La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 40661/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per ricettazione di supporti audiovisivi piratati. La Corte ha ribadito che la ricezione di programmi tutelati dal diritto d'autore e abusivamente riprodotti integra il reato di ricettazione. L'abusività può essere desunta da vari elementi, come il numero dei supporti e la presenza di copertine fotocopiate, non solo dall'assenza del contrassegno SIAE. Inoltre, ha rigettato la censura sulla prescrizione, sottolineando che nel calcolo dei termini va considerato il periodo di sospensione del processo.
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