La Corte di Cassazione ha stabilito che la classificazione dell'olio di oliva, ai fini doganali, si basa inderogabilmente sulla prova organolettica (panel test) condotta secondo la rigida procedura comunitaria. Un'azienda importatrice aveva contestato il declassamento del proprio olio da "extravergine" a "vergine" sulla base di analisi private, ma la Corte ha confermato che tali prove non possono prevalere sui risultati dei test ufficiali e delle controanalisi previste dalla legge. La sentenza sottolinea che il panel test, pur non essendo una prova legale assoluta, segue un iter tipizzato che ne garantisce l'attendibilità e vincola il giudice di merito, escludendo la possibilità di invocare la buona fede basata su certificazioni esterne a tale procedura.
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