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Legge 83/2012 — Anno 2025

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201 provvedimenti

Altri anni per Legge 83/2012

Obblighi informativi banca: quando il ricorso è nullo?
Alcuni investitori hanno citato in giudizio un istituto di credito per la presunta violazione degli obblighi informativi. Dopo una vittoria in primo grado, la Corte d'Appello ha ribaltato la decisione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso finale degli investitori inammissibile, stabilendo principi chiave: la mancata consegna della copia del contratto quadro non lo rende nullo e il ricorso in Cassazione non può mirare a un riesame dei fatti, ma deve rispettare rigorosi criteri di specificità e autosufficienza. La sentenza chiarisce la distinzione tra onere di allegazione dell'inadempimento, a carico del cliente, e onere della prova dell'adempimento, a carico della banca.
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Cumulo incentivi: no a Tremonti Ambiente e Conto Energia
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32065/2025, ha stabilito il divieto di cumulo incentivi tra la detassazione per investimenti ambientali, nota come "Tremonti Ambiente", e le tariffe incentivanti previste dal III, IV e V "Conto Energia". Il caso riguardava una società che aveva beneficiato di entrambe le agevolazioni per un impianto fotovoltaico. L'Agenzia delle Entrate aveva contestato tale cumulo, recuperando a tassazione il beneficio fiscale. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'Agenzia, basandosi su una normativa successiva che ha chiarito in via definitiva l'impossibilità di sommare i due vantaggi. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio a un nuovo giudice, che dovrà applicare questo principio.
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Risoluzione per mutuo consenso: la Cassazione chiarisce
Un contratto preliminare di compravendita immobiliare non viene finalizzato a causa di un evento sismico. La Corte di Cassazione conferma la decisione dei giudici di merito, stabilendo che quando entrambe le parti chiedono in giudizio la fine del contratto, pur accusandosi a vicenda, si configura una risoluzione per mutuo consenso di fatto. Questo principio giustifica lo scioglimento del vincolo e la restituzione della caparra versata, evidenziando come la volontà concorde di porre fine al rapporto possa emergere anche dal comportamento processuale.
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Responsabilità amministratori: i doveri di vigilanza
La Corte di Cassazione ha confermato le sanzioni inflitte dalla CONSOB a ex membri del consiglio di amministrazione di un istituto di credito per gravi violazioni normative. La sentenza ribadisce la presunzione di colpa e il dovere di vigilanza attiva che grava su tutti i consiglieri, anche quelli senza deleghe operative. Viene chiarito che la responsabilità degli amministratori sorge dall'omissione dei controlli necessari a prevenire irregolarità, come la gestione non conforme delle azioni proprie e l'erogazione di finanziamenti anomali. La Corte ha inoltre precisato che il termine per la contestazione delle violazioni decorre dalla conclusione dell'attività ispettiva e non dalla prima scoperta del fatto.
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Inammissibilità ricorso cassazione: ecco perché
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità di un ricorso avverso una sentenza della Corte d'Appello che aveva confermato un decreto ingiuntivo per un debito bancario. La decisione si fonda su una serie di vizi formali e procedurali del ricorso, tra cui la genericità dei motivi, la commistione di censure eterogenee e il mancato superamento dell'ostacolo della 'doppia conforme'. L'ordinanza sottolinea l'importanza del rigore formale nella redazione dei motivi per evitare l'inammissibilità del ricorso per cassazione.
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Responsabilità per debiti: la scissione societaria
Una società nata da una scissione si opponeva a un decreto ingiuntivo per debiti della società originaria. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la solidarietà tra le società per la responsabilità per debiti antecedenti l'operazione. La pronuncia chiarisce i rigorosi limiti del ricorso in Cassazione, che non può riesaminare i fatti, e l'importanza di formulare motivi di ricorso chiari e non eterogenei.
