La Corte di Cassazione, con l'ordinanza del 28/01/2025, ha chiarito i requisiti per la deducibilità dei costi derivanti da operazioni con imprese situate in paesi a fiscalità privilegiata. Il Fisco aveva contestato la deduzione di costi sostenuti da un'azienda italiana per una transazione con una società emiratina, ritenendo che una società inglese fosse stata interposta al solo fine di eludere la normativa sui costi black list. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'Agenzia, stabilendo che per dedurre tali costi non è sufficiente dimostrare la redditività generale dell'operazione, ma è necessario provare un effettivo e specifico interesse economico che giustifichi la scelta di operare proprio in quel paese a fiscalità privilegiata, interesse che deve essere distinto dal mero risparmio fiscale.
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