LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Legge 300/1970 — Anno 2026

Pagina 4 di 5

83 provvedimenti

Altri anni per Legge 300/1970

Licenziamento oggettivo nullo con esterni, ma niente reintegro
La Cassazione ha confermato l'illegittimità di un licenziamento per giustificato motivo oggettivo a carico di un'assistente tutelare. L'Associazione datrice di lavoro, pur avendo soppresso la sua posizione, utilizzava stabilmente personale esterno di una cooperativa per svolgere le medesime mansioni. Questo comportamento smentisce la reale necessità del licenziamento e viola l'obbligo di repêchage. Tuttavia, poiché l'Associazione ha cessato definitivamente l'attività dopo il licenziamento, la lavoratrice non ha diritto alla reintegrazione nel posto di lavoro, ma solo a un risarcimento del danno calcolato dalla data del recesso fino alla chiusura aziendale.
Continua »
Condotta antisindacale respinta: il datore esige chiarezza
Un'organizzazione sindacale accusa un'azienda sanitaria di condotta antisindacale per aver convocato alle trattative l'intera Rappresentanza Sindacale Unitaria anziché la sola delegazione designata. La Corte d'Appello respinge l'accusa. I giudici rilevano che l'azienda non intendeva interferire nelle dinamiche sindacali. Il datore di lavoro aveva unicamente richiesto i verbali ufficiali per accertare chi avesse titolo a trattare, a causa di una forte conflittualità interna tra le sigle. La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso del sindacato. I giudici supremi confermano il diritto del datore di lavoro di pretendere la prova documentale dell'avvenuta elezione dei rappresentanti prima di avviare la contrattazione. Non sussiste alcuna violazione del principio di neutralità se l'azienda, di fronte all'incertezza e alla mancata consegna dei verbali, convoca tutti i membri per garantire il dialogo.
Continua »
Conciliazione giudiziale e valore di giudicato
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di una lavoratrice che richiedeva differenze retributive basate su accordi aziendali dopo una cessione d'azienda. La Suprema Corte ha stabilito che la conciliazione giudiziale, intervenuta durante il giudizio di appello, non è un semplice contratto privato ma un atto che sostituisce la sentenza impugnata, determinando un nuovo assetto di interessi. I giudici di merito hanno errato nel non valutare se tale accordo avesse effetti preclusivi sulle nuove domande avanzate, rendendo necessaria una nuova valutazione del caso.
Continua »
Revocazione sentenza licenziamento: guida al ricorso
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un lavoratore che chiedeva la revocazione sentenza licenziamento. Il ricorrente invocava il dolo della controparte e un errore di fatto, ma la Corte ha confermato l'inammissibilità per mancata indicazione della data di scoperta del dolo e per la non decisività dell'errore lamentato ai fini della decisione finale.
Continua »
Licenziamento per rifiuto mascherina: il caso
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un dipendente sanzionato con il licenziamento per rifiuto mascherina durante l'orario di lavoro. Nonostante le contestazioni sulla vigenza dei protocolli sanitari nel 2022, i giudici di merito hanno ritenuto la condotta grave e offensiva. La Suprema Corte ha rinviato la decisione a una pubblica udienza per la rilevanza delle questioni giuridiche trattate.
Continua »
Giudicato esterno: effetti nel diritto del lavoro
La Corte di Cassazione ha confermato che una sentenza passata in giudicato, che accerta la natura subordinata di un rapporto e l'inefficacia di un licenziamento, costituisce un giudicato esterno vincolante. Tale stabilità impedisce nuove contestazioni in altri processi pendenti tra le medesime parti, anche se la sentenza definitiva recepiva motivazioni di provvedimenti non ancora definitivi.
Continua »
Licenziamento disciplinare: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un licenziamento disciplinare per giusta causa intimato a un dipendente che svolgeva mansioni di operatore ecologico. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile poiché la valutazione della gravità della condotta e della proporzionalità della sanzione spetta esclusivamente al giudice di merito e non può essere riesaminata in sede di legittimità, se supportata da una motivazione logica e coerente.
Continua »
Improcedibilità ricorso cassazione e deposito relata
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'improcedibilità ricorso cassazione presentato da un lavoratore contro il suo licenziamento disciplinare. La decisione è scaturita dall'omesso deposito della copia autentica della relazione di notifica della sentenza impugnata, come invece previsto dall'art. 369 c.p.c. Tale mancanza impedisce alla Corte di verificare la tempestività del ricorso, portando alla chiusura del giudizio senza esame del merito.
Continua »
Diritto di critica sindacale: i limiti della verità
La Corte di Cassazione ha confermato la sanzione disciplinare inflitta a una dirigente sindacale per dichiarazioni rese durante una trasmissione televisiva. La ricorrente aveva ipotizzato che i concorsi pubblici fossero manipolati per creare una dirigenza fedele e compiacente verso i grandi evasori fiscali. La Corte ha stabilito che il diritto di critica sindacale non può giustificare illazioni prive di fondamento fattuale, violando il principio di continenza sostanziale e danneggiando il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni.
Continua »
Contestazione disciplinare: nullo il licenziamento
La Corte di Cassazione ha sancito la nullità di un licenziamento nel pubblico impiego poiché la contestazione disciplinare iniziale non era mai pervenuta al dipendente a causa di un errore nell'indirizzo di spedizione. Secondo i giudici, la conoscenza degli addebiti tramite atti successivi non sana il vizio, poiché il diritto di difesa deve essere garantito sin dall'inizio del procedimento.
Continua »
Indennità di mobilità: quando non va restituita
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'ente previdenziale non può richiedere la restituzione dell'indennità di mobilità nel caso in cui, nonostante un ordine di reintegrazione nel posto di lavoro, questa non sia avvenuta nei fatti a causa del fallimento del datore. La decisione si fonda sulla prevalenza dello stato di disoccupazione di fatto rispetto al mero ripristino giuridico del rapporto.
Continua »
Licenziamento disciplinare e condotta omertosa
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un licenziamento disciplinare irrogato a un dirigente che, pur essendo stato assolto in sede penale, aveva mantenuto una condotta omertosa non segnalando illeciti di cui era a conoscenza. La decisione ribadisce l'autonomia del procedimento disciplinare rispetto a quello penale quando i fatti materiali contestati rimangono i medesimi.
Continua »
Licenziamento per giusta causa: quando è legittimo?
Un lavoratore, riammesso in servizio dopo la conversione giudiziale del suo contratto da tempo determinato a indeterminato, viene licenziato per giusta causa a seguito del suo rifiuto di cambiare reparto. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del licenziamento, ritenendo la reazione del dipendente (grave insubordinazione con toni aggressivi e contatti fisici) sproporzionata rispetto alle modifiche datoriali (cambio di turno e mansioni coerenti con l'inquadramento), considerate normali prassi aziendali. La Corte ha escluso la ritorsività del licenziamento, poiché la causa principale era la condotta del lavoratore.
Continua »
Termine opposizione decreto: conta la notifica formale
Una società si opponeva a un decreto per condotta antisindacale, ma i giudici di merito ritenevano l'atto tardivo perché presentato dopo la 'conoscenza di fatto' del provvedimento. La Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che il termine opposizione decreto decorre solo da una comunicazione o notificazione formale, e non dalla mera conoscenza indiretta, per garantire la certezza del diritto e dei termini processuali.
Continua »
Restituzione NASpI: la Cassazione rinvia la decisione
Due lavoratori, dopo un licenziamento illegittimo, optano per l'indennità sostitutiva alla reintegra. L'INPS chiede la restituzione NASpI percepita. La Cassazione, con ordinanza interlocutoria, rinvia la decisione a una pubblica udienza per analizzare l'impatto di recenti sentenze delle Sezioni Unite sulla questione.
Continua »
Diritto di assemblea RSU: la Cassazione si pronuncia
La Cassazione conferma il diritto di assemblea RSU per il singolo componente. Un'importante azienda metalmeccanica aveva negato tale facoltà, ritenendola una prerogativa collegiale. La Corte ha rigettato il ricorso, qualificando la condotta come antisindacale e ribadendo che il singolo rappresentante, eletto in una lista sindacale qualificata, può legittimamente indire assemblee retribuite.
Continua »
Procedura disciplinare autoferrotranvieri: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che non ogni irregolarità nella procedura disciplinare autoferrotranvieri comporta automaticamente la nullità del licenziamento. Analizzando il caso di un dipendente licenziato per gravi condotte extralavorative, la Corte ha chiarito che l'omissione della relazione scritta, prevista dall'art. 53 del R.D. 148/1931, non invalida il provvedimento se le indagini sono svolte direttamente dal direttore e se il diritto di difesa del lavoratore è stato pienamente garantito. La sentenza privilegia un approccio sostanziale, riservando la sanzione della nullità solo alle violazioni procedurali qualificate che ledono effettivamente e irrimediabilmente il diritto di difesa.
Continua »
Lavoro convivente more uxorio: quando è subordinato?
La Corte di Cassazione conferma la decisione di merito che riconosce l'esistenza di un rapporto di lavoro subordinato tra una donna e il suo convivente, titolare di uno studio legale. Nonostante la presunzione di gratuità legata al rapporto affettivo, la Corte ha ritenuto provata la subordinazione grazie a elementi come compensi costanti, documenti che attestavano diritti tipici del lavoratore (ferie, TFR) e testimonianze. Questo caso chiarisce come il lavoro del convivente more uxorio possa essere tutelato quando sussistono prove concrete di un vincolo professionale.
Continua »
Licenziamento per giustificato motivo oggettivo nullo
La Corte di Cassazione ha confermato la nullità di un licenziamento per giustificato motivo oggettivo, ritenendolo un atto elusivo di una precedente ordinanza di reintegra. Il datore di lavoro aveva licenziato una dipendente per soppressione del posto, ma la Corte ha accertato che le mansioni erano state affidate ad altri lavoratori assunti a termine, dimostrando la non veridicità del motivo addotto e l'intento fraudolento di aggirare la decisione del giudice.
Continua »
Codatorialità: la guida al calcolo dei dipendenti
Una lavoratrice, dipendente di fatto di tre società collegate (una formale, due sostanziali), viene licenziata. La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, chiarisce due principi fondamentali in materia di codatorialità: 1) la comunicazione di licenziamento da parte di uno solo dei co-datori è valida per tutti; 2) ai fini della reintegrazione, il requisito dimensionale si calcola sommando i dipendenti di tutte le società coinvolte, superando la loro formale distinzione giuridica.
Continua »