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Rendita catastale: valutazione macchinari e obbligo
Una società immobiliare ha contestato un avviso di accertamento relativo alla rendita catastale, sostenendo la necessità di escludere dal calcolo il valore dei macchinari "imbullonati" secondo la Legge di Stabilità 2016. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione della corte d'appello, rilevando un vizio di motivazione. La corte territoriale, infatti, non aveva adeguatamente esaminato le prove fornite dalla società sulla natura di tali impianti, omettendo di pronunciarsi su un fatto decisivo. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione del merito.
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Scientia decoctionis: prova e oneri della curatela
Una curatela fallimentare ha agito contro un istituto di credito per la revoca di alcune rimesse bancarie, sostenendo che la banca fosse a conoscenza dello stato di insolvenza dell'impresa (la cosiddetta scientia decoctionis). La Corte di Cassazione, confermando le decisioni dei gradi precedenti, ha respinto le pretese della curatela. Ha stabilito che gli elementi portati a sostegno della domanda (dati di bilancio, segnalazioni in Centrale Rischi e una successiva domanda di concordato) non costituivano una prova sufficiente e concorde della conoscenza effettiva dell'insolvenza da parte della banca. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile in quanto mirava a un riesame dei fatti, non consentito in sede di legittimità.
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Danno da occupazione illegittima: la Cassazione conferma
I nuovi proprietari di appartamenti in un condominio hanno citato in giudizio l'erede del precedente proprietario terriero per l'occupazione abusiva di terreni adiacenti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la procedura di esproprio aveva validamente trasferito la proprietà e che il danno da occupazione illegittima è presunto. Ha inoltre affermato la responsabilità solidale dell'erede, anche per il periodo in cui l'occupazione è stata materialmente condotta da una società terza.
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Notifica atti tributari: valida se da corriere privato?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito la validità della notifica di atti tributari effettuata tramite un operatore postale privato anche in un periodo in cui vigeva una riserva a favore del fornitore universale. La controversia nasceva dalla contestazione di un contribuente riguardo la notifica di una cartella esattoriale, avvenuta nel 2009, la cui fase di invio della raccomandata informativa era stata gestita da un corriere privato. La Corte ha rigettato il ricorso, chiarendo che, per gli atti amministrativi e tributari, a differenza di quelli giudiziari, la liberalizzazione dei servizi postali ha reso legittimo l'affidamento a operatori privati muniti di licenza individuale, consolidando un principio di validità della notifica.
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Accertamento analitico-induttivo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un contribuente, confermando la legittimità di un accertamento analitico-induttivo. La decisione si fonda non solo sull'incongruenza dei ricavi rispetto agli studi di settore, ma anche sulla persistente antieconomicità della gestione aziendale e sull'elevata capacità di spesa del titolare. Secondo la Corte, in questi casi, l'onere di fornire la prova contraria per giustificare i bassi ricavi dichiarati si sposta sul contribuente.
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Dichiarazione integrativa: ok alla modifica dell’opzione
La Corte di Cassazione stabilisce che un contribuente può presentare una dichiarazione integrativa per modificare un'opzione fiscale precedentemente esercitata, anche dopo un accertamento. Il caso riguarda una società agricola che, dopo aver optato per un regime catastale, ha chiesto tramite dichiarazione integrativa di accedere alla detassazione 'Tremonti ambiente'. La Corte ha affermato che la dichiarazione dei redditi è una dichiarazione di scienza, quindi emendabile, e che il contribuente può sempre correggere errori per allineare il carico fiscale a quello effettivamente dovuto per legge.
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Definizione agevolata liti: la Cassazione chiude il caso
Un'impresa aveva ricevuto una cartella di pagamento dopo aver presentato una dichiarazione integrativa per usufruire di un beneficio fiscale su impianti fotovoltaici. Dopo aver vinto nei primi due gradi di giudizio, l'Amministrazione Finanziaria ha presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, prima della decisione, il contribuente ha aderito alla definizione agevolata delle liti. La Corte di Cassazione, preso atto dell'avvenuto accordo, ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessata materia del contendere, senza pronunciarsi nel merito delle questioni sollevate.
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Tremonti ambiente: l’investimento fissa il diritto
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29748/2025, ha stabilito un principio chiave per l'incentivo fiscale 'Tremonti ambiente'. Il diritto al beneficio sorge al momento dell'investimento effettivo, ovvero quando si sostengono i costi e si acquisiscono i beni, e non con gli adempimenti burocratici successivi come la perizia tecnica. La Corte ha accolto il ricorso di alcuni contribuenti ai quali era stato negato un rimborso IRPEF perché la loro perizia era successiva all'abrogazione della norma. La sentenza chiarisce che il momento sostanziale dell'investimento prevale su quello formale, salvaguardando così i diritti acquisiti prima dell'abrogazione della legge di favore.
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Agevolazioni Tremonti Ambiente: a chi spettano?
Una società la cui attività esclusiva consiste nella produzione e vendita di energia da fonti rinnovabili ha richiesto un rimborso fiscale basato sulle agevolazioni Tremonti Ambiente. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, stabilendo che tali incentivi sono destinati a imprese che investono per ridurre l'impatto ambientale della propria attività produttiva, non a quelle il cui core business è già ecologico. La decisione chiarisce l'ambito di applicazione della norma, distinguendo tra incentivo alla riconversione e aiuto settoriale.
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Agevolazione Tremonti Ambiente: quando inizia il diritto
Una società si è vista negare l'Agevolazione Tremonti Ambiente poiché la richiesta formale era successiva all'abrogazione della norma. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'azienda, stabilendo un principio fondamentale: il diritto al beneficio fiscale sorge al momento della realizzazione dell'investimento e non con la successiva presentazione della documentazione amministrativa. L'ordinanza ha inoltre chiarito che un mero errore materiale nell'indicazione del legale rappresentante non causa l'inammissibilità automatica del ricorso se non genera incertezza assoluta.
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Prezzo massimo di cessione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione chiarisce gli effetti della domanda di affrancazione dal vincolo del prezzo massimo di cessione su un immobile di edilizia convenzionata. La Corte stabilisce che, in pendenza di una causa per la restituzione della somma pagata in eccesso dall'acquirente, la richiesta di affrancazione da parte del venditore non rende il giudizio improcedibile, ma ne determina la sospensione. La sentenza annulla la decisione della Corte d'Appello, che aveva erroneamente dichiarato l'improseguibilità dell'azione, e rinvia la causa per una nuova valutazione alla luce di questo principio.
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Soggetto passivo IMU: chi paga per i fondi?
Una società di gestione del risparmio (SGR) ha impugnato un'ingiunzione di pagamento per l'IMU, sostenendo che il soggetto passivo dell'imposta fosse il fondo immobiliare da essa gestito. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che il soggetto passivo IMU è la SGR, in quanto i fondi comuni di investimento, pur costituendo patrimoni separati, sono privi di soggettività giuridica. La responsabilità del pagamento ricade quindi sulla società che gestisce e possiede formalmente gli immobili.
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Credito d’imposta ambientale: sì alla correzione tardiva
La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 29489/2025, ha stabilito che un'impresa può legittimamente richiedere un credito d'imposta ambientale in una dichiarazione successiva a quella dell'anno di investimento, se il ritardo è causato da un'oggettiva incertezza normativa. Nel caso specifico, una società aveva realizzato un impianto fotovoltaico nel 2010 ma ha richiesto il beneficio fiscale solo nella dichiarazione del 2013, a causa di dubbi sulla cumulabilità con altri incentivi. La Corte ha respinto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, confermando il principio generale di emendabilità della dichiarazione fiscale e riconoscendo il diritto del contribuente a fruire dell'agevolazione.
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Dichiarazione integrativa: sì alla modifica tardiva
La Corte di Cassazione ha stabilito che un contribuente può presentare una dichiarazione integrativa per recuperare un'agevolazione fiscale non richiesta, anche oltre i termini ordinari, se l'omissione è dovuta a un'oggettiva incertezza normativa. La sentenza chiarisce che la dichiarazione dei redditi è una dichiarazione di scienza, sempre emendabile per correggere errori e garantire un'imposizione conforme alla legge.
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