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Legge 24 novembre 2003, n. 326

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60 provvedimenti

Ordine di rimessione in pristino: è obbligatorio?
In un caso di abusi edilizi definito con patteggiamento, il Tribunale aveva omesso l'ordine di rimessione in pristino. La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza, chiarendo che tale ordine non è una pena accessoria negoziabile, ma una sanzione amministrativa obbligatoria e indisponibile per le parti, finalizzata al ripristino del bene giuridico leso.
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Peculato buoni postali: dipendente è incaricato P.S.
Un dipendente di un operatore postale è stato condannato per peculato buoni postali, avendo liquidato titoli clonati. La Cassazione ha respinto il suo ricorso, confermando la sua qualifica di incaricato di pubblico servizio data la natura pubblicistica del risparmio postale. Respinto anche il ricorso del P.M. contro l'assoluzione del direttore, non potendosi configurare una responsabilità oggettiva o un concorso colposo nel reato doloso.
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Retroattività norme tributarie: no all’esenzione pre-2014
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 14950/2024, ha stabilito un principio fondamentale sulla retroattività norme tributarie. Il caso riguardava la richiesta di rimborso di imposte su una cessione di contratto di finanziamento. La Corte ha chiarito che la modifica legislativa del 2014 (D.L. 91/2014), che ha esteso l'esenzione fiscale a tali operazioni, ha natura innovativa e non interpretativa. Di conseguenza, non può essere applicata retroattivamente a fatti avvenuti prima della sua entrata in vigore, confermando il principio generale di irretroattività delle leggi fiscali.
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Imposta unica scommesse: chi paga tra CDT e bookmaker?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11716/2024, ha respinto il ricorso di un bookmaker estero e del suo intermediario italiano (Centro Trasmissione Dati), confermando la loro soggezione all'imposta unica scommesse. La Corte ha stabilito che anche gli operatori privi di concessione statale sono tenuti al pagamento del tributo se raccolgono scommesse sul territorio italiano. Per le annualità successive al 2011, il CDT è obbligato principale e il bookmaker è coobbligato in solido. Questa imposizione, secondo i giudici, non viola il diritto dell'Unione Europea, ma garantisce la parità di trattamento fiscale ed evita vantaggi competitivi indebiti per gli operatori non autorizzati.
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Frazionamento sanatoria: illegittimo per eludere limiti
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un ordine di demolizione. Il caso riguarda un tentativo di frazionamento sanatoria per un immobile abusivo, presentando più istanze per superare i limiti di cubatura. La Corte ha confermato che tale pratica è illegittima quando l'immobile è unico e non vi sono titoli distinti, condannando il ricorrente al pagamento delle spese.
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Imposta unica scommesse: la Cassazione decide su operatori
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9415/2024, ha rigettato il ricorso di una società estera operante nel settore delle scommesse, confermando la sua responsabilità per l'imposta unica scommesse relativa all'anno 2010. La Corte ha stabilito che la tassa non è discriminatoria secondo il diritto dell'Unione Europea, in quanto si applica a tutte le scommesse raccolte sul territorio italiano, indipendentemente dalla sede dell'operatore. È stata inoltre confermata la responsabilità solidale tra il bookmaker estero e il centro di trasmissione dati locale, chiarendo che la parziale incostituzionalità della norma per i periodi antecedenti al 2011 riguarda solo la posizione del centro locale e non esonera il bookmaker estero dal pagamento del tributo.
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Sanzioni società di persone: chi paga il conto?
In un caso di violazioni fiscali commesse da un socio poi uscito da una società in accomandita semplice, l'Agenzia delle Entrate ha tentato di applicare le sanzioni esclusivamente alla società. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che le sanzioni società di persone, per illeciti commessi prima del 1° settembre 2024, seguono un regime di responsabilità solidale tra la società e l'autore materiale della violazione. Il principio di responsabilità esclusiva dell'ente si applica solo alle società con personalità giuridica, escludendo quindi le società di persone.
