LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Legge 689/1981 — Sezione Seconda Civile

Pagina 23 di 25

495 provvedimenti

Altri anni per Legge 689/1981

Rinuncia al ricorso: conseguenze sulle spese legali
Una società di revisione, sanzionata dall'autorità di vigilanza sui mercati finanziari per irregolarità nella revisione dei bilanci di due compagnie assicurative, ha impugnato la sanzione. Giunto il caso in Cassazione, la società ha presentato una rinuncia al ricorso. La Corte ha dichiarato estinto il processo, condannando però la parte ricorrente al pagamento delle spese legali della controparte, poiché quest'ultima non aveva aderito alla rinuncia. La decisione chiarisce le implicazioni procedurali ed economiche della rinuncia in Cassazione.
Continua »
Responsabilità del promotore finanziario e concorso
L'Autorità di Vigilanza sanziona una consulente finanziaria con la radiazione per illeciti commessi in concorso con il coniuge a danno di clienti. La Corte d'Appello annulla la sanzione, ritenendo il suo ruolo "marginale". La Cassazione cassa la sentenza d'appello per motivazione apparente e contraddittoria, affermando che un ruolo marginale non esclude la responsabilità del promotore finanziario e rinvia il caso per un nuovo esame.
Continua »
Termine decadenziale sanzioni: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione di merito che aveva cancellato una sanzione dell'autorità di vigilanza finanziaria contro un amministratore di banca. Il fulcro della decisione riguarda il termine decadenziale sanzioni di 180 giorni, chiarendo che esso decorre non dalla mera notizia di un'irregolarità, ma dal momento in cui l'autorità completa l'istruttoria e ha un quadro chiaro e completo della violazione. La Corte distingue nettamente tra la semplice 'constatazione' di un fatto e il suo 'accertamento' giuridicamente rilevante.
Continua »
Confisca prezzo violazione: i limiti secondo la Cassazione
Una società nautica vende imbarcazioni a cittadini di un Paese sotto embargo. Il Ministero dello Sviluppo Economico confisca il prezzo della vendita. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 22845/2025, annulla la confisca, stabilendo un principio fondamentale: in assenza di una sanzione pecuniaria principale, la legge permette la confisca del bene oggetto della violazione, ma non del prezzo ricavato. L'analisi della Corte distingue nettamente tra 'cosa', 'prezzo' e 'prodotto' dell'illecito, riaffermando il principio di stretta legalità in materia di sanzioni ablatorie. La decisione chiarisce che la confisca del prezzo di una violazione non può essere automatica.
Continua »
Sanzione amministrativa Consob: i doveri dei sindaci
La Corte di Cassazione ha confermato una sanzione amministrativa Consob a carico di un membro del collegio sindacale di una banca per omessa vigilanza sulla correttezza dei prospetti informativi. La decisione chiarisce che la responsabilità del sindaco sussiste anche a titolo di colpa e che le sanzioni amministrative in materia finanziaria, in questo specifico caso, non hanno natura sostanzialmente penale. Viene inoltre ribadita la giurisdizione del giudice ordinario e la legittimità della procedura sanzionatoria seguita dall'Autorità di vigilanza.
Continua »
Responsabilità collegio sindacale: la Cassazione decide
La Cassazione conferma la sanzione a un membro del collegio sindacale di una banca per omessa vigilanza. La decisione sottolinea l'ampia responsabilità del collegio sindacale nel controllo dei prospetti informativi, respingendo l'ipotesi di ignoranza incolpevole anche in caso di presunto occultamento da parte del management. La Corte stabilisce che la presunzione di colpa grava sul sindaco, che deve dimostrare di aver agito senza negligenza.
Continua »
Responsabilità collegio sindacale: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcuni ex membri del collegio sindacale di un istituto di credito, confermando la loro responsabilità per omessa vigilanza. La Suprema Corte ha chiarito importanti principi procedurali, tra cui la distinzione tra procedimento amministrativo e giurisdizionale, la natura non perentoria dei termini interni dell'Autorità di vigilanza e l'ampiezza della responsabilità del collegio sindacale anche per condotte iniziate prima del loro insediamento ma protrattesi durante il mandato. La decisione sottolinea il rigore con cui viene valutata la diligenza degli organi di controllo societari.
