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Legge 83/2012 — Anno 2024

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164 provvedimenti

Altri anni per Legge 83/2012

Prova organolettica olio: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che la classificazione dell'olio di oliva, ai fini doganali, si basa inderogabilmente sulla prova organolettica (panel test) condotta secondo la rigida procedura comunitaria. Un'azienda importatrice aveva contestato il declassamento del proprio olio da "extravergine" a "vergine" sulla base di analisi private, ma la Corte ha confermato che tali prove non possono prevalere sui risultati dei test ufficiali e delle controanalisi previste dalla legge. La sentenza sottolinea che il panel test, pur non essendo una prova legale assoluta, segue un iter tipizzato che ne garantisce l'attendibilità e vincola il giudice di merito, escludendo la possibilità di invocare la buona fede basata su certificazioni esterne a tale procedura.
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Panel test olio: la Cassazione ne conferma la validità
Un'azienda importatrice di olio d'oliva si è vista declassare il proprio prodotto da "extra vergine" a "vergine" a seguito di un panel test olio effettuato dall'Amministrazione doganale. La società ha contestato la validità del test, ritenendolo soggettivo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che il panel test è una procedura rigidamente tipizzata dal legislatore comunitario, con pieno valore legale, pari a quello delle analisi chimiche. L'esito negativo del test è sufficiente per il declassamento del prodotto e la conseguente applicazione di dazi e sanzioni, e le contestazioni possono avvenire solo all'interno delle procedure di controanalisi previste dalla normativa.
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Addebito diretto errato: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di presunto addebito diretto errato, rigettando il ricorso di uno studio legale contro una società finanziaria. L'ordinanza chiarisce i limiti del giudizio di legittimità, ribadendo che la Corte non può riesaminare i fatti di causa, soprattutto in presenza di una "doppia conforme", ovvero due sentenze di merito identiche. Il ricorso è stato respinto perché i motivi proposti miravano a una nuova valutazione delle prove, non consentita in sede di Cassazione.
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Prova del possesso: coltivare non basta per usucapione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcuni privati che rivendicavano la proprietà di un terreno per usucapione. La Corte ha stabilito che la prova del possesso utile all'usucapione richiede la dimostrazione di un potere di fatto sul bene esercitato 'uti dominus', ovvero con l'animo del proprietario. Nel caso specifico, la coltivazione del fondo e la realizzazione di piccole opere non sono state ritenute sufficienti, soprattutto a causa della mancanza di un accesso esclusivo al terreno, che avveniva tramite una proprietà comunale. La decisione conferma che l'onere della prova del possesso esclusivo, pubblico e ininterrotto grava su chi intende usucapire il bene.
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