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Imposta unica scommesse: obblighi del bookmaker estero
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7578/2024, ha stabilito che un bookmaker estero, operante in Italia tramite Centri Trasmissione Dati (CTD) senza concessione statale, è tenuto al pagamento dell'imposta unica sulle scommesse anche per il periodo d'imposta 2008. La Corte ha chiarito che la responsabilità del bookmaker sussiste a prescindere da quella del CTD e che la dichiarazione di incostituzionalità parziale della normativa di riferimento non ha eliminato l'obbligo fiscale in capo all'organizzatore delle scommesse.
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Imposta unica scommesse: bookmaker estero paga
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7540/2024, ha rigettato il ricorso di una società di scommesse estera, confermando la sua soggezione all'imposta unica scommesse per l'annualità 2010. È stata ribadita la responsabilità solidale del bookmaker estero, privo di concessione, con i centri di trasmissione dati operanti sul territorio italiano. La Corte ha escluso qualsiasi profilo di discriminazione rispetto alla normativa UE, ritenendo l'imposta applicabile a chiunque raccolga gioco in Italia, e ha chiarito che la responsabilità del bookmaker sussisteva anche prima delle modifiche legislative del 2011.
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Prescrizione rivalutazione contributiva: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7446/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di prescrizione per la rivalutazione contributiva da esposizione ad amianto. Un lavoratore si era visto negare il beneficio dalla Corte d'Appello, la quale aveva fatto decorrere il termine decennale di prescrizione dalla data del pensionamento. La Cassazione ha cassato la sentenza, chiarendo che il termine di prescrizione non decorre automaticamente dal pensionamento, ma dal momento in cui il lavoratore ha avuto effettiva conoscenza o poteva avere conoscenza del suo diritto, ovvero dell'esposizione nociva. La causa è stata rinviata per un nuovo esame basato su questo principio.
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Imposta unica scommesse: la Cassazione e gli operatori
Un'azienda internazionale di scommesse, operante in Italia attraverso centri locali senza concessione statale, ha contestato l'applicazione dell'imposta unica scommesse per l'anno 2014, sostenendo una discriminazione secondo il diritto dell'Unione Europea. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la piena legittimità del tributo. La Corte ha stabilito che l'imposta unica scommesse si applica a tutte le giocate raccolte sul territorio italiano, a prescindere dalla sede legale dell'operatore, ed è giustificata da motivi di interesse pubblico. È stata inoltre confermata la validità della responsabilità solidale tra l'operatore estero e il centro di raccolta locale.
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Imposta unica scommesse: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società di scommesse estera, confermando la legittimità dell'applicazione dell'imposta unica scommesse per l'anno 2014. La sentenza stabilisce che il tributo non è discriminatorio nei confronti degli operatori esteri e si applica a tutte le scommesse raccolte sul territorio italiano. Viene inoltre confermata la responsabilità solidale tra il bookmaker estero, privo di concessione, e il gestore del Centro Trasmissione Dati (CTD) che opera per suo conto in Italia.
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Prescrizione rivalutazione contributiva: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7279/2024, ha stabilito un principio fondamentale in tema di prescrizione della rivalutazione contributiva per esposizione ad amianto. Un lavoratore si è visto negare il beneficio dalla Corte d'Appello, la quale aveva fissato l'inizio del termine decennale di prescrizione alla data del pensionamento. La Suprema Corte ha cassato la sentenza, affermando che il termine non decorre automaticamente dal pensionamento, ma dal momento in cui il lavoratore ha avuto effettiva conoscenza o poteva avere conoscenza del suo diritto. La sola data di pensionamento non è un elemento sufficiente a dimostrare tale consapevolezza.