Continua »
Compensazione spese di lite: quando è illegittima?
Un cittadino vince una causa contro un'amministrazione pubblica, ma i giudici di merito dispongono la compensazione spese di lite. La Corte di Cassazione interviene, chiarendo che tale compensazione è illegittima senza 'gravi ed eccezionali ragioni' e che il rilievo d'ufficio di un errore da parte del giudice non costituisce una di queste.
Continua »
Responsabilità CFO: la Cassazione conferma la sanzione
Un manager con il ruolo di Chief Financial Officer (CFO) di un istituto bancario è stato sanzionato dall'autorità di vigilanza per irregolarità e omissioni informative relative a una complessa operazione finanziaria. Dopo il rigetto della sua opposizione da parte della Corte d'Appello, il dirigente ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, confermando la sanzione e delineando i contorni della responsabilità CFO. La decisione sottolinea che il ruolo del CFO non è meramente formale, ma implica una posizione di garanzia che impone un dovere attivo di verifica e di corretta comunicazione verso gli organi di vigilanza, anche per operazioni iniziate prima dell'assunzione della carica.
Continua »
Opposizione a cartella esattoriale: competenza del giudice
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito un principio chiave sulla competenza territoriale in materia di opposizione a cartella esattoriale. Quando un cittadino contesta un'intimazione di pagamento per vizi propri del titolo, come la prescrizione del credito o la mancata notifica degli atti presupposti (es. verbali di multe), l'azione si qualifica come opposizione all'esecuzione. Di conseguenza, la competenza non è del giudice del luogo dove è stata commessa l'infrazione, ma del giudice del luogo dell'esecuzione, cioè quello di prossimità per il debitore. Questa decisione favorisce la trattazione unificata della causa davanti al giudice più vicino al cittadino.
Continua »
Opposizione cartella esattoriale: quale giudice decide?
Un cittadino ha presentato opposizione a un'intimazione di pagamento per una multa, eccependo la prescrizione e vizi di notifica. A seguito di un conflitto di competenza tra diversi Giudici di Pace, la Corte di Cassazione ha stabilito un principio chiave: se l'opposizione cartella esattoriale contesta il diritto del creditore di procedere all'esecuzione (opposizione all'esecuzione), la competenza territoriale spetta al giudice del luogo in cui l'esecuzione dovrebbe avvenire, e non al giudice del luogo in cui è stata commessa l'infrazione. La decisione chiarisce quindi quale tribunale adire a seconda della natura delle contestazioni sollevate contro la cartella.
Continua »
Responsabilità collegio sindacale: doveri e sanzioni
La Corte di Cassazione ha confermato la sanzione pecuniaria irrogata dall'autorità di vigilanza al presidente del collegio sindacale di un istituto di credito per gravi carenze nell'esercizio delle sue funzioni. La sentenza sottolinea come la responsabilità del collegio sindacale non venga meno neanche in presenza di condotte dolose degli amministratori, ribadendo la natura attiva e non delegabile del dovere di controllo su tutti gli aspetti della gestione aziendale, inclusi i controlli interni, la governance e la determinazione del valore delle azioni.
Continua »
Potere sanzionatorio Consob: i termini per agire
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza che aveva cancellato una sanzione a un ex direttore di banca. Il caso riguarda il potere sanzionatorio Consob e la decorrenza dei termini per la contestazione. La Suprema Corte ha stabilito che il termine non decorre dalla semplice conoscenza generica di un problema, ma dal momento in cui l'Autorità completa l'istruttoria necessaria a verificare la specifica violazione, distinguendo tra 'constatazione' e 'accertamento' del fatto.
