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Legge 34/2023

55 provvedimenti

Definizione agevolata delle controversie fiscali: stop al Fisco
Una società riceveva una cartella di pagamento dall'Agenzia delle Entrate per l'anno d'imposta 2011, relativa a crediti d'imposta per investimenti ambientali in impianti fotovoltaici. Dopo l'appello favorevole alla contribuente, l'Amministrazione proponeva ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, la società presentava istanza di sospensione del processo per avvalersi della definizione agevolata delle controversie fiscali, ai sensi della Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione, verificata la sussistenza dei presupposti di legge, ha accolto la richiesta, disponendo la sospensione del giudizio e il rinvio della causa a nuovo ruolo per consentire il perfezionamento della sanatoria.
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Definizione agevolata delle liti fiscali: stop alla Cassazione
L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso in Cassazione contro una società sportiva e i suoi liquidatori per una controversia su imposte IRES e IRAP. I contribuenti hanno chiesto la sospensione del giudizio per valutare l'adesione alla definizione agevolata delle liti fiscali, come previsto dalla Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione, preso atto della richiesta formale e dell'estensione dei termini di legge, ha accolto l'istanza. Di conseguenza, i giudici hanno sospeso il processo e rinviato la causa a nuovo ruolo, consentendo ai contribuenti di perfezionare la sanatoria fiscale entro i termini stabiliti.
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Definizione agevolata delle liti fiscali: bloccato il fisco
Una società immobiliare, coinvolta in una controversia contro l'Agenzia delle Entrate per accertamenti su IRES, IRAP e IVA, ha richiesto la sospensione del giudizio in Cassazione. La richiesta si fonda sulla volontà di avvalersi della definizione agevolata delle liti fiscali prevista dalla Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione, preso atto della dichiarazione della contribuente e della proroga dei termini disposta dal Decreto Bollette, ha accolto l'istanza. Di conseguenza, i giudici hanno sospeso il processo fino al 10 ottobre 2023, rinviando la causa a nuovo ruolo per consentire il perfezionamento della sanatoria tributaria.
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Sospensione del processo tributario: stop al fisco per la tregua
Un contribuente, in qualità di legale rappresentante di una società di persone cessata, ha impugnato un avviso di accertamento IRPEF. Dopo la decisione sfavorevole della Commissione Tributaria Regionale, il contribuente ha proposto ricorso in Cassazione. Successivamente, ha richiesto la sospensione del giudizio avvalendosi della tregua fiscale prevista dalla legge di bilancio. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta, disponendo la sospensione del processo tributario fino al 10 ottobre 2023 e rinviando la causa a nuovo ruolo, consentendo così al contribuente di valutare l'adesione alla definizione agevolata delle liti pendenti.
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Stop al Fisco: sì alla definizione agevolata delle liti fiscali
Una banca estera, con succursale in Italia, ha impugnato un avviso di accertamento per imposte non pagate. Durante il giudizio davanti alla Corte di Cassazione, la società ha richiesto la sospensione del processo per poter accedere alla definizione agevolata delle liti fiscali, introdotta dalla Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione, preso atto della richiesta e della normativa vigente, ha accolto l'istanza disponendo la sospensione del giudizio fino al 10 ottobre 2023 e rinviando la causa a nuovo ruolo, consentendo così alla contribuente di perfezionare la sanatoria fiscale.
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Definizione agevolata delle liti tributarie: tregua col Fisco
L'Associazione Sportiva e i suoi soci hanno impugnato gli avvisi di accertamento con cui il Fisco ha disconosciuto la natura non commerciale dell'ente, richiedendo maggiori imposte e sanzioni. Dopo alterne vicende nei gradi di merito, la controversia è giunta in Cassazione. Nelle more del giudizio, i contribuenti hanno presentato istanza per aderire alla definizione agevolata delle liti tributarie ai sensi della Legge di Bilancio 2023. La Suprema Corte, preso atto della richiesta di avvalersi della tregua fiscale, ha disposto la sospensione del processo e il rinvio della causa a nuovo ruolo, in attesa del perfezionamento della procedura di sanatoria.
