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Legge 633/1941

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90 provvedimenti

Tutela diritto d’autore: opera d’ingegno e marchi
La Cassazione conferma la condanna per violazione della tutela del diritto d'autore. La Corte chiarisce che la protezione di un'opera d'ingegno, come un cubo-puzzle o personaggi di fantasia, è indipendente dalla registrazione di marchi o brevetti, respingendo il ricorso dell'imputata.
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Prova proprietà software: no a contratti tra terzi
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società autostradale, confermando che la prova della proprietà di un software non può basarsi su contratti stipulati con i sviluppatori se questi non sono opponibili ai terzi che vantano diritti. La Corte ha sottolineato che l'onere della prova grava su chi rivendica la proprietà, e la semplice documentazione contrattuale può essere ritenuta insufficiente. Anche la domanda di risarcimento per diffamazione è stata respinta per mancata prova del danno, che non è mai presunto.
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Contributi lavoratori spettacolo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'obbligo di versare i contributi per i lavoratori dello spettacolo sussiste anche per prestazioni occasionali e non esclusive. L'ordinanza chiarisce che l'appartenenza a una delle categorie professionali previste dalla legge è il fattore determinante. Inoltre, ha confermato che l'esenzione contributiva per i compensi legati ai diritti d'immagine è limitata a una quota forfettaria del 40% del totale percepito, respingendo la richiesta di un'esclusione totale dalla base imponibile. Il ricorso di una società di management artistico contro l'ente previdenziale è stato quindi rigettato.
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Diritti d’autore film: quando scadono realmente?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un'imputata accusata di violazione dei diritti d'autore per la vendita di film su DVD. La Corte ha chiarito che i diritti d'autore su un film non scadono dopo i 50 anni previsti per il produttore (diritto connesso), ma è necessario attendere la scadenza dei diritti degli autori (sceneggiatore, regista, etc.), che durano 70 anni dalla morte dell'ultimo coautore. L'imputata non ha fornito la prova della scadenza di questi diritti primari, rendendo legittimo il sequestro dei beni.
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Trasferimento ramo d’azienda: quando è legittimo?
Una giornalista ha contestato la legittimità della cessione del suo contratto di lavoro, avvenuta nell'ambito di un trasferimento ramo d'azienda da una grande casa editrice a una nuova società. La Corte di Cassazione ha confermato le sentenze dei gradi precedenti, ritenendo l'operazione valida. Il punto cruciale è stato il riconoscimento che l'unità trasferita, dedicata ai servizi grafici, possedeva una sufficiente e preesistente autonomia organizzativa e funzionale per essere qualificata come un vero e proprio ramo d'azienda, legittimando così il passaggio dei lavoratori ad essa collegati.
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Fine di lucro e diritto d’autore: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un'azienda di moda sanzionata per aver diffuso musica nei propri negozi senza aver pagato i diritti ai produttori discografici. La Corte ha stabilito che il fine di lucro non richiede un guadagno diretto, ma sussiste anche quando la musica è usata per ottimizzare i profitti, creando un ambiente più piacevole per i clienti. È stata inoltre respinta la tesi della buona fede, poiché l'imprenditore ha l'obbligo di informarsi su tutte le normative vigenti.
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Diritto di critica: limiti e verità dei fatti
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un'emittente televisiva e di un suo conduttore per diffamazione ai danni di una giornalista. La Corte ha stabilito che il diritto di critica, sebbene più ampio del diritto di cronaca, richiede che il 'nucleo essenziale dei fatti' su cui si basa sia veritiero. Presentare ipotesi investigative come certezze di colpevolezza viola questo principio, integrando la diffamazione e l'uso illecito dell'immagine, anche quando si esercita il diritto di critica.
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Diritto d’autore fumetti: l’idea non è tutelata
Un autore di fumetti ha citato in giudizio una nota casa editrice e altri autori, sostenendo che avessero plagiato la sua opera fantascientifica. Sia il Tribunale che la Corte d'Appello hanno respinto la domanda, ritenendo che le somiglianze riguardassero idee e temi comuni nel genere fantascientifico, non tutelabili dal diritto d'autore. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, ribadendo il principio fondamentale secondo cui il diritto d'autore protegge la forma espressiva e soggettiva di un'opera, non l'idea astratta che ne è alla base. La sentenza chiarisce i limiti della tutela per il diritto d'autore fumetti, escludendo dal plagio la ripresa di elementi generici come alieni, robot o viaggi onirici.
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Pirateria software: condanna e risarcimento del danno
Una società produttrice di software ha citato in giudizio un'azienda e il suo legale rappresentante per l'utilizzo di un programma CAD senza licenza. Il Tribunale di Milano ha accertato la violazione del diritto d'autore, basandosi anche su prove raccolte dalla Guardia di Finanza in un precedente procedimento penale. Ha condannato i convenuti in solido al risarcimento del danno patrimoniale, quantificato nel costo di mercato delle licenze, e del danno non patrimoniale, oltre alla rimozione del software illecito. La sentenza ha confermato la responsabilità personale dell'amministratore, sottolineando il suo dovere di vigilanza contro la pirateria software.
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Sanzione software senza licenza: la guida completa
Un'azienda è stata multata per oltre 28.000 euro per l'utilizzo di software non licenziato. Si è opposta alla sanzione, sostenendo che il calcolo per i programmi obsoleti fosse errato. Il tribunale ha respinto l'opposizione, confermando che la sanzione software senza licenza deve essere basata sul prezzo di mercato al momento dell'ispezione, anche per le versioni più vecchie. La precedente sentenza penale è stata un fattore determinante.
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