La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 6990/2024, chiarisce i criteri per la valutazione del comportamento abituale ai fini della non punibilità per particolare tenuità del fatto. Nel caso di specie, un ricorso è stato parzialmente accolto: pur respingendo la tesi difensiva sulla valutazione del comportamento abituale (confermando che si considerano anche i reati successivi a quello in giudizio), la Corte ha annullato la condanna per uno dei reati a causa dell'intervenuta prescrizione, rilevata grazie a un valido motivo di ricorso sulla determinazione della pena.
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