LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Legge 24 novembre 2003, n. 326

Pagina 3 di 3

60 provvedimenti

Condono edilizio: no al frazionamento artificioso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un ordine di demolizione. Il tentativo di ottenere un condono edilizio tramite il frazionamento artificioso dell'immobile in più domande, presentate da diversi familiari per eludere i limiti di cubatura, è stato ritenuto un espediente illecito. La Corte ha ribadito che un edificio unitario, riconducibile a un unico proprietario, deve essere considerato nel suo complesso ai fini della sanatoria, la quale è stata negata per superamento del volume massimo consentito.
Continua »
Ordine di demolizione: chi paga tra proprietario ed erede?
La Corte di Cassazione ha esaminato un appello contro un ordine di demolizione per un immobile abusivo. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso della sorella, che adduceva la pendenza di istanze di condono, per genericità delle allegazioni. Ha invece accolto il ricorso del fratello, chiarendo che l'ordine di demolizione non può essere eseguito nei confronti dell'erede che non sia anche l'attuale proprietario del bene. Il caso è stato rinviato per l'accertamento della titolarità dell'immobile.
Continua »
Accertamento induttivo PREU: non è retroattivo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31761/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di accertamento induttivo PREU. Il caso riguarda una società a cui, per il periodo d'imposta 2008, erano state contestate maggiori imposte sui redditi sulla base di un precedente accertamento del Prelievo Erariale Unico (PREU) determinato in via induttiva per la presenza di apparecchi da gioco irregolari. La Corte ha chiarito che la norma introdotta nel 2010, la quale istituisce una presunzione legale che collega l'accertamento PREU a quello sulle altre imposte (redditi e IVA), non può essere applicata retroattivamente. Di conseguenza, per i periodi d'imposta antecedenti al 2011, l'Ufficio non può basare automaticamente l'accertamento sui redditi sull'importo forfetario del PREU, ma deve ricorrere a presunzioni semplici, il cui valore probatorio deve essere valutato dal giudice.
Continua »
Ordine di demolizione: revoca illegittima per condono
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di un tribunale che aveva revocato un ordine di demolizione per un grande immobile abusivo. La revoca era stata concessa sulla base di un condono edilizio ottenuto dai nuovi proprietari. La Suprema Corte ha stabilito che il giudice dell'esecuzione deve verificare la legittimità del condono e ha ravvisato un'ipotesi di frazionamento fraudolento delle domande per eludere i limiti volumetrici. Ha inoltre ribadito che l'ordine di demolizione è una misura obbligatoria a carattere reale, che non viene meno per il solo acquisto da parte di terzi, la cui tutela è demandata a rimedi civilistici.
Continua »
Ordine di demolizione: quando non può essere revocato
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che aveva revocato un ordine di demolizione per un grande edificio abusivo. Il giudice dell'esecuzione aveva motivato la revoca sulla base di un permesso in sanatoria ottenuto dai nuovi proprietari. Tuttavia, la Suprema Corte ha stabilito che il giudice avrebbe dovuto verificare la legittimità di tale permesso, che appariva basato su un frazionamento fittizio dell'immobile per eludere i limiti di legge del condono. La sentenza ribadisce che l'ordine di demolizione è un atto dovuto per ripristinare la legalità e non può essere paralizzato da un titolo amministrativo illegittimo.
Continua »
Ordine di demolizione: quando la revoca è illegittima
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di un Tribunale che aveva revocato un ordine di demolizione per un immobile abusivo. La decisione si basava su un permesso in sanatoria ottenuto successivamente. La Suprema Corte ha stabilito che il giudice dell'esecuzione non può limitarsi a prendere atto del condono, ma deve verificare la sua piena legittimità, specialmente in presenza di indizi di un frazionamento artificioso delle domande per eludere i limiti volumetrici. Viene ribadita la natura vincolata dell'ordine di demolizione, che non può essere superato dal principio di proporzionalità o dal diritto all'abitazione di terzi acquirenti consapevoli del rischio.
Continua »
Frazionamento artificioso: no al condono edilizio
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso degli eredi contro un ordine di demolizione. La sentenza conferma che il frazionamento artificioso di un unico immobile in più domande di condono per aggirare i limiti volumetrici è una pratica illegittima che non può sanare l'abuso edilizio.
Continua »
Incidente di esecuzione: no a istanze ripetitive
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso basato su un incidente di esecuzione che ripropone questioni già esaminate e decise in precedenti procedure. La sentenza sottolinea che, per evitare l'abuso dello strumento processuale, ogni nuova istanza deve fondarsi su elementi di "effettiva novità", non su argomenti o prove che potevano essere addotti in precedenza. Il caso riguardava la richiesta di revoca di un ordine di demolizione per un abuso edilizio.
Continua »
Amministratore di fatto: limiti alla responsabilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'Agenzia delle Entrate contro un presunto amministratore di fatto. La Corte ha stabilito che un ricorso non può basarsi su argomenti legali (come la natura fittizia della società) che non sono stati oggetto della decisione del giudice di merito. La sentenza impugnata, infatti, si era limitata a negare l'esistenza di una successione automatica dell'amministratore di fatto nei debiti tributari della società cessata, un punto non contestato nel ricorso dell'Agenzia.
Continua »
Ordine di demolizione: quando è irrevocabile?
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di un Tribunale che aveva revocato un ordine di demolizione per un vasto immobile abusivo. Il caso riguardava un fabbricato frazionato in più unità, per le quali erano state presentate domande di condono fittizie da promissari acquirenti per aggirare i limiti volumetrici. La Corte ha stabilito che l'ordine di demolizione è una misura ripristinatoria di natura reale, che segue l'immobile e non la persona, e non può essere paralizzata da condoni illegittimi o dal principio di proporzionalità invocato da terzi acquirenti, la cui tutela risiede in azioni civili contro il venditore.
Continua »
Frazionamento condono edilizio: limiti e conseguenze
La proprietaria di un immobile ottiene la revoca di un ordine di demolizione basandosi su un permesso di costruire in sanatoria. La Corte di Cassazione annulla tale provvedimento, giudicando la sanatoria illegittima a causa di un artificioso frazionamento del condono edilizio. La Corte ha stabilito che la presentazione di molteplici istanze per un unico edificio mirava a eludere i limiti volumetrici di legge. Viene inoltre chiarito che l'acquirente di un immobile abusivo non può invocare la buona fede, avendo il dovere di verificarne la conformità urbanistica.
Continua »
Fatture soggettivamente inesistenti e reverse charge
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di merito, stabilendo che un avviso di accertamento per fatture soggettivamente inesistenti è legittimo anche se non esplicita la natura dell'inesistenza. La Corte ha ribadito che il diritto alla detrazione IVA è escluso in caso di frode, anche se le operazioni rientrano nel meccanismo del 'reverse charge', poiché il principio di neutralità fiscale non può tutelare condotte illecite.
Continua »
Ordine di demolizione: vale per il nuovo proprietario
I nuovi proprietari di un immobile costruito abusivamente hanno impugnato un ordine di demolizione emesso anni prima del loro acquisto. Sostenevano di non essere responsabili e di aver ottenuto successivi permessi. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che l'ordine di demolizione è una sanzione reale che grava sull'immobile, non sulla persona. Di conseguenza, l'obbligo di demolire si trasferisce al nuovo proprietario, soprattutto se l'edificio si trova in un'area a vincolo paesaggistico dove il condono è escluso per legge.
Continua »
Responsabilità legale rappresentante: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata sulla responsabilità legale rappresentante per sanzioni fiscali antecedenti al 2003. La sentenza chiarisce che il rappresentante è responsabile in solido con la società se le sanzioni sono state irrogate prima della riforma. Inoltre, ha validato l'avviso di accertamento motivato tramite riferimento a un verbale di constatazione (p.v.c.) già noto alla società, anche se non allegato all'atto. La Corte ha cassato la decisione precedente, affermando la legittimità dell'operato dell'Agenzia delle Entrate e rinviando il caso per un nuovo esame.
Continua »
Appropriazione indebita pensione: la Cassazione decide
Un uomo è stato condannato per aver continuato a riscuotere la pensione della suocera deceduta per oltre vent'anni. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 10935/2025, ha annullato la condanna per il reato di indebita percezione di erogazioni pubbliche (art. 316-ter c.p.), riqualificando il fatto come appropriazione indebita pensione. La Corte ha chiarito che l'obbligo di comunicare il decesso all'INPS non ricade sui parenti, ma su altri enti pubblici. Pertanto, l'omessa comunicazione non integra il reato contestato, mentre il trattenimento delle somme costituisce appropriazione indebita. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
Continua »
Prescrizione benefici amianto: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che il termine di prescrizione per i benefici amianto non inizia dalla data di pensionamento, ma dal momento in cui il lavoratore o i suoi eredi acquisiscono consapevolezza dell'esposizione. Annullata la decisione della Corte d'Appello che aveva respinto la richiesta di una vedova per tardività, poiché non era stata verificata l'effettiva conoscenza del danno da parte del lavoratore.
Continua »
Giurisdizione Corte dei Conti: il caso società in house
La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha stabilito la giurisdizione della Corte dei Conti in una controversia tra una società di trasporti pubblici 'in house' e un'agenzia di riscossione. La causa, intentata per il mancato recupero di crediti, è stata ritenuta di natura contabile e non civile, poiché riguarda la gestione di denaro pubblico da parte di un agente contabile. La decisione sottolinea che la natura pubblica della società creditrice e dei fondi gestiti è determinante per radicare la giurisdizione contabile.
Continua »
Ordine di demolizione: quando è inammissibile il ricorso
Un gruppo di proprietari si oppone a un ordine di demolizione per un immobile abusivo, contestando la competenza del giudice e la proporzionalità della misura. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, specificando la natura amministrativa e non penale dell'ordine di demolizione e sottolineando che l'onere di provare la sproporzionalità grava su chi la invoca, il quale non può beneficiare della propria inerzia.
Continua »
Condono edilizio: illegittima la sanatoria postuma
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che revocava un ordine di demolizione. Il caso riguardava un immobile il cui volume era stato ridotto con lavori eseguiti anni dopo la scadenza dei termini per il condono edilizio. La Corte ha stabilito che tale pratica è un illegittimo aggiramento della legge, poiché i requisiti per la sanatoria devono esistere alla data fissata dalla normativa, non possono essere creati a posteriori. Il giudice penale ha il dovere di verificare la legittimità sostanziale del permesso di sanatoria.
Continua »
PREU apparecchi da gioco: quando è dovuto?
La Corte di Cassazione ha chiarito che il Prelievo Erariale Unico (PREU) per apparecchi da gioco è dovuto anche quando questi sono inutilizzabili (per sequestro o manutenzione), se il gestore non comunica tempestivamente e correttamente tale stato all'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. In assenza di tale comunicazione, l'imposta viene calcolata in misura forfettaria per prevenire abusi e garantire il gettito fiscale. La semplice prova dell'inutilizzo non è sufficiente a escludere l'obbligo di pagamento.
Continua »