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Legge 34/2023

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55 provvedimenti

Estinzione Giudizio Tributario: la definizione agevolata
Una lunga controversia fiscale, giunta in Cassazione, si conclude con una declaratoria di estinzione del giudizio tributario. La contribuente ha utilizzato la definizione agevolata prevista dalla Legge n. 197/2022, presentando istanza e pagando la prima rata. La Suprema Corte ha dichiarato il processo estinto, stabilendo che le spese legali restano a carico di chi le ha anticipate e che non si applica il raddoppio del contributo unificato.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio fiscale
La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto un giudizio fiscale a seguito della richiesta di definizione agevolata presentata dalla società contribuente. La controversia originale verteva su un avviso di accertamento per IRES e IRAP, che secondo la società era stato emesso illegittimamente prima della scadenza del termine dilatorio di 60 giorni. Nonostante il ricorso dell'Agenzia Fiscale pendesse in Cassazione, l'adesione della società alla procedura di definizione agevolata, prevista dalla L. 197/2022, ha interrotto il processo, rendendo irrilevante l'analisi nel merito e portando alla chiusura definitiva del caso.
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Definizione Agevolata: estinzione del processo
Una società olandese, accusata di fittizia residenza estera dall'Agenzia delle Entrate, ha visto il suo contenzioso estinguersi. La Corte di Cassazione ha dichiarato la fine del processo perché la società ha aderito alla definizione agevolata, una procedura di sanatoria fiscale. La decisione ha reso superfluo l'esame dei complessi motivi di ricorso dell'Agenzia, basati sull'autonomia tra giudizio penale e tributario.
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Definizione agevolata: estinzione processo tributario
Un contribuente, dopo aver vinto nei primi due gradi di giudizio una causa contro l'Agenzia delle Entrate per detrazioni su ristrutturazioni, ha aderito alla definizione agevolata mentre il caso era pendente in Cassazione. La Suprema Corte, ricevuta la prova dell'adesione e del pagamento, ha dichiarato l'estinzione del processo, senza entrare nel merito della questione fiscale, applicando la normativa sulla tregua fiscale.
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Estinzione del giudizio per rottamazione: il caso
Un contribuente, coinvolto in un contenzioso tributario per avvisi di accertamento IRPEF, ha ottenuto l'estinzione del giudizio pendente in Cassazione aderendo alla c.d. "rottamazione quater". La Corte Suprema ha dichiarato estinto il processo, ritenendo tempestivo il pagamento della prima rata effettuato entro il termine di tolleranza di cinque giorni, nonostante le obiezioni iniziali del Pubblico Ministero. La decisione conferma che l'adesione a una definizione agevolata, perfezionata con il pagamento, prevale sul merito della controversia, terminando il procedimento legale.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio
Una società ha impugnato una cartella di pagamento relativa all'IRES. Durante il giudizio in Cassazione, la società ha aderito alla definizione agevolata, presentando domanda e pagando l'importo dovuto. La Corte di Cassazione, verificata la correttezza della procedura e l'assenza di diniego da parte dell'Amministrazione Finanziaria, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, lasciando le spese a carico della parte che le ha anticipate e escludendo il pagamento del doppio contributo unificato.
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Definizione agevolata: come estingue il processo
Un lungo contenzioso tributario tra l'Agenzia delle Entrate e una società, riguardante accertamenti per IRAP e IVA, si conclude inaspettatamente. Dopo anni di battaglie legali, i contribuenti hanno aderito alla definizione agevolata prevista dalla normativa recente. A seguito della presentazione della domanda e del pagamento, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, ponendo fine alla disputa senza una decisione nel merito.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio
Una società ha impugnato una cartella di pagamento per omessa dichiarazione IVA. Durante il giudizio in Cassazione, ha presentato domanda di definizione agevolata. Poiché non erano dovuti importi per il perfezionamento della procedura, la Corte Suprema ha dichiarato l'estinzione del processo, stabilendo che le spese legali restassero a carico delle parti che le avevano anticipate.
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Definizione agevolata: estinzione processo tributario
Una contribuente, soggetta a un accertamento sintetico basato su beni-indice, ha visto il suo contenzioso con l'Amministrazione Finanziaria giungere fino in Corte di Cassazione. Il processo è stato dichiarato estinto perché la contribuente ha aderito alla definizione agevolata delle liti pendenti, una procedura di sanatoria fiscale. La Corte ha confermato l'estinzione del giudizio per cessata materia del contendere, con compensazione delle spese legali.
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Utili extracontabili: la presunzione per i soci
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31932/2024, ha confermato la legittimità della presunzione di distribuzione ai soci degli utili extracontabili accertati in capo a una società a ristretta base. La Corte ha rigettato il ricorso di un socio, stabilendo che la ristrettezza della compagine sociale è di per sé sufficiente a fondare tale presunzione, e che tali redditi, non essendo mai transitati nella contabilità ufficiale, non beneficiano del regime di parziale tassazione volto a evitare la doppia imposizione. Il caso di un altro socio è stato invece dichiarato estinto per adesione alla definizione agevolata.
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Definizione agevolata: si applica all’autotutela?
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha rinviato a pubblica udienza il caso di una contribuente che si è vista negare la definizione agevolata per una lite su un diniego di autotutela. L'Agenzia delle Entrate ritiene che tali controversie non siano 'sanabili', ma la Corte ha sollevato dubbi sulla portata della nuova normativa (L. 197/2022), data la sua apparente maggiore ampiezza rispetto al passato. La decisione finale chiarirà l'ambito di applicazione della 'tregua fiscale'.
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Definizione agevolata: come estingue il processo
Due ex soci di una società di persone si sono opposti a diversi avvisi di accertamento fiscale. Dopo un complesso iter giudiziario, con sentenze di primo e secondo grado e un ricorso per revocazione, la controversia è giunta in Cassazione. Nel frattempo, i contribuenti hanno aderito alla definizione agevolata delle liti pendenti. La Corte Suprema, prendendo atto del perfezionamento della procedura di sanatoria, ha dichiarato l'estinzione del processo principale e l'inammissibilità del ricorso accessorio per carenza di interesse, compensando le spese legali.
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Difesa erariale: ricorso nullo se l’Agenzia sbaglia
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione. La decisione non si basa sul merito della questione tributaria (prescrizione dei crediti), ma su un vizio procedurale decisivo: la violazione delle norme sulla difesa erariale. L'Agenzia, infatti, era rappresentata da un avvocato del libero foro anziché dall'Avvocatura dello Stato, come previsto per i giudizi di legittimità, senza aver provato la sussistenza delle necessarie condizioni di deroga.
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Definizione agevolata e rinvio causa: la Cassazione
Una società di costruzioni impugnava avvisi di accertamento ICI emessi da un Comune. In pendenza del ricorso in Cassazione, la società aderiva alla definizione agevolata per una delle annualità contestate. A causa di orientamenti giurisprudenziali contrastanti sugli effetti procedurali di tale adesione, la Corte ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo, in attesa di una decisione che risolva il conflitto interpretativo.
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Sospensione termini impugnazione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria, stabilendo che la sospensione termini impugnazione prevista dalla normativa sulla definizione agevolata delle liti fiscali (L. 197/2022) si applica anche al caso di specie. La Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado aveva erroneamente dichiarato tardivo l'appello dell'ente, senza considerare la proroga di undici mesi. La sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame del merito.
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