamento per relationem, a condizione che il contribuente sia messo in grado di comprendere le ragioni della pretesa. La Corte ha inoltre chiarito che il giudice d'appello, salvo casi eccezionali, deve decidere la causa nel merito e non rinviarla al primo grado.
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Valutazione delle prove nell’accertamento tributario
Un contribuente, accusato di aver dichiarato un corrispettivo inferiore per la vendita di immobili, ha impugnato l'accertamento fiscale basato sulle dichiarazioni degli acquirenti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, ribadendo che la valutazione delle prove spetta al giudice di merito e non è sindacabile in sede di legittimità, se non in casi eccezionali di violazione di legge o motivazione meramente apparente. La Corte ha confermato la legittimità dell'accertamento fondato su tali elementi probatori.
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Doppia conforme: ricorso inammissibile in Cassazione
Un ricorso per diffamazione in ambito condominiale viene dichiarato inammissibile dalla Corte di Cassazione. La decisione si fonda sulla regola della 'doppia conforme', poiché la sentenza d'appello aveva integralmente confermato quella di primo grado sugli stessi presupposti di fatto, impedendo un'ulteriore valutazione del merito.
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Principio di competenza: la consegna fisica è decisiva
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 25788/2024, ha stabilito un punto fermo sul principio di competenza fiscale. Una società produttrice di macchinari aveva registrato i ricavi nell'anno in cui i beni erano stati resi disponibili nel proprio magazzino, prima della spedizione e montaggio presso il cliente. L'Agenzia delle Entrate ha contestato tale prassi. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'Agenzia, chiarendo che, ai fini fiscali, la 'consegna' che determina il momento di imputazione del ricavo per la vendita di beni mobili coincide con il trasferimento della disponibilità materiale del bene, ovvero quando questo esce fisicamente dalla sfera del venditore. La mera comunicazione della disponibilità al ritiro non è sufficiente.
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Equa riparazione: calcolo durata e legittimazione passiva
La Corte di Cassazione chiarisce i criteri per l'equa riparazione da irragionevole durata dei processi. La sentenza stabilisce che la fase di cognizione e quella esecutiva (incluso il giudizio di ottemperanza) vanno considerate unitariamente ai fini del calcolo della durata totale. Inoltre, in caso di procedimenti misti (ordinari e amministrativi), la legittimazione passiva ricade sia sul Ministero della Giustizia che su quello dell'Economia, ciascuno per la propria area di competenza.
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Domanda di usucapione: la prova della proprietà
La Corte di Cassazione rigetta il ricorso di un cittadino che aveva avanzato una domanda di usucapione per un'area immobiliare. L'ordinanza sottolinea principi cruciali: la necessità di citare in giudizio il vero proprietario del bene (legittimazione passiva), le rigide preclusioni per la produzione di nuove prove in appello e l'applicazione del principio della "doppia conforme", che limita l'accesso al giudizio di legittimità quando due sentenze di merito sono concordi. La Corte ha ritenuto che il ricorrente non avesse adeguatamente provato né la proprietà del convenuto originario né i presupposti per ammettere nuove prove, confermando così le decisioni precedenti.
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Impossibilità dell’oggetto: quando il contratto è nullo
La Corte di Cassazione conferma la nullità di un contratto preliminare di vendita per impossibilità dell'oggetto. L'accordo prevedeva un cambio di destinazione d'uso di un immobile da deposito ad abitazione senza opere edili, ma la normativa comunale imponeva tali opere, rendendo l'accordo irrealizzabile sin dall'origine. Di conseguenza, il contratto è stato dichiarato nullo e il promittente venditore condannato a restituire la caparra ricevuta.
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Accertamento induttivo: OMI non basta, servono prove
Una società di costruzioni ha impugnato un avviso di accertamento per Ires, Irap e Iva relativo a maggiori ricavi non dichiarati su cessioni immobiliari. L'accertamento si basava sulla discordanza tra i prezzi dichiarati e i valori OMI, i bollettini FIAIP e l'importo dei mutui accesi dagli acquirenti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, ritenendo legittimo l'accertamento induttivo poiché non fondato esclusivamente sui valori OMI, ma su un complesso di presunzioni gravi, precise e concordanti che giustificavano la rettifica dei ricavi.
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Credito d’imposta trasporti: no aiuti de minimis
Una società cooperativa si è vista negare il credito d'imposta per investimenti in aree svantaggiate poiché svolgeva, seppur in via accessoria, attività di trasporto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società, chiarendo che la normativa successiva ha escluso dal beneficio tutte le imprese del settore trasporti, a prescindere dalla prevalenza dell'attività. Inoltre, ha stabilito l'inapplicabilità del regime "de minimis" a questa specifica agevolazione e ha sottolineato che l'onere di provare il rispetto dei limiti di aiuto ricade sul contribuente, prova che in questo caso non è stata fornita.
