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Legge 289/2002 — Anno 2025

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101 provvedimenti

Altri anni per Legge 289/2002

Compenso medicina di gruppo: decide la Cassazione
Un gruppo di medici ha contestato la riduzione del proprio compenso forfettario per la medicina di gruppo da 7 a 5 euro per assistito, applicata da un'Azienda Sanitaria Locale (ASL) a seguito del superamento di un tetto di spesa (plafond). La Corte di Cassazione ha confermato che la riduzione opera automaticamente al superamento del plafond, ma ha accolto il ricorso dei medici su un punto cruciale: l'onere della prova. Ha stabilito che spetta all'ASL, e non ai medici, dimostrare l'indisponibilità di fondi derivanti dalla sottoutilizzazione di altri servizi, previsti da un meccanismo di compensazione, che avrebbero potuto reintegrare il compenso medicina di gruppo. La sentenza è stata quindi cassata con rinvio.
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Contributi integrativi: stop ai pagamenti e diritto
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un ente previdenziale che negava il calcolo dei contributi integrativi a un lavoratore del settore gas a causa di una temporanea interruzione dei versamenti. La Corte ha stabilito che una singola interruzione non costituisce una rinuncia al diritto, specialmente quando il lavoratore aveva già maturato i requisiti per la pensione in regime di salvaguardia. Il ricorso dell'ente è stato giudicato generico e non in grado di contestare le precise motivazioni della corte d'appello.
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Spese di sponsorizzazione: limiti alla deducibilità
Una società ha contestato degli avvisi di accertamento con cui l'Agenzia delle Entrate negava la deducibilità di costi per sponsorizzazioni a favore di associazioni sportive. La Corte di Cassazione ha accolto in parte il ricorso, stabilendo che le spese di sponsorizzazione fino a 200.000 euro godono di una presunzione legale assoluta di inerenza. Inoltre, ha chiarito che il "raddoppio dei termini" per l'accertamento non si applica all'IRAP. La sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.
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Spese di sponsorizzazione: deducibilità assoluta
Una società metalmeccanica si è vista negare la deducibilità di ingenti spese di sponsorizzazione a favore di un'associazione sportiva dilettantistica. L'Agenzia delle Entrate contestava l'eccessività della spesa rispetto al fatturato. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, affermando che l'art. 90 della L. 289/2002 stabilisce una presunzione legale assoluta sulla natura pubblicitaria e sulla congruità di tali spese, purché siano rispettate determinate condizioni oggettive, escludendo così la possibilità per il Fisco di effettuare valutazioni di merito sull'antieconomicità dell'operazione.
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Agevolazioni fiscali ASD: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 18201/2025, ha cassato la sentenza di merito che riconosceva le agevolazioni fiscali a un'associazione sportiva dilettantistica (ASD). L'Amministrazione Finanziaria contestava la natura non profit dell'ente, sostenendo che operasse di fatto come un'impresa commerciale. La Suprema Corte ha stabilito che per godere delle agevolazioni fiscali ASD non basta la conformità formale (statuto e iscrizione al CONI), ma è necessaria una gestione sostanzialmente non lucrativa e democratica. Il giudice di merito aveva errato nel valutare singolarmente gli indizi di commercialità (es. gestione stile palestra, assenza di vita associativa), senza considerarli nel loro complesso. La Corte ha ribadito che l'onere di provare la sussistenza dei requisiti spetta all'associazione.
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Ente non commerciale: statuto e requisiti effettivi
Un'associazione sportiva si è vista negare lo status di ente non commerciale a causa della mancata applicazione pratica dei principi democratici previsti dallo statuto. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, sottolineando che la mera iscrizione al CONI e la redazione di uno statuto formalmente corretto non sono sufficienti. È indispensabile dimostrare una gestione effettiva e trasparente, altrimenti si perdono i benefici fiscali.
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Definizione agevolata: Cassazione estende l’ambito
Una contribuente, ex dipendente di un istituto bancario, si è vista negare la definizione agevolata di una controversia tributaria pendente in Cassazione, relativa alla restituzione di un rimborso fiscale. L'Amministrazione finanziaria sosteneva che la lite non fosse definibile perché non originata da un atto impositivo. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della contribuente, stabilendo che la L. n. 130/2022 ha ampliato l'ambito della definizione agevolata a tutte le controversie pendenti in Cassazione, a prescindere dalla natura dell'atto impugnato, con l'obiettivo di ridurre il contenzioso. Di conseguenza, il giudizio è stato dichiarato estinto.
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Distribuzione indiretta di utili: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19397/2025, ha chiarito i criteri per identificare la distribuzione indiretta di utili nelle associazioni sportive dilettantistiche. L'Agenzia delle Entrate contestava a una società sportiva compensi e canoni di locazione ritenuti eccessivi. La Corte ha stabilito che, per verificare il superamento della soglia del 20% sui compensi, il confronto deve avvenire tra l'importo lordo corrisposto al lavoratore e quello previsto dal contratto collettivo nazionale, senza considerare il costo aziendale totale. Di conseguenza, ha cassato la sentenza di secondo grado su questo punto, rinviando la causa per una nuova valutazione.
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Credito d’imposta investimenti: onere della prova
Una società si vede contestare un credito d'imposta investimenti a causa di un notevole aumento dei costi del progetto. La Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, stabilendo che il contribuente aveva assolto al proprio onere della prova dimostrando che l'aumento era previsto da clausole contrattuali e supportato da documentazione progettuale, senza che vi fosse un'inversione dell'onere probatorio.