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Imposta Unica Scommesse: Cassazione conferma la tassa
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un bookmaker estero contro l'Agenzia delle Dogane, confermando la legittimità dell'imposta unica sulle scommesse per gli anni 2012-2013. La Corte ha stabilito che la normativa italiana non viola il diritto UE, non è discriminatoria e giustifica la tassazione per tutelare l'ordine pubblico e i consumatori, affermando la piena responsabilità solidale del bookmaker estero.
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Condono edilizio e sequestro: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che aveva dichiarato inammissibile una richiesta di revoca di una demolizione. Il caso verteva su un'istanza di condono edilizio del 1993, mai esaminata in precedenza. La Corte ha stabilito che la presenza di un sequestro penale sull'immobile non preclude la possibilità di ottenere il condono per opere non ultimate, rinviando il caso alla Corte d'Appello per una nuova valutazione nel merito.
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Imposta unica scommesse: sì al Fisco per bookmaker
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5693/2024, ha stabilito che l'imposta unica sulle scommesse è dovuta anche dai bookmaker esteri che operano in Italia senza la concessione statale, tramite una rete di centri di trasmissione dati (CTD). La Corte ha respinto il ricorso di una società di scommesse, confermando che la normativa fiscale italiana non viola i principi di non discriminazione e di libera prestazione dei servizi dell'Unione Europea. La decisione chiarisce che sia il bookmaker estero sia il gestore del CTD locale sono soggetti passivi d'imposta in solido, in quanto entrambi partecipano all'organizzazione e all'esercizio dell'attività di scommesse sul territorio nazionale. Viene così confermata la piena legittimità dell'imposizione fiscale anche per gli operatori privi di titolo concessorio.
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Imposta unica scommesse: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2750/2024, ha rigettato il ricorso di un Centro Trasmissione Dati (CTD) e di un bookmaker estero, confermando la loro responsabilità solidale per l'imposta unica scommesse relativa all'anno 2011. La Corte ha stabilito che, a partire dal 2011, la normativa permetteva alle parti di rinegoziare i loro accordi commerciali per trasferire l'onere fiscale, superando i profili di incostituzionalità validi solo per gli anni precedenti. È stata inoltre respinta la tesi della violazione del diritto UE, poiché l'imposta si applica a tutte le scommesse raccolte sul territorio italiano senza discriminazioni.
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Dipendente postale: incaricato di pubblico servizio?
La Corte di Cassazione a Sezioni Unite stabilisce che un dipendente delle Poste che gestisce il risparmio postale riveste la qualifica di incaricato di pubblico servizio. Di conseguenza, la sottrazione di somme dai buoni fruttiferi dei clienti configura il reato di peculato e non di appropriazione indebita. La sentenza risolve un contrasto giurisprudenziale, affermando la natura pubblicistica dell'attività di raccolta del risparmio postale, data la sua finalità di interesse generale e la specifica disciplina normativa che la distingue dall'attività bancaria privata.
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Revoca ordine demolizione: non basta il permesso
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 33964/2025, ha annullato l'ordinanza di un tribunale che aveva disposto la revoca di un ordine di demolizione per un abuso edilizio. La Corte ha stabilito che l'ottenimento di un permesso di costruire in sanatoria non è sufficiente a fermare la demolizione. Il giudice dell'esecuzione ha il dovere di verificare la legittimità sostanziale del permesso, inclusi i limiti volumetrici, prima di procedere alla revoca ordine demolizione. La mera esistenza del titolo amministrativo non esaurisce il controllo giurisdizionale.
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Condono edilizio: no sospensione se scade termine
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una proprietaria che chiedeva la sospensione di un ordine di demolizione. La richiesta si basava su un'istanza di condono edilizio legata a una procedura speciale post-sisma. La Corte ha stabilito che, essendo scaduto il termine perentorio di sei mesi previsto dalla legge speciale, la procedura accelerata non era più applicabile. Inoltre, la presenza di un vincolo paesaggistico sull'immobile costituiva un ostacolo dirimente all'accoglimento del condono.
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