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Legge 83/2012 — Sezione Terza Civile

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29 provvedimenti

Altri anni per Legge 83/2012

Ricorso inammissibile: come redigere l’atto perfetto
Un'automobilista cita in giudizio un ente provinciale per i danni subiti da un masso caduto sulla carreggiata. Dopo due sentenze sfavorevoli, il suo ricorso in Cassazione viene giudicato inammissibile. La Corte Suprema sottolinea come una redazione prolissa e non sintetica dell'atto, con la riproduzione integrale dei precedenti scritti difensivi, renda impossibile l'esame nel merito, confermando la severità delle regole formali per un ricorso inammissibile.
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Addebito diretto errato: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di presunto addebito diretto errato, rigettando il ricorso di uno studio legale contro una società finanziaria. L'ordinanza chiarisce i limiti del giudizio di legittimità, ribadendo che la Corte non può riesaminare i fatti di causa, soprattutto in presenza di una "doppia conforme", ovvero due sentenze di merito identiche. Il ricorso è stato respinto perché i motivi proposti miravano a una nuova valutazione delle prove, non consentita in sede di Cassazione.
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Azione revocatoria: donazione inefficace, appello K.O.
La Corte di Cassazione conferma l'inefficacia di una donazione immobiliare da padre a figlia, eseguita per sottrarre beni alla garanzia di un creditore. Con l'azione revocatoria, il creditore ha dimostrato che l'atto, successivo al sorgere del credito, era stato compiuto con la consapevolezza del debitore di arrecare un pregiudizio. L'ordinanza dichiara inammissibile il ricorso, ribadendo i rigidi limiti del sindacato di legittimità sulla valutazione dei fatti e la specificità richiesta per i motivi di appello.
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Consulenza tecnica d’ufficio: i limiti del giudice
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha rigettato il ricorso dei proprietari di alcuni terreni danneggiati da una frana. La Corte d'Appello aveva ribaltato la decisione di primo grado, basandosi su una nuova consulenza tecnica d'ufficio (CTU) che escludeva la responsabilità dei vicini, attribuendo la causa della frana a un evento meteorologico eccezionale e a una condotta idrica di terzi. La Cassazione ha stabilito che il giudice di merito può legittimamente aderire alle conclusioni di una seconda CTU, anche se in contrasto con la prima, senza incorrere in un vizio di motivazione. Inoltre, ha chiarito che il consulente tecnico, per negare il nesso di causa sostenuto dall'attore, può individuare cause alternative non allegate dalle parti senza violare il principio dispositivo.
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Onere della prova usura: oneri di allegazione
Una società intenta una causa contro un istituto bancario per un contratto di factoring, lamentando un grave inadempimento e l'applicazione di tassi usurari. Le corti di merito rigettano la domanda, ritenendo le accuse di usura generiche e non provate. La Corte di Cassazione conferma la decisione, stabilendo che l'onere della prova sull'usura grava sul cliente, il quale deve fornire allegazioni precise e dettagliate. Non è possibile sopperire a tale mancanza richiedendo una Consulenza Tecnica d'Ufficio (CTU) meramente esplorativa, finalizzata alla ricerca di prove non fornite dalla parte stessa.
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Prova presuntiva: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso contro una sentenza di Corte d'Appello che aveva accolto un'azione revocatoria promossa da una banca. La decisione si fonda sul corretto uso della prova presuntiva da parte del giudice di merito per dimostrare la consapevolezza del pregiudizio da parte del terzo acquirente. La Cassazione ha ribadito che il ricorso non può limitarsi a proporre una diversa valutazione dei fatti, ma deve evidenziare un vizio logico-giuridico nell'applicazione delle norme sulle presunzioni, cosa non avvenuta nel caso di specie.
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Travisamento della prova: quando è inammissibile
Una società conduttrice ha citato in giudizio la società locatrice per la restituzione di somme versate in eccesso rispetto al canone pattuito per un affitto d'azienda. Le richieste sono state respinte in primo e secondo grado. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che la procedura seguita in appello era legittima in base alle norme emergenziali Covid-19 e che il cosiddetto travisamento della prova non costituisce motivo valido per un ricorso in Cassazione, ma per un diverso rimedio processuale.
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Responsabilità amministratore condominio: quando è lecita?
Un condomino ha citato in giudizio l'amministratore del proprio condominio, chiedendo un risarcimento per presunta responsabilità contrattuale ed extracontrattuale, inclusa la diffamazione. La richiesta era basata su comunicazioni ritenute lesive della reputazione inviate dall'amministratore agli altri condomini riguardo a presunte morosità. Sia il Tribunale che la Corte d'Appello hanno respinto la domanda. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni precedenti, dichiarando il ricorso inammissibile e infondato. La Suprema Corte ha chiarito che la comunicazione di morosità ai condomini rientra nei doveri informativi dell'amministratore e non costituisce diffamazione, specialmente quando la critica si inserisce in un contesto di gestione condominiale. La decisione è stata rafforzata dal principio della "doppia conforme", che limita la possibilità di riesaminare i fatti in sede di legittimità.
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Azione revocatoria: quando è inefficace la vendita?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16852/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una sentenza che aveva accolto un'azione revocatoria fallimentare. La Corte ha ribadito principi fondamentali: il termine di prescrizione dell'azione decorre dal contratto definitivo e non dal preliminare; le eccezioni non sollevate in primo grado, come quella sull'adempimento di un debito scaduto, sono inammissibili in appello. La decisione evidenzia come la consapevolezza del danno ai creditori possa essere provata tramite presunzioni basate su elementi come il prezzo vile e le anomale modalità di pagamento.
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