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Credito d’imposta: onere della prova e motivazione
La Corte di Cassazione conferma la legittimità di un credito d'imposta usufruito da una società. L'Agenzia Fiscale contestava l'aumento dei costi di un investimento, ma i giudici hanno respinto il ricorso. Si è stabilito che la valutazione dei fatti e delle prove, come la coerenza dei costi e il legittimo affidamento derivante da precedenti controlli, spetta ai giudici di merito e non può essere riesaminata in Cassazione se la motivazione della sentenza è logica e comprensibile.
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Distribuzione indiretta utili: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che, per verificare la distribuzione indiretta di utili in un'associazione sportiva, il compenso da confrontare con i contratti collettivi è il salario lordo corrisposto al lavoratore, non il costo aziendale complessivo. L'ordinanza analizza il caso di un'associazione a cui erano stati revocati i benefici fiscali per aver pagato compensi ritenuti eccessivi ai propri soci e un canone di locazione fuori mercato. La Corte ha accolto il motivo relativo ai compensi, cassando la sentenza precedente, e ha dichiarato inammissibile quello sul canone di locazione per il principio della 'doppia conforme'.
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Autocertificazione aiuti di Stato: sì alla prova
Un'impresa colpita da un evento sismico nel 1990 ha richiesto un rimborso fiscale, classificabile come aiuto di Stato. L'Agenzia delle Entrate ha contestato la validità della prova fornita, una semplice autocertificazione, per dimostrare il rispetto dei limiti europei ("de minimis"). La Corte di Cassazione, con una decisione importante, ha stabilito che, nel contesto specifico degli aiuti post-sisma e in un periodo precedente all'attivazione del registro nazionale degli aiuti, l'autocertificazione aiuti di Stato costituisce una prova sufficiente e ammissibile, respingendo così il ricorso dell'amministrazione finanziaria.
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Definizione agevolata coerede: vale per tutti gli eredi
In un caso di imposta di successione, un coerede ha impugnato l'avviso di accertamento, ma suo fratello (anch'egli coerede) ha aderito alla definizione agevolata, pagando la prima rata. La Corte di Cassazione ha stabilito che, in virtù del principio di solidarietà tributaria tra coeredi, la definizione perfezionata da uno solo di essi estingue l'intero debito e, di conseguenza, il contenzioso per tutti, anche per il coerede che si era opposto e voleva una decisione nel merito.
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Improcedibilità ricorso cassazione: ecco le regole
Una contribuente ha visto il suo ricorso contro un'intimazione di pagamento respinto. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, determinando l'improcedibilità del ricorso in cassazione, a causa del mancato deposito della copia autentica della sentenza impugnata. La Corte ha inoltre confermato il diniego alla definizione agevolata, poiché il valore della lite superava il limite di legge.
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Rimborso imposte sisma: la Cassazione chiarisce
Un contribuente, residente in una zona colpita dal sisma del 1990, ha richiesto il rimborso delle imposte versate. L'Agenzia delle Entrate si è opposta, ma la Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'Agenzia, confermando il diritto del cittadino al rimborso imposte sisma. La Corte ha chiarito che le nuove leggi che limitano i fondi per i rimborsi non possono essere applicate retroattivamente a richieste già presentate, incidendo solo sulla fase esecutiva.
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Giudizio di rinvio: limiti del giudice e nuove domande
Una società si vede negare un condono fiscale a causa di un precedente verbale di constatazione. La Corte di Cassazione, dopo un lungo iter, stabilisce un principio fondamentale: nel giudizio di rinvio, il giudice non può introdurre nuove questioni non sollevate dalle parti, poiché tale fase processuale ha una "struttura chiusa". La decisione del giudice di merito, basata su un'eccezione inedita, è stata quindi annullata per aver ecceduto i propri poteri, ampliando illegittimamente l'oggetto del contendere.
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Comunicazione irregolarità: quando non è necessaria?
Una società in fallimento ha impugnato una cartella di pagamento per IRAP, lamentando la mancata ricezione della comunicazione di irregolarità. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che tale comunicazione non è necessaria quando la cartella deriva da un controllo automatico per omesso versamento di imposte dichiarate, in assenza di incertezze rilevanti sulla dichiarazione.
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Costi di sponsorizzazione: la parola alle Sezioni Unite
Un imprenditore si è visto negare la deducibilità dei costi di sponsorizzazione a favore di un'associazione sportiva dilettantistica. L'Agenzia delle Entrate ha ritenuto l'operazione inesistente. Dopo due gradi di giudizio sfavorevoli, il caso è giunto in Cassazione. La Corte, rilevando l'esistenza di un'assoluzione penale per i medesimi fatti, ha sospeso la decisione per attendere il pronunciamento delle Sezioni Unite sull'efficacia del giudicato penale nel processo tributario.
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Spese di sponsorizzazione: la prova è essenziale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19075/2025, ha annullato una sentenza che aveva riconosciuto la deducibilità di spese di sponsorizzazione senza verificare la prova dell'effettiva attività promozionale. La presunzione legale di inerenza prevista per tali costi non esime il contribuente dal dimostrare l'avvenuta controprestazione.
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Contributi istruttori sportivi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso dei contributi previdenziali per gli istruttori di una società sportiva dilettantistica. L'ordinanza chiarisce che l'esenzione dall'obbligo contributivo non è automatica ma richiede una verifica concreta della natura non professionale dell'attività svolta dall'istruttore. La Corte ha cassato la sentenza d'appello, che aveva concesso l'esenzione senza questo accertamento, rinviando la causa per una nuova valutazione dei fatti.
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