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Definizione agevolata: la Cassazione ferma la lite con il Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha emesso un avviso di accertamento contro La Contribuente, contestando l'IVA su una fattura per la vendita di macchinari ritenuta relativa a un'operazione oggettivamente inesistente. Dopo la decisione favorevole alla contribuente in appello, l'ufficio finanziario ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, La Contribuente ha presentato istanza per avvalersi della definizione agevolata delle controversie tributarie. La Corte di Cassazione ha preso atto della richiesta e ha disposto la sospensione del processo, rinviando la causa a nuovo ruolo per consentire il perfezionamento della sanatoria fiscale.
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Definizione agevolata: la Cassazione ferma il Fisco sulle sanzioni
Una società contribuente ha impugnato un atto sanzionatorio emesso dall'Agenzia delle Dogane, collegato a un precedente accertamento tributario ormai definitivo. Dopo alterne vicende giudiziarie, l'Agenzia ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, la società ha richiesto la sospensione del processo dichiarando di volersi avvalere della definizione agevolata delle liti pendenti, introdotta dalla Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione, verificata la sussistenza dei presupposti di legge, ha accolto l'istanza disponendo la sospensione del giudizio e il rinvio della causa a nuovo ruolo per consentire il perfezionamento della sanatoria.
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Definizione agevolata delle controversie tributarie: stop liti
L'Agenzia delle Dogane ha contestato a una società importatrice e ai suoi spedizionieri il mancato inserimento dei diritti di licenza nel valore delle merci importate, irrogando sanzioni. Durante il giudizio in Cassazione, le società hanno richiesto la sospensione del processo per aderire alla definizione agevolata delle controversie tributarie, introdotta dalla Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione ha accolto l'istanza, rilevando la sussistenza dei presupposti di legge, e ha disposto la sospensione del giudizio con rinvio della causa a nuovo ruolo per consentire il perfezionamento della sanatoria.
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Definizione agevolata: stop alla lite tra fisco e contribuente
Una società attiva nella depurazione delle acque impugna un accertamento IVA per violazione del contraddittorio preventivo. L'Agenzia delle Entrate ricorre in Cassazione contro la decisione favorevole al contribuente. Durante il giudizio di legittimità, la società chiede di avvalersi della definizione agevolata prevista dalla legge di bilancio. La Corte di Cassazione accoglie l'istanza e dispone la sospensione del processo tributario per consentire il perfezionamento della sanatoria.
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Definizione agevolata delle liti pendenti: stop alla cartella IVA
Una società contribuente ha impugnato una cartella di pagamento da oltre 15.000 euro per il ritardo nella presentazione della dichiarazione IVA 2015. Dopo i rifiuti dei giudici di merito, la società ha fatto ricorso in Cassazione. Successivamente, la ricorrente ha chiesto la definizione agevolata delle liti pendenti ai sensi della Legge di Bilancio 2023, rinunciando provvisoriamente al giudizio e chiedendone la sospensione. La Corte di Cassazione ha accolto l'istanza, disponendo la sospensione del processo per consentire il perfezionamento della sanatoria fiscale tramite il pagamento delle somme dovute.
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Definizione agevolata: la Cassazione ferma la lite col Fisco
Una società contribuente ha impugnato un'intimazione di pagamento per sanzioni IVA relative all'anno 2010. Dopo alterne vicende nei gradi di merito, la società ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, la contribuente ha presentato istanza per avvalersi della definizione agevolata delle controversie tributarie pendenti, ai sensi della Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione, preso atto della richiesta, ha disposto la sospensione del giudizio e il rinvio della causa a nuovo ruolo, consentendo il perfezionamento della procedura di sanatoria fiscale.
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Definizione agevolata: il fisco perde il ricorso in Cassazione
L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso contro una società per il recupero di IVA forfettaria non versata nel 2004, calcolata sulla base imponibile dell'imposta sugli intrattenimenti. Durante la pendenza del giudizio davanti alla Corte di Cassazione, la società contribuente ha presentato domanda di definizione agevolata ai sensi della Legge di Bilancio 2023, provvedendo al pagamento dell'importo dovuto e depositando la relativa documentazione. La Suprema Corte, preso atto dell'avvenuta regolarizzazione e del rispetto dei requisiti di legge, ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Di conseguenza, la controversia tributaria si è conclusa definitivamente senza una decisione sul merito, con le spese di lite poste a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata delle liti pendenti: stop al Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione favorevole all'Azienda Contribuente, a cui era stato notificato un avviso di accertamento per il recupero di imposte non versate come sostituto d'imposta su maggiori compensi dell'amministratore. Durante il giudizio di Cassazione, l'Azienda Contribuente ha chiesto di accedere alla definizione agevolata delle liti pendenti ai sensi della Legge di Bilancio 2023, presentando la domanda e pagando l'importo dovuto. La Corte di Cassazione, verificata la presenza dei presupposti legali, ha accolto la richiesta di sospensione del processo. Il giudizio è stato quindi sospeso temporaneamente, rinviando la causa a nuovo ruolo per consentire il perfezionamento della sanatoria fiscale.
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Scontro IMU sulla cava: la definizione agevolata chiude la lite
Una società di riscossione e una società contribuente si scontravano in tribunale per un avviso di accertamento IMU del 2012 relativo a una cava estrattiva. Durante il giudizio di Cassazione, la società contribuente ha presentato domanda di definizione agevolata ai sensi della Legge di Bilancio 2023, pagando l'importo dovuto in un'unica soluzione. La Corte di Cassazione ha preso atto del regolare pagamento e del rispetto delle norme del regolamento comunale. Di conseguenza, i giudici hanno dichiarato l'estinzione del procedimento per cessazione della materia del contendere. Le spese del giudizio sono rimaste a carico di chi le ha anticipate e non è stato applicato il raddoppio del contributo unificato.
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Definizione agevolata: la società chiude la lite IMU sulla cava
Una società concessionaria per la riscossione comunale ha impugnato la decisione che riduceva il valore di una cava ai fini del calcolo dell'IMU dovuta da una società contribuente. Durante la pendenza del giudizio di Cassazione, la società contribuente ha presentato domanda di definizione agevolata ai sensi della Legge di Bilancio 2023, pagando quanto dovuto per sanare la pendenza tributaria. La Corte di Cassazione, preso atto del regolare adempimento e del perfezionamento della sanatoria, ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere. Le spese del processo sono state poste a carico di chi le ha anticipate, escludendo inoltre il pagamento del doppio contributo unificato.
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Definizione agevolata: la Cassazione chiude la lite sulla cava
Una società contribuente ha impugnato un avviso di accertamento ICI relativo a una cava estrattiva. Durante il giudizio di Cassazione, la società ha richiesto l'estinzione del processo avendo aderito alla definizione agevolata prevista dalla Legge di Bilancio 2023. Avendo la contribuente pagato la prima rata e presentato regolare domanda, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere. Le spese del processo sono rimaste a carico di chi le ha anticipate, escludendo il pagamento del doppio contributo unificato.
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Definizione agevolata: la Cassazione ferma la tassa sulla truffa
I Contribuenti hanno impugnato l'avviso di liquidazione dell'imposta di registro al 3% applicata su una sentenza di condanna alla restituzione di somme derivanti da una truffa subita. I Contribuenti sostenevano l'ingiustizia di tassare un recupero crediti di fatto impossibile a causa dell'insolvenza del truffatore. Nelle more del giudizio di Cassazione, i Contribuenti hanno presentato domanda di definizione agevolata per sanare la pendenza tributaria. La Corte di Cassazione, preso atto della richiesta e della pendenza della procedura di sanatoria, ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo per verificare il perfezionamento della definizione agevolata.
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Cartelle esattoriali e definizione agevolata: stop alla causa
Uno Studio Legale impugnava due cartelle esattoriali per IVA, contestando la validità della notifica eseguita tramite un corriere privato anziché Poste Italiane. Durante il giudizio di Cassazione, il contribuente decideva di aderire alla definizione agevolata delle controversie tributarie, rinunciando formalmente al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, confermando che la rinuncia unilaterale estingue il processo senza necessità di accettazione da parte dell'Agenzia delle Entrate. Le spese di giudizio sono state compensate e non è stato applicato il raddoppio del contributo unificato.
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Definizione agevolata: stop al processo tra fisco e contribuente
Una società ha impugnato il diniego dell'Amministrazione Finanziaria relativo a una sanatoria fiscale. Durante la pendenza del giudizio davanti alla Corte di Cassazione, il contribuente ha presentato domanda di definizione agevolata ai sensi della Legge di Bilancio 2023, impegnandosi a rinunciare al contenzioso e chiedendo la sospensione del processo. La Suprema Corte, verificata la sussistenza di tutti i requisiti di legge, ha accolto l'istanza e ha disposto la sospensione del giudizio tributario, rinviando la causa a nuovo ruolo per consentire il perfezionamento della sanatoria.
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