LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Legge 300/1970 — Anno 2024

Pagina 7 di 13

246 provvedimenti

Altri anni per Legge 300/1970

Ricorso inammissibile: quando la Cassazione non decide
Una lavoratrice ha citato in giudizio la sua ex azienda per mobbing e demansionamento, perdendo sia in primo che in secondo grado. La Corte di Cassazione ha dichiarato il suo ricorso inammissibile, evidenziando l'importanza di formulare correttamente i motivi di ricorso e il limite della 'doppia conforme', ovvero due sentenze di merito identiche. La decisione sottolinea che la Cassazione non può riesaminare i fatti, ma solo la corretta applicazione della legge.
Continua »
Aspettativa e comporto: come salva il posto di lavoro
La Cassazione chiarisce il rapporto tra aspettativa e comporto. Una lavoratrice, licenziata per superamento del periodo di malattia, viene reintegrata perché aveva richiesto l'aspettativa prima della scadenza del comporto. La Corte stabilisce che la richiesta sospende il calcolo, rendendo illegittimo il licenziamento.
Continua »
Controllo a distanza lavoratore: il Telepass è illecito?
Un lavoratore è stato licenziato sulla base di dati provenienti da un dispositivo di telepedaggio aziendale e da un palmare. La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del licenziamento, stabilendo che il datore di lavoro non aveva fornito l'adeguata informativa preventiva sull'uso del dispositivo di telepedaggio per il controllo a distanza del lavoratore. Di conseguenza, i dati raccolti sono stati ritenuti inutilizzabili a fini disciplinari e le restanti contestazioni non erano sufficienti a giustificare il recesso.
Continua »
Assunzione senza concorso: quando è valida?
Una società di trasporti pubblici dichiarava nullo il contratto di un dirigente per assunzione senza concorso. La Cassazione ha confermato la validità del contratto, poiché la legge che impone le procedure selettive è entrata in vigore dopo la data di assunzione, condannando l'azienda al pagamento di tutte le retribuzioni maturate.
Continua »
Contestazione disciplinare tardiva: quando è nulla?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 14728/2024, ha confermato la nullità di una sanzione disciplinare a causa di una contestazione disciplinare tardiva. La Corte ha stabilito che un ritardo di oltre quattro mesi tra la piena conoscenza dei fatti da parte del datore di lavoro, ottenuta tramite l'ammissione del dipendente, e la notifica della contestazione, viola il principio di immediatezza e buona fede, rendendo illegittima la sanzione.
Continua »
Obbligo di repêchage: reintegro se violato
Una lavoratrice viene licenziata per giustificato motivo oggettivo. La Cassazione, accogliendo il suo ricorso, stabilisce che la violazione dell'obbligo di repêchage da parte del datore di lavoro integra l'insussistenza del fatto e comporta la reintegrazione nel posto di lavoro, non un semplice indennizzo, alla luce delle recenti sentenze della Corte Costituzionale.
Continua »
Dichiarazione falsa: licenziamento legittimo?
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del licenziamento di una dipendente pubblica per aver omesso di dichiarare due precedenti condanne penali al momento dell'assunzione. La Corte ha stabilito che la dichiarazione falsa viola i doveri di correttezza e buona fede, alterando il quadro conoscitivo dell'amministrazione e giustificando la risoluzione del rapporto di lavoro, a prescindere dalla natura dei reati omessi o dalla loro successiva estinzione.
Continua »
Licenziamento ritorsivo: quando l’appello è inammissibile
Un lavoratore con ruolo dirigenziale è stato licenziato per giustificato motivo oggettivo a seguito della separazione dalla moglie, socia di minoranza dell'azienda. Il lavoratore ha impugnato il licenziamento sostenendo la sua natura ritorsiva. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, non per il merito della questione, ma per un errore procedurale fondamentale: il ricorrente ha impropriamente mescolato la denuncia di violazione di legge con una richiesta di riesame dei fatti, attività preclusa al giudice di legittimità. La Corte ha inoltre evidenziato l'applicazione della regola della "doppia conforme", che impedisce la rivalutazione dei fatti quando due corti di merito hanno già deciso in modo analogo.
Continua »
Licenziamento giusta causa: furto extralavorativo
Un lavoratore è stato licenziato per giusta causa dopo essere stato arrestato in flagranza per il tentato furto di 200 litri di gasolio ai danni della società committente del suo datore di lavoro. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del licenziamento, dichiarando inammissibile il ricorso del dipendente. L'ordinanza sottolinea che un atto così grave, sebbene compiuto in ambito extralavorativo, è sufficiente a ledere irreparabilmente il vincolo fiduciario, giustificando il recesso immediato dal rapporto di lavoro, a prescindere dalle previsioni specifiche del contratto collettivo.
Continua »
Prescrizione crediti lavoro: quando decorre il termine?
Un gruppo di lavoratori ha richiesto differenze retributive. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13927/2024, ha stabilito che la prescrizione crediti lavoro quinquennale non decorre durante il rapporto di lavoro, ma solo dalla sua cessazione. Questa decisione si basa sulle modifiche legislative (L. 92/2012 e D.Lgs. 23/2015) che hanno ridotto la stabilità del posto di lavoro, giustificando la sospensione del termine per timore di ritorsioni.
Continua »
Retribuzione feriale: sì alle indennità accessorie