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Transazione locatizia: è valida dopo lo sfratto?
Un conduttore, il cui contratto di locazione era stato risolto per inadempimento, ha firmato una transazione locatizia per ritardare l'esecuzione dello sfratto in cambio della rinuncia all'appello. In seguito, ha sostenuto che l'accordo fosse simulato e mirasse a continuare il rapporto. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che la transazione era valida, che i pagamenti effettuati erano indennità di occupazione e non canoni, e che non vi era stata alcuna rinnovazione tacita del contratto.
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Rinuncia alla prescrizione: la Cassazione chiarisce
Una creditrice ha citato in giudizio un debitore per un vecchio prestito senza una data di scadenza. Il debitore ha eccepito la prescrizione del credito. La Corte d'Appello ha accolto la sua richiesta, ma la Corte di Cassazione ha annullato la decisione. Il motivo è che la Corte d'Appello non ha considerato una possibile rinuncia alla prescrizione da parte del debitore. Secondo la Cassazione, questa eccezione, definita "in senso lato", avrebbe dovuto essere esaminata d'ufficio dal giudice d'appello, dato che i fatti a suo sostegno erano già stati presentati nel corso del primo grado del processo.
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Responsabilità notaio trascrizione: quando il ritardo è colpa?
La Corte di Cassazione esamina un caso di responsabilità del notaio per la trascrizione tardiva di un atto di compravendita. Nonostante un ritardo complessivo di un mese, il notaio non è stato ritenuto responsabile perché un'ipoteca è stata iscritta sull'immobile solo due giorni dopo la stipula, un lasso di tempo considerato troppo breve per configurare un inadempimento causale. La Corte ha chiarito che il concetto di 'più breve tempo possibile' non impone una trascrizione immediata e che l'intervento del terzo ha interrotto il nesso causale con la negligenza del professionista.
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Attendibilità del teste: la valutazione del giudice
Un lavoratore ha perso la causa per il riconoscimento del lavoro subordinato. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il suo ricorso, chiarendo che la valutazione sull'attendibilità del teste è compito del giudice di merito e non può essere riesaminata in sede di legittimità se la motivazione è logica. La Corte distingue nettamente tra l'interesse giuridico che rende un teste incapace e la sua credibilità soggettiva.
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Dichiarazione integrativa: tardi se c’è avviso
Una società ha tentato di correggere un errore fiscale con una `dichiarazione integrativa`, ma solo dopo aver ricevuto una comunicazione di irregolarità dall'Agenzia fiscale. La Cassazione ha stabilito che la notifica della contestazione preclude la possibilità di emendare validamente la dichiarazione, rendendo la rettifica tardiva e inefficace.
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Responsabilità CTU: limiti e onere della prova
Una parte in causa ha citato in giudizio un consulente tecnico d'ufficio (CTU) per danni, sostenendo che una sua perizia errata avesse causato la perdita in un precedente processo. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo i confini della responsabilità del CTU. La Corte ha chiarito che, per affermare la responsabilità del consulente, non è sufficiente un esito a sé sfavorevole, ma è necessario dimostrare il suo dolo o la colpa grave. Nel caso specifico, non è stata fornita alcuna prova in tal senso, in quanto il CTU aveva correttamente evidenziato difetti oggettivi in un progetto edilizio che ne impedivano l'approvazione.
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Edificabilità legale: la Cassazione detta le regole
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza d'appello che aveva calcolato il risarcimento per un esproprio basandosi sull'edificabilità di fatto di un terreno. I giudici hanno ribadito che l'unico criterio valido è l'edificabilità legale, ovvero quella prevista dagli strumenti urbanistici vigenti al momento del vincolo. La Corte ha chiarito che la vicinanza a zone abitate o la presenza di infrastrutture non sono sufficienti a qualificare un'area come edificabile se il piano regolatore la destina a un uso pubblico, come la viabilità.
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Prescrizione crediti erariali: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 23912/2024, ha stabilito principi fondamentali in materia di riscossione. È stato confermato che la prescrizione crediti erariali per imposte come IRES e IVA è decennale e non quinquennale, poiché non si tratta di prestazioni periodiche. Inoltre, la Corte ha chiarito le modalità di notifica delle cartelle di pagamento alle società, ritenendo valida la consegna presso la sede legale a persona incaricata, senza necessità di ulteriori adempimenti, e ammettendo come prova della notifica la raccomandata con avviso di ricevimento inviata direttamente dal concessionario.
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