LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Legge 742/1969

Pagina 3 di 11

201 provvedimenti

Opposizione e Cassazione: addio alla sospensione feriale dei termini
Un debitore ha impugnato in Cassazione la sentenza di appello che respingeva la sua opposizione all'esecuzione forzata. Il ricorso è stato però notificato oltre il termine perentorio di sei mesi, pur considerando la sospensione straordinaria per l'emergenza sanitaria. Il debitore sosteneva che spettasse anche la sospensione feriale dei termini estiva, ritenendola applicabile a tutti i giudizi di legittimità. La Corte di Cassazione ha rigettato la tesi, chiarendo che le controversie esecutive sono escluse dalla pausa estiva in ogni grado di giudizio, compresa la Cassazione. L'esenzione dipende infatti dalla materia trattata e non dall'organo giudicante. I giudici hanno dichiarato inammissibile il ricorso e condannato il debitore alle spese legali, escludendo tuttavia la condanna per lite temeraria.
Continua »
Debito contestato: i termini impugnazione non aspettano la pausa feriale
Un creditore ha intimato a un debitore il pagamento di quasi 87.500 euro, basandosi su un contratto di cessione di partecipazioni sociali. Il debitore ha proposto opposizione all'esecuzione, sostenendo di essere lui il creditore. Sia il Tribunale che la Corte d'Appello hanno rigettato l'opposizione. Il debitore ha presentato ricorso in Cassazione. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile perché tardivo. Ha stabilito che i termini impugnazione per l'opposizione all'esecuzione non beneficiano della sospensione feriale, neanche in presenza di sospensioni straordinarie come quella per il Covid-19, se il ricorso ordinario è strumentale all'opposizione. Il ricorso è stato notificato oltre il termine di sei mesi dalla pubblicazione della sentenza.
Continua »
Equo indennizzo legge Pinto: vittoria contro i ritardi dello Stato
Due cittadini richiedono l'equo indennizzo legge Pinto al Ministero della Giustizia a causa della durata irragionevole di una procedura fallimentare iniziata nel 1990 e chiusa nel 2018. La Corte d'Appello riconosce loro un risarcimento di 6.300 euro. Il Ministero propone ricorso in Cassazione contestando la tempestività dell'azione, la sospensione estiva dei termini e i criteri di calcolo della somma liquidata. La Corte di Cassazione rigetta integralmente il ricorso statuendo che la pausa feriale estiva si applica al termine semestrale per agire e che un fallimento non può eccedere i sei anni complessivi. L'Amministrazione statale viene condannata anche al pagamento delle spese di giudizio.
Continua »
Opposizione a precetto: niente sospensione feriale dei termini
Il Debitore ha chiesto la revocazione di un'ordinanza della Corte di Cassazione, sostenendo che i giudici avessero sbagliato nel considerare tardivo un suo ricorso. Secondo il Debitore, alla sua opposizione a precetto doveva applicarsi la sospensione feriale dei termini estivi, non essendo l'esecuzione forzata ancora iniziata. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che la contestazione riguarda un'interpretazione di legge e non un errore percettivo di fatto. Inoltre, la Corte ha confermato un principio consolidato: l'opposizione a precetto rientra tra le cause esecutive a cui non si applica mai la pausa estiva dei termini, neppure nelle fasi di impugnazione. Il Debitore è stato condannato al pagamento del doppio contributo unificato.
Continua »
Opposizione a precetto e sospensione feriale: addio al ricorso
Un'Azienda notifica un atto di precetto a un Ex Collaboratore per incassare una penale, contestando la violazione del divieto di diffondere informazioni riservate. L'Ex Collaboratore propone opposizione a precetto e ottiene la cancellazione della pretesa nei primi gradi di giudizio. L'Azienda presenta ricorso in Cassazione conteggiando la pausa estiva dei termini processuali. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile per tardività. Nella materia di opposizione a precetto e sospensione feriale la legge non prevede alcuna pausa estiva: i termini processuali continuano a correre anche in agosto. L'Azienda perde definitivamente la causa ed è condannata al pagamento di oltre 13.000 euro di spese legali.
Continua »
Ricorso per cassazione tardivo: il fisco vince per un ritardo
L'Agenzia delle Entrate ha emesso un avviso di accertamento induttivo contro una società di vendita di auto usate, contestando l'omessa presentazione delle dichiarazioni fiscali e negando l'applicazione del regime del margine. Dopo alterne vicende nei primi gradi di giudizio, la società ha proposto ricorso in Cassazione. Tuttavia, la Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile senza esaminare i motivi di merito. I giudici hanno rilevato un ricorso per cassazione tardivo: la sentenza d'appello era stata depositata il 26 giugno 2023, ma la notifica del ricorso è avvenuta solo il 5 marzo 2024, ben oltre il termine di sei mesi (prorogato per la sospensione feriale di agosto) scaduto il 29 gennaio 2024. La società ha perso la causa ed è stata condannata a pagare le spese processuali.