La Corte di Cassazione ha stabilito che la retribuzione feriale deve includere tutte le indennità accessorie intrinsecamente collegate alle mansioni, come l'indennità di assenza dalla residenza e il premio irregolarità. Escluderle crea un deterrente illegittimo alla fruizione delle ferie, violando la normativa europea. La decisione conferma che lo stipendio durante le vacanze deve essere paragonabile a quello dei periodi lavorativi.
Continua »
Licenziamento giusta causa: social e reintegro
La Corte di Cassazione ha confermato il licenziamento per giusta causa di un lavoratore che, subito dopo aver ottenuto un ordine di reintegrazione, aveva pubblicato contenuti diffamatori contro l'azienda sul proprio profilo social. La Corte ha stabilito che il rapporto di lavoro si considera legalmente ripristinato dal momento dell'ordine del giudice, rendendo il lavoratore immediatamente soggetto agli obblighi di lealtà. La condotta del dipendente è stata ritenuta una grave violazione del rapporto fiduciario, tale da giustificare il recesso immediato.
Continua »
Licenziamento disciplinare: la riammissione non salva
Un dipendente pubblico, il cui procedimento disciplinare era stato sospeso a causa di un'accusa penale, è stato riammesso in servizio e ha ottenuto un contratto a tempo indeterminato. Tuttavia, dopo la condanna penale definitiva, il procedimento è stato riaperto e si è concluso con il licenziamento. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del licenziamento disciplinare, chiarendo che la sospensione e la successiva riapertura del procedimento erano conformi alla legge e che la riammissione in servizio non costituiva una rinuncia al potere sanzionatorio da parte dell'amministrazione.
Continua »
Condotta extralavorativa: quando non è giusta causa
La Corte di Cassazione conferma l'illegittimità di un licenziamento per giusta causa inflitto a un assistente di volo per un'offesa a colleghi. L'episodio, avvenuto al di fuori dell'orario di lavoro, è stato giudicato una condotta extralavorativa disciplinarmente irrilevante, in quanto non idonea a ledere il vincolo di fiducia con l'azienda. La Corte ha quindi disposto la reintegrazione del lavoratore, chiarendo che l'insussistenza del fatto che la giustifica non riguarda solo l'inesistenza materiale dell'evento, ma anche la sua mancanza di illiceità disciplinare.
Continua »
Licenziamento giusta causa per soste ingiustificate
Una guardia giurata è stata licenziata dopo che un'agenzia investigativa ha scoperto ripetute soste ingiustificate durante il turno, finalizzate a ottenere il pagamento di straordinari non necessari. La Corte di Cassazione ha confermato il licenziamento per giusta causa, ritenendo legittimi i controlli difensivi del datore di lavoro e la condotta del lavoratore sufficientemente grave da ledere il vincolo fiduciario.
Continua »
Abuso contratto a termine: quando scatta la decadenza?
La Cassazione stabilisce che, in una successione di contratti a tempo determinato, il termine per l'impugnazione decorre dalla fine dell'ultimo rapporto. Questa decisione consente di valutare l'intera sequenza contrattuale per accertare l'eventuale abuso contratto a termine e la sua trasformazione in un rapporto a tempo indeterminato, offrendo maggiore tutela al lavoratore.
Continua »
Sciopero occulto: la Cassazione conferma la sanzione
La Corte di Cassazione ha confermato la sanzione a un'organizzazione sindacale per uno sciopero occulto. Centinaia di agenti di polizia locale si assentarono in massa la notte di Capodanno, giustificandosi con certificati medici. La Corte ha ritenuto che le assenze fittizie, coordinate dal sindacato, costituissero una forma illegittima di sciopero in un servizio pubblico essenziale, violando le procedure di legge.
Continua »
Sciopero occulto: Malattia di massa è sciopero?
Una massiccia e coordinata assenza per malattia dei vigili urbani durante la notte di Capodanno è stata qualificata come 'sciopero occulto'. La Corte di Cassazione ha confermato la sanzione a carico delle organizzazioni sindacali, ritenute responsabili di aver promosso un'astensione illegittima in un servizio pubblico essenziale. La decisione si è basata su prove presuntive, come l'anomalo picco statistico di assenze, che ha svelato la natura fittizia delle giustificazioni e il reale intento di protesta.
Continua »
Licenziamento dopo reintegra: quando è illegittimo?
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità di un licenziamento per motivo oggettivo basato su una riorganizzazione aziendale preesistente all'ordine di reintegra del lavoratore. Il caso riguarda un dipendente, reintegrato per ordine del giudice a seguito del riconoscimento di un rapporto di lavoro subordinato, che era stato licenziato poco dopo. La società aveva motivato il recesso con l'esternalizzazione del reparto, avvenuta però anni prima della reintegra. La Corte ha stabilito che il motivo oggettivo deve essere sopravvenuto rispetto alla costituzione del rapporto, altrimenti si elude l'ordine giudiziale. Anche il ricorso del lavoratore, che lamentava la natura ritorsiva del licenziamento, è stato respinto.
Continua »
Lavoratore in CIGS: obbligo di disponibilità e preavviso
Un pilota di elicottero in CIGS è stato licenziato per giusta causa dopo essersi recato in vacanza all'estero senza informare l'azienda, rendendosi così indisponibile a una chiamata di servizio. Tale indisponibilità ha causato la perdita di una commessa. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del licenziamento, sottolineando che il lavoratore in CIGS ha un inderogabile obbligo di disponibilità, la cui violazione, specialmente se causa un danno patrimoniale, costituisce un inadempimento grave che giustifica la risoluzione del rapporto.
Continua »