Continua »
Sanzioni Banca d’Italia: la responsabilità del direttore
La Corte di Cassazione ha confermato le sanzioni della Banca d'Italia inflitte a un ex Direttore Generale di un intermediario finanziario per gravi carenze organizzative e di controllo. La Corte ha respinto il ricorso, sottolineando che i documenti prodotti in ritardo nel giudizio d'appello sono inammissibili. È stata inoltre confermata la responsabilità diretta del direttore per le problematiche riscontrate, anche se manifestatesi pienamente dopo la sua uscita dall'azienda, poiché originate durante il suo lungo mandato.
Continua »
Responsabilità consiglieri: doveri e sanzioni
Un ex consigliere di amministrazione non esecutivo di un istituto bancario ha impugnato una sanzione della Banca d'Italia per carenze gestionali. La Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la sua responsabilità consiglieri e chiarendo che anche gli amministratori senza deleghe hanno un dovere di vigilanza attiva e di agire informati, specialmente in presenza di segnali di allarme. La Corte ha inoltre precisato che, in materia di sanzioni amministrative, vige una presunzione di colpa, e spetta quindi al sanzionato dimostrare di aver agito senza colpevolezza.
Continua »
Contributi agricoli: titoli fittizi e sanzioni
Un'imprenditrice agricola è stata sanzionata per aver ricevuto fondi UE sulla base di contratti di comodato fittizi. La Corte di Cassazione ha respinto il suo ricorso, confermando che le dichiarazioni dei proprietari terrieri possono dimostrare la natura fittizia dei contratti e che le formalità procedurali non possono sanare una richiesta di contributi agricoli basata sulla frode.
Continua »
Responsabilità esponenti: basta il rischio per la sanzione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 7139 del 2025, ha chiarito i presupposti per la responsabilità degli esponenti aziendali nel settore finanziario. Il caso riguardava sanzioni irrogate dall'autorità di vigilanza a una banca e ai suoi dirigenti per violazioni del Testo Unico della Finanza. La Suprema Corte ha stabilito che per configurare il "grave pregiudizio per la tutela degli investitori", non è necessario un danno effettivo e già verificatosi, essendo sufficiente una condotta potenzialmente idonea a ledere gli interessi protetti. La Corte ha inoltre confermato la responsabilità diretta della banca per le dichiarazioni non veritiere rese dai suoi funzionari durante l'attività ispettiva, accogliendo il ricorso dell'autorità di vigilanza e cassando con rinvio la sentenza d'appello.
Continua »
Notifica atti amministrativi: Cassazione annulla sanzione
La Corte di Cassazione ha annullato una pesante sanzione per insider trading inflitta a un manager residente all'estero. La decisione non si basa sul merito dell'accusa, ma su un vizio procedurale fondamentale: l'errata notifica degli atti amministrativi iniziali. La Corte ha stabilito che il Regolamento UE per la notifica di atti civili e commerciali non si applica ai procedimenti sanzionatori della pubblica amministrazione, poiché questi rientrano nella categoria esclusa degli atti compiuti 'iure imperii'. Tale vizio, violando il diritto di difesa, non è sanabile e comporta la nullità dell'intero provvedimento sanzionatorio.
Continua »
Fermo amministrativo nave: competenza del Tribunale
La Corte di Cassazione ha stabilito che la competenza a giudicare l'opposizione a un provvedimento di fermo amministrativo di una nave, emesso per la violazione delle norme sui soccorsi in mare, spetta al Tribunale e non al Giudice di Pace. La decisione si basa sull'assenza di un richiamo esplicito alle norme del Codice della Strada per la specifica sanzione contestata, applicando quindi le regole generali sulla competenza giurisdizionale per le sanzioni non pecuniarie.
Continua »
Sanzioni antiriciclaggio: favor rei e calcolo
Un direttore di banca e l'istituto cessionario di un ramo d'azienda sono stati sanzionati per omesse segnalazioni di operazioni sospette. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione di secondo grado, stabilendo l'applicazione del principio del 'favor rei', ovvero della legge successiva più favorevole, per la determinazione delle sanzioni antiriciclaggio. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per ricalcolare la sanzione alla luce della normativa sopravvenuta.
Continua »