La Corte di Cassazione conferma l'inammissibilità di un appello tardivo, stabilendo la validità della notifica dell'atto di citazione effettuata presso la precedente residenza del destinatario, dove risiedevano ancora i suoi familiari. La pronuncia chiarisce che le risultanze anagrafiche hanno un valore meramente presuntivo e possono essere superate da prove contrarie che dimostrino l'effettiva dimora abituale, legittimando così la procedura di notifica per temporanea irreperibilità.
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