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Legge 890/1982 — Anno 2024

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71 provvedimenti

Altri anni per Legge 890/1982

Notifica cartella esattoriale: validità e termini
La Corte di Cassazione conferma la validità di una notifica di cartella esattoriale preceduta da inviti di pagamento consegnati a un terzo (vicino di casa). Il Collegio chiarisce che se la legge vigente al momento della notifica non prevedeva l'obbligo di inviare una seconda raccomandata informativa, la procedura è da considerarsi rituale. La mancata impugnazione degli atti prodromici nei termini di legge li rende definitivi, precludendo la possibilità di sollevare le medesime eccezioni (come la decadenza) contro la successiva cartella esattoriale.
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Notifica a familiare non convivente: quando è valida?
Una donna ha contestato un'azione revocatoria su una donazione, sostenendo l'invalidità della notifica dell'atto di citazione consegnato alla figlia non convivente. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che per una notifica a familiare effettuata da un ufficiale giudiziario, la convivenza non è un requisito necessario. La Corte ha stabilito che il legame di parentela crea una presunzione di consegna e che spetta al destinatario l'onere di provare l'impossibilità di aver ricevuto l'atto.
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Disconoscimento notifica cartella: la Cassazione
Una società immobiliare ha contestato un'intimazione di pagamento, sostenendo di non aver mai ricevuto la relativa cartella esattoriale. L'agente della riscossione ha fornito come prova una copia della ricevuta di ritorno. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso della società, stabilendo che il disconoscimento della notifica della cartella deve essere specifico e non generico. I giudici hanno ritenuto inammissibili le contestazioni della società riguardo ai dettagli della ricevuta e all'identità del ricevente, poiché non erano sufficientemente dettagliate e non superavano la fede pubblica dell'attestazione dell'ufficiale postale.
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Inottemperanza ordinanza sindacale: la Cassazione
La Corte di Cassazione conferma la condanna per il reato di inottemperanza a un'ordinanza sindacale di rimozione rifiuti. La sentenza stabilisce che il destinatario dell'ordine è tenuto a ottemperare, indipendentemente dalla responsabilità nell'abbandono originario dei rifiuti. La Corte ha ritenuto irrilevanti le argomentazioni sulla notifica e sulla prescrizione del reato di deposito illecito, focalizzandosi sull'obbligo di agire imposto dall'atto amministrativo.
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Notifica atti presupposti: la raccomandata è d’obbligo
Un contribuente impugna una cartella di pagamento, sostenendo di non aver mai ricevuto l'avviso di accertamento. La Corte di Cassazione conferma la nullità della cartella, poiché la notifica dell'atto presupposto al coniuge non era stata seguita dalla necessaria raccomandata informativa, rendendo la notifica atti presupposti invalida.
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Errore di fatto revocatorio: quando è inammissibile
Una società ha richiesto la revocazione di una sentenza della Cassazione per un presunto errore di fatto revocatorio, relativo alla prova di una notifica. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che tale rimedio non può essere usato per un riesame del merito, ma solo per una svista percettiva su un fatto decisivo e non controverso.
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Notifica PEC: travisamento della prova in Cassazione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agente della Riscossione, annullando una sentenza di secondo grado per travisamento della prova. I giudici d'appello avevano erroneamente omesso di valutare le prove documentali relative alla notifica di cartelle di pagamento tramite Posta Elettronica Certificata (PEC). La Corte ha stabilito che tale errore costituisce un vizio processuale da far valere con ricorso per cassazione e non un errore revocatorio. Di conseguenza, ha dichiarato inammissibile il ricorso incidentale del contribuente e ha rinviato la causa alla Corte di Giustizia Tributaria per un nuovo esame.
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Notifica atto impositivo: la prova con la C.A.D.
Una società cooperativa ha contestato un accertamento fiscale fondato sulla mancata risposta a un invito a produrre documenti. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, chiarendo che la notifica di un atto impositivo, in caso di assenza del destinatario, si perfeziona solo con la produzione in giudizio dell'avviso di ricevimento della raccomandata informativa (C.A.D.). Senza tale prova, la notifica è incompleta e l'accertamento basato su di essa può essere illegittimo.
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Silenzio assenso fiscale: limiti e condizioni per l’uso
Una società ha impugnato un'intimazione di pagamento, invocando l'annullamento del debito per effetto del silenzio assenso fiscale formatosi a seguito di un'istanza di sospensione. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, specificando che l'annullamento automatico del debito si applica solo alle ipotesi tassativamente previste dalla legge (L. 228/2012), la cui sussistenza non era stata dimostrata dal contribuente. La Corte ha inoltre confermato la tardività del ricorso originario.
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Silenzio assenso: quando il debito si annulla?
Una società si oppone a un avviso di intimazione, sostenendo l'annullamento del debito per silenzio assenso a seguito di una sua istanza di sospensione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che il silenzio assenso non è automatico, ma richiede una dichiarazione del contribuente basata su motivi specifici e tassativi previsti dalla legge, che nel caso di specie non erano stati indicati. La Corte ha ritenuto infondati anche gli altri motivi relativi a presunti vizi dell'atto di intimazione.
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Opposizione atti esecutivi: chi beneficia?
Un creditore ottiene un'ordinanza di assegnazione contro più terzi. Alcuni propongono opposizione atti esecutivi e vincono, altri no. La Cassazione chiarisce che l'annullamento dell'atto giova solo a chi ha impugnato, per gli altri si forma il giudicato.
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