Continua »
Termine per il ricorso in Cassazione scaduto: l’azienda perde
Un'azienda ha impugnato la decisione che riconosceva la natura subordinata del rapporto di lavoro di due collaboratori. L'Ente Previdenziale si è opposto alla richiesta. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché presentato oltre il termine stabilito dalla legge. Nelle cause di lavoro non si applica la sospensione estiva dei termini, ma andava considerata solo la sospensione straordinaria di 63 giorni dovuta all'emergenza sanitaria. Di conseguenza, il termine per il ricorso in Cassazione scadeva il 20 ottobre 2020, mentre l'azienda ha notificato l'atto solo a novembre dello stesso anno. L'azienda perde la causa e deve versare un ulteriore contributo unificato.
Continua »
Condono fiscale: l’appello del Fisco è salvo nonostante i ritardi
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione che dichiarava tardivo il suo appello contro l'annullamento di una cartella esattoriale emessa verso una società. La Cassazione ha accolto il ricorso dell'Ufficio, chiarendo che la controversia, pendente alla data del 31 dicembre 2011 e di valore inferiore a 20.000 euro, beneficiava della sospensione dei termini processuali prevista dalle norme sul condono fiscale (art. 39, comma 12, D.L. n. 98/2011). Di conseguenza, il termine per impugnare la sentenza di primo grado era rimasto sospeso fino al 30 giugno 2012, rendendo l'appello dell'Amministrazione tempestivo. La causa è stata quindi rinviata alla Corte di giustizia tributaria di secondo grado per un nuovo esame.
Continua »
Sospensione feriale dei termini: ricorso tardivo contro il fallimento
Una società immobiliare ha proposto ricorso in Cassazione contro la sentenza della Corte d'Appello che confermava la sua dichiarazione di fallimento. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile perché presentato oltre i termini di legge. I giudici hanno chiarito che alla dichiarazione e alla revoca del fallimento non si applica la sospensione feriale dei termini processuali (quella prevista ad agosto). Di conseguenza, nonostante la sospensione straordinaria dovuta all'emergenza Covid-19, il termine di sei mesi per impugnare la sentenza era ampiamente scaduto al momento della notifica del ricorso. La società è stata condannata al pagamento delle spese di giudizio.
Continua »
Equa riparazione: no al rigetto per copie non conformi
Il caso riguarda la richiesta di equa riparazione presentata da un cittadino per l'irragionevole durata di un processo. La Corte d'appello aveva rigettato la domanda poiché alcuni atti del giudizio presupposto erano stati depositati in copia semplice, senza l'attestazione di conformità del difensore. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del cittadino, stabilendo che l'onere di produrre i documenti non richiede necessariamente copie autentiche o conformi estratte dalla cancelleria, ma è sufficiente presentare le copie in possesso della parte. Se la documentazione è incompleta, il giudice non può respingere la domanda, ma deve invitare la parte a integrare le prove. Inoltre, la Cassazione ha ribadito che al termine di sei mesi per proporre la domanda si applica la sospensione feriale dei termini.
Continua »
Sospensione feriale dei termini: no al concordato tardivo
Una società proponente ha presentato una proposta di concordato fallimentare, rigettata dal Tribunale e successivamente dalla Corte d'Appello. La società ha quindi proposto ricorso in Cassazione oltre il termine di trenta giorni, ritenendo applicabile la sospensione feriale dei termini nel mese di agosto. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che la sospensione feriale dei termini non si applica ai procedimenti di concordato fallimentare, inclusa la fase del ricorso per cassazione. Di conseguenza, la società proponente ha perso il giudizio ed è stata condannata al pagamento delle spese processuali.
Continua »
Sospensione feriale dei termini: banca perde il ricorso tardivo
Un istituto di credito ha proposto ricorso straordinario per cassazione contro la decisione del Tribunale che rigettava il reclamo sul piano di riparto parziale di un fallimento. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché notificato oltre il termine di sessanta giorni dalla comunicazione del provvedimento. La Corte ha chiarito che a questo tipo di impugnazione non si applica la sospensione feriale dei termini, in quanto l'articolo 36-bis della legge fallimentare esclude espressamente tale beneficio per i procedimenti fallimentari, compresa la fase di legittimità. Di conseguenza, la banca ha perso la causa ed è stata condannata al pagamento delle spese giudiziarie e al raddoppio del contributo unificato.
Continua »
Termine per il ricorso in Cassazione: il ritardo costa caro
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un cittadino poiché depositato oltre il termine stabilito dalla legge. La sentenza di secondo grado era stata pronunciata con riserva di motivazione entro sessanta giorni. Calcolando la sospensione feriale dei termini nel mese di agosto, il termine per il ricorso in Cassazione scadeva l'8 ottobre 2022. Il ricorrente ha invece depositato l'atto il 18 ottobre 2022, con dieci giorni di ritardo. Per questo motivo, la Suprema Corte ha respinto il ricorso senza esaminarlo nel merito e ha condannato l'uomo al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di tremila euro a favore della Cassa delle ammende.
Continua »
Decreto di espulsione: tra domicilio in Italia e fuga all’estero
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di uno straniero contro l'ordinanza del Giudice di Pace che dichiarava inammissibile la sua opposizione a un decreto di espulsione. Lo straniero sosteneva che, essendo stato espulso in Albania il giorno successivo alla notifica, si dovesse applicare il termine di sessanta giorni previsto per chi risiede all'estero, anziché quello ordinario di trenta giorni. I giudici hanno chiarito che il termine di trenta giorni decorre dalla notifica avvenuta in Italia, poiché lo straniero era stabilmente domiciliato a Milano al momento del provvedimento. Di conseguenza, il ricorso tardivo è stato dichiarato inammissibile, confermando la legittimità del decreto di espulsione.
Continua »
Processo di 34 anni: quando l’equo indennizzo viene tagliato
Un cittadino chiede l'equo indennizzo per la durata irragionevole di una causa civile durata oltre trentaquattro anni. La Corte d'appello accoglie la domanda ma riduce l'importo annuo al minimo di 300 euro, applicando una decurtazione dovuta alla sconfitta finale del cittadino nel processo originario e ai rinvii da lui richiesti. Sia il cittadino che il Ministero della Giustizia ricorrono in Cassazione. Il Ministero sostiene che la domanda fosse tardiva, escludendo la sospensione feriale dei termini. La Corte di Cassazione respinge entrambi i ricorsi. Conferma che la sospensione feriale si applica al termine di sei mesi per chiedere l'indennizzo e convalida la riduzione della somma operata dai giudici di merito, poiché la sconfitta finale e la condotta dilatoria giustificano la quantificazione al ribasso.
Continua »
Equa riparazione: il cittadino vince contro i ritardi dello Stato
Il Cittadino ha richiesto l'equa riparazione per l'irragionevole durata di un processo penale, in cui si era costituito parte civile, e del successivo giudizio civile per la liquidazione dei danni. La Corte d'Appello ha riconosciuto un indennizzo parziale, considerando ragionevole una durata di tre anni per la fase civile. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Cittadino, stabilendo che il giudizio civile di liquidazione costituisce la prosecuzione di quello penale e che la sua durata ragionevole deve essere di regola pari a un solo anno. Inoltre, la Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'Amministrazione della Giustizia, confermando che la sospensione feriale dei termini si applica anche al termine semestrale per proporre la domanda di equa riparazione. La causa è stata rinviata per un nuovo calcolo dell'indennizzo.
Continua »
Sospensione feriale dei termini: ricorso tardivo del dipendente
Un lavoratore ha fatto causa a un Comune chiedendo il risarcimento dei danni per la mancata assunzione come dirigente, sostenendo che l'accordo fosse concluso via email. Dopo il rigetto nei primi gradi, il lavoratore ha proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile perché presentato oltre il termine di sei mesi. La Corte ha chiarito che la sospensione feriale dei termini non si applica alle controversie di lavoro, incluse quelle del pubblico impiego privatizzato. Di conseguenza, il ricorso notificato a settembre, anziché entro l'otto agosto, è tardivo. Il lavoratore ha perso la causa ed è stato condannato a pagare le spese processuali.
Continua »
Esecuzione provvisoria: rilascio dell’immobile anche senza giudicato
Una concedente d'azienda ha intimato il rilascio di un immobile a una società affittuaria in forza di un lodo arbitrale che dichiarava risolto il contratto. La società ha proposto opposizione, sostenendo che l'ordine di rilascio non fosse provvisoriamente esecutivo prima del passaggio in giudicato della risoluzione contrattuale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società, confermando che l'esecuzione provvisoria delle condanne dipendenti da una pronuncia costitutiva è legittima se non vi è un nesso di stretta reciprocità che alteri la parità delle parti. Di conseguenza, l'ordine di rilascio dell'immobile è immediatamente esecutivo.
Continua »
Sospensione feriale dei termini: la Cassazione accoglie l’appello
Una società immobiliare ha impugnato la decisione della Corte d'Appello che aveva dichiarato inammissibile il suo appello perché ritenuto tardivo. La sentenza di primo grado era stata depositata il 4 agosto, durante il periodo di sospensione feriale dei termini. La Corte d'Appello aveva calcolato la scadenza contando i singoli giorni, fissandola al 28 febbraio. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società, chiarendo che la sospensione feriale dei termini sposta l'inizio del calcolo dei sei mesi al 1° settembre. Di conseguenza, applicando la regola del computo mese per mese, il termine scadeva il 1° marzo, rendendo l'appello tempestivo. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio.
Continua »
Opposizione all’esecuzione: la banca perde per un ritardo estivo
Un istituto di credito ha avviato un'espropriazione immobiliare contro due garanti di una società debitrice. I garanti hanno proposto opposizione all'esecuzione, sostenendo che il debito fosse estinto grazie a una transazione stipulata dalla banca con un altro co-obbligato. La Corte d'Appello ha accolto l'opposizione. La banca ha impugnato la decisione dinanzi alla Corte di Cassazione. Tuttavia, la Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per tardività. Trattandosi di una causa in materia di opposizione all'esecuzione, non si applica la sospensione feriale dei termini. Di conseguenza, il termine di sessanta giorni per proporre ricorso era ampiamente scaduto al momento della notifica